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updated 9:25 PM CEST, Oct 21, 2019

Nido di via Aquilanti, un papà: “Una struttura nuova ma piena di problemi. Il Comune ci ascolti”

 Caldo d’estate e freddo d’invero sono solo l’apice di una struttura nata sotto un destino piuttosto triste. Gabriele, padre di due bimbe iscritte in quella scuola, ci racconta quanto si nasconde dietro il nido di Massimina in un’intervista esclusiva per Roma Capitale Magazine.
Ha fatto molto scalpore il caso di un asilo nido, ubicato in via Francesco Aquilanti nel quartiere Massimina nel Municipio XII. Una struttura inaugurata solo due anni fa ma già piena di problematiche strutturali e organizzative. Caldo tropicale in estate, con conseguenti malori, e freddo pungente d’inverno sono solo la punta dell’iceberg, ma dietro c’è molto altro. A rimetterci, come al solito, genitori, bambini, insegnanti e addetti ai lavori, che nonostante mail, telefonate e file agli sportelli del Comune e della ASL, non ricevono risposte concrete. Per capirne di più abbiamo voluto contattare uno dei numerosi papà che hanno i figli iscritti presso questo asilo nido. Si chiama Gabriele Lago, candidato alle ultime elezioni municipali, padre di due bambine che frequentano la struttura di via Aquilanti.

Gabriele, ci può raccontare innanzitutto come è sorto questo asilo nido?
Questo nido è un progetto vecchio, forse c’era ancora Rutelli come sindaco di Roma. Il progetto nasce come palestra, poi trasformato in un asilo nido. È stato inaugurato dalla Sindaca Raggi due anni fa con grande piacere da parte nostra. Però poi, mano a mano, sono usciti fuori problemi, e non pochi.

Caos Ediliza Agevolata, l’appello di una venditrice: “Il Comune si sbrighi”

 Nonostante alcune misure adottate dalla politica, come l’istituto dell’affrancazione per rimuovere il vincolo del prezzo calmierato dall’immobile, il Comune di Roma procede a rilento sull’argomento, gettando nello sconforto le centinaia di migliaia di famiglie di venditori ancora alle prese con una vera e propria beffa.
Roma Capitale Magazine torna ad occuparsi del Caos Edilizia Agevolata a Roma, venutosi a creare a seguito della Sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione numero 18135 del 2015.

Raggi: “Lo stadio della Roma si fa. Inizio cantieri entro l’anno”

La Sindaca di Roma ha confermato, in conferenza stampa al Campidoglio, il parere positivo del Politecnico di Torino sul progetto dell’impianto di Tor Di Valle. Presenti anche il Professor Bruno Dalla Chiara, che ha stilato la relazione del Politecnico, e il Presidente di Roma Servizi per la Mobilità Stefano Brinchi. Presente anche il Vicepresidente della Roma Mauro Baldissoni.

Il sogno potrebbe finalmente diventare realtà.
Lo Stadio della Roma sarà costruito a Tor Di Valle. Questo il sunto della conferenza stampa indetta dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi, per svelare il parere del Politecnico di Torino, riguardo l’impianto sportivo che l’AS Roma vuole erigere nella zona sud della capitale.
L’esordio del primo cittadino è stato sintetico ma significativo: “Lo Stadio si fa”.
Dopo un timido applauso della platea presente nella sala della Protomoteca del Campidoglio, il Sindaco ha proseguito: “Grazie per essere qui, saluto il professor Dalla Chiara che ha curato il parere sulla Stadio di Tor di Valle e l’ingegner Brinchi. Siamo qui per illustrare il parere del Politecnico di Torino. Diciamo subito che lo stadio si fa e che i proponenti, se vorranno, potranno aprire i cantieri già quest’anno. Gli investimenti porteranno riqualificazione e benessere di un’area degradata. Mezzo milione di cittadini potranno usufruire dei mezzi su ferro che sarà sicuramente potenziato. Il taglio delle cubature non va a impattare sui servizi pubblici. Il progetto dello stadio conferma che questa è la scelta giusta. Ho richiesto questo parere ed è andato a incidere su un progetto già approvato in conferenza dei servizi. Non ero obbligata a richiederlo, ma avevo l’esigenza come amministratore che tutti gli ok avuti non fossero solo formali, ma che portassero un concreto beneficio per i cittadini. Il parere ora rassicura e conferma questo dato. La modifica fatta sul progetto iniziale va a impattare comunque in modo positivo sulla città. L’amministrazione è a favore delle opere pubbliche e delle opere che portano vantaggi ai cittadini. Questa sarà un’opera che rispetta tutte le normative europee ed ambientali. Il parere sarà pubblicato oggi integralmente”.
L’amministrazione comunale vuole puntare su un progetto a bassi impatti ambientali e basato sulla sostenibilità: il PUMS, acronimo di Piano Urbano Mobilità Sostenibile. Via dunque al finanziamento di opere infrastrutturali migliorative della linea Roma-Lido, per le quali sono pronti ben 180 milioni stanziati dalla Regione Lazio e altri 40 dal Comune di Roma, così come per la FL1.

Saranno, inoltre, costruite vie ciclopedonali per consentire ai tifosi di raggiungere lo stadio a piedi o in bicicletta.
Insomma, più mobilità muscolare e su trasporti pubblici che su macchine. Di conseguenza, il progetto del Ponte di Traiano potrebbe essere lasciato in disparte definitivamente, in quanto, come afferma il presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi: “Immaginare di realizzare nuove infrastrutture, come il Ponte, significa portare spostamenti sulla macchina, sul mezzo individuale. Questo, secondo le linee guida forniteci dall’Amministrazione, non era l’obiettivo da perseguire. Quindi noi stiamo lavorando nella direzione opposta”.
Dello stesso parere è il professore del Politecnico di Torino, Bruno Dalla Chiara, il quale ha aggiunto che: “Non fa parte del progetto che ci è stato chiesto di visionare. Asseconderebbe la viabilità stradale ma poi andrebbe ad intaccare il resto dell’area”.
Inoltre, Dalla Chiara ha voluto chiarire il senso dell’aggettivo Catastrofico, apparso nella relazione preliminare stilata dall’istituto piemontese riguardo le criticità della viabilità romana, chiarendo che nell’area dello Stadio e in quelle circostanti la mobilità è sostenibile: “Il punto di vista che ci siamo posti è stato triplice: la disciplina dei trasporti, l’interesse di chi fa uso della rete ferroviaria a Roma e come ci poniamo rispetto agli obiettivi comunitari. È al passo con i tempi il progetto oppure no? Questo è stato il terzo punto. Il parere è arrivato dopo due fasi: una prima di approfondimento fino a dicembre e una seconda di rilevamento del problema sulla viabilità stradale e capire se fosse risolvibile. Il problema è risolvibile attraverso un’offerta multimodale. Non solo con investimenti su ferro. Nella misura in cui queste azioni verranno attuate prima della messa in esercizio dello stadio potranno garantire al tifoso di non utilizzare esclusivamente l’auto. Queste azioni che abbiamo rafforzato vanno attuate in tempi contenuti. Il problema c’è, ma esistono delle soluzioni. Il nostro studio è stato duplice. Abbiamo utilizzato dei termini forti nella relazione, come ‘catastrofico’, perché il problema del traffico c’è, ma ci sono anche le soluzioni. Il parere del Politecnico di Torino sulla mobilità è sostenibile”.
A margine della conferenza stampa, poi, ha parlato anche il Vicepresidente Esecutivo dell’ASRoma, Mauro Baldissoni che ha espresso soddisfazione per il contenuto della relazione: “Sapete anche che questo è un passaggio fuori dalla procedura e che non aveva un valore giuridico ma più che altro mediatico-politico. È stato giusto che l’amministrazione abbia voluto fare controlli ulteriori sulla sostenibilità del progetto. Non siamo sorpresi, ci attendevamo un esito positivo, perché anche nella bozza che è filtrata precedentemente si diceva che gli studi relativi al traffico erano stati fatti in maniera professionale e le criticità erano state riscontrate su un discorso più ampio, ovvero quello delle ricadute sulla città, non tanto sul sito, sul quale doveva valutare il proponente. Parlavamo di un problema di Roma più che dello Stadio in sé. La scelta di puntare molto su un servizio pubblico e su rotaia ovviamente ci vede d’accordo. Avete visto che cosa è successo a San Siro dopo l’apertura della Linea Viola per la finale di Champions League di due anni fa. Ha portato un aumento enorme di presenze allo stadio nell’ultimo biennio perché evidentemente rende più semplice e più comodo accedere allo stadio. Questo è giusto che debba avvenire anche a Roma, in linea con quelle che sono le migliori indicazioni a livello europeo e questo deve essere il futuro della mobilità.
Sui tempi di realizzazione, infine, Baldissoni ha precisato che: “Immaginiamo di riuscire a farlo in tempi molto molto ristretti. Montuori stesso ha citato la possibilità di essere pronti entro un mese, da lì in poi dunque noi ci aspettiamo che sia possibile concludere tutta la procedura, inclusi i passaggi consiliari, nel giro di poche settimane, quindi il prima possibile. È tempo ormai, dopo tutto il tempo speso su questo progetto, che la città abbia la possibilità di vedere un investimento di tale portata e che la Roma possa effettivamente lavorare alla costruzione”.

Una giornata importante, dunque, per società e tifosi giallorossi, che ora attendono con ansia l’inizio dei lavori per la loro nuova casa.

  • Pubblicato in Calcio

Edilizia convenzionata a seguito della Delibera 116/2018

di santo convA Roma, in data 28 novembre presso la Suprema Corte di Cassazione si è svolta un interessante convegno organizzato dal Consiglio Ordine avvocati di Roma in tema di edilizia convenzionata a seguito della nuova delibera del Comune di Roma la n.116/2018 del 23 ottobre 2018 che ha previsto delle importanti novità in ordine principalmente ai conteggi per il pagamento degli oneri di affrancazione e trasformazione.

Caos Edilizia Agevolata, la nuova delibera del Comune aumenta la conflittualità

Non si placano le polemiche e non scema la preoccupazione di centinaia di migliaia di famiglie coinvolte nel caos dei Piani di Zona nella capitale. Il Comune ha votato e approvato una nuova delibera che si sperava potesse dare certezze e soluzioni al problema, ma secondo gli esperti del settore non fa altro che acuire il contenzioso. Per saperne di più abbiamo incontrato il rappresentante del Comitato di Quartiere di Torraccia, Francesco Musumeci, e gli avvocati Andrea Lamonaca e Stefano Di Santo, che con il loro studio si occupano di questo caso sociale ormai da anni.
Queste le loro parole:

Francesco Musumeci, da quanto il suo comitato si occupa del caos riguardo l’Edilizia Agevolata?
Noi ci occupiamo sin dalla nascita dell’edilizia agevolata per quanto riguarda il nostro comparto, quindi parliamo degli anni Novanta. Abbiamo seguito tutta la filiera, dall’inizio della scrittura delle convenzioni fino alla canterizzazione, sia all’urbanizzazione, sia quant’altro. Quindi siamo dentro anche come presidenti e consigli all’interno delle nostre cooperative e abbiamo seguito tutto lo sviluppo. Con la sentenza di Casal Brunori ci siamo visti mettere i concetti fondamentali dell’edilizia popolare per ceti meno abbienti con delle somme e delle pratiche orientative, che poi sono diventate vessative, che mettono a repentaglio le nostre sicurezze base di famiglia e di sostentamento finanziario. Sostanzialmente mette in gioco la nostra sicurezza e la nostra economia.
Il 23 ottobre è stata votata una delibera comunale che si sperava potesse portare ad una soluzione del caos intorno all’edilizia agevolata. È davvero così? Ci può spiegare il documento in parole semplici?
Certamente. Dopo tanto tempo e dopo una serie di delibere, si è giunti a questa conclusiva, che non fa altro che consolidare tutte le nostre richieste al contrario. Questa delibera, infatti, consolida soltanto l’economia in entrata per il Comune e l’economia in uscita per noi. Non dà chiarezza, è molto fumosa. Sostanzialmente declina in maniera negativa il futuro dei nostri appartamenti, dei nostri immobili perché ci ritroviamo con atti firmati da notai e Comune che dicono una cosa e la nuova delibera che dice tutt’altro, obbligandoci ancor più a economia in negativo per espletare le funzioni di normalizzazioni delle case.

Caos Edilizia Agevolata, la doppia beffa subita dalla signora Scarabotti

Roma Capitale Magazine continua ad approfondire la questione della compravendita di case in Edilizia Agevolata nella Capitale e del caso sociale creatosi a seguito della sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del settembre 2015. Per farlo, siamo in compagnia della signora Mara Scarabotti, vittima di questa paradossale situazione.

Benvenuta Mara.
Salve a tutti.

Edilizia Agevolata a Roma, la paradossale storia di Paola

Roma Capitale Magazine torna ad occuparsi del caos creatosi a seguito della sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione del settembre 2015, in materia di Edilizia Agevolata.
Dopo aver dato più volte la parola agli esperti, è giunto il momento di dare spazio a chi vive in prima persona questa situazione paradossale.
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