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updated 2:10 PM CEST, Jul 16, 2019

Tiramisù al pistacchio

Il tiramisù al pistacchio è un dolce completo con un gusto e un sapore del tutto diverso rispetto all’originale.

tiramisu al pistacchio

Voglia di un dolce classico della tradizione italiana, ma magari rivisitato in una variante golosa?

Allora siete nel posto giusto!

Con questo tiramisù al pistacchio non solo vi sentirete dei veri pasticceri, ma porterete sulla vostra tavola un dessert colorato, sfizioso e che sorprenderà tutti quanti!

Provateci anche voi a casa, non vi deluderà! 

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La Carbonara

carbonara

C'è chi colloca la nascita della pasta alla carbonara con le varie transumanze dei pastori (vedi anche la gricia), chi invece la fa risalire ai tempi della seconda guerra mondiale, quando gli americani sbarcarono a Napoli.

Distribuivano le famose razioni K, dove si poteva trovare, tra le altre cose, uova liofilizzate e bacon e quindi si ingegnarono a combinare i vari ingredienti.

C'è chi ci mette solo il tuorlo più un uovo sano, chi ci mette il prezzemolo, chi la panna (ndr. orrore...) e chi il parmigiano.

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Coltelli da cucina

coltellicucinaSpesso sono proprio loro che separano la cucina professionale da quella “casalinga”; al di là dell’appassionato, è difficile che a casa si utilizzi un coltello diverso per ogni alimento (anche perché ce ne sono tantissimi!).

Per questo motivo ho deciso di pubblicare una “lezione” sui vari coltelli da cucina a partire dai materiali di produzione, passando per gli indispensabili in cucina, e terminando con i consigli per pulirli e mantenerli al meglio.

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CANAPA GOURMET

trovato 740lo Chef Giorgio Trovato ed il ristorante “Il Convito” di Castelnuovo Berardenga (Siena): poco sale, canapa e champagne: questi gli ingredienti della cucina del benessere.

Siamo a Castelnuovo Berardenga, uno splendido borgo di Toscana immerso nell’area del Chianti, tra Firenze e Siena e nello specifico a Villa Curina Resort, una dimora di fine Settecento trasformata in un albergo con camere e suite accoglienti.

Protagonista dell’articolo è lo Chef Giorgio Trovato, ed il ristorante dell’hotel “Il Convito”. Lo Chef Trovato appartiene a quella categoria di “nuovi maestri di cucina” che uniscono alla grande passione culinaria quella della salute e dell’approccio olistico. Negli ultimi anni sempre più assistiamo al riavvicinamento dell’uomo agli aspetti più sottili della vita, come il contatto con la natura, la scoperta di luoghi ad alto valore culturale, ed il cibo buono di coltivazioni proprie e naturali.

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Due varianti per cucinare il baccalà

baccala-turbanteBaccalà in turbante

Ingredienti: Per 6-8 persone: 500 g di stoccafisso ammollato, 3 cucchiaiate di farina, 150 g di burro, 3 bicchieri di latte, 100 g di parmigiano grattugiato, 300 g di spinaci, 2 uova, noce moscata, pangrattato, sale.

Preparazione: Fa lessare lo stoccafisso quindi tritalo in pezzi minuti, aggiungi la farina, mescola e fallo rosolare in 100 g di burro, bagnalo col latte e tienilo ben mescolato con un cucchiaio di legno in modo da ottenere una densa crema. Incorporavi il formaggio e gli spinaci saltati in 50 g di burro e finemente tritati. Lega con le uova, aggiungi una bella grattugiata di noce moscata, amalgama bene e controlla e aggiusta l’insaporimento. Imburra e cospargi di pangrattato fine uno stampo di savarin (cioè rotondo, col buco centrale, da ciambelle), versavi il composto a base di stoccafisso e fallo cuocere a bagnomaria in forno per circa un’ora. Levalo e capovolgi lo stampo su un piatto di portata, mandando in tavola il composto di stoccafisso a forma di turbante ben caldo.

Variante: puoi versare il composto in stampini monoporzione, procedendo come sopra.


baccala-livorneseStoccafisso alla livornese

Ingredienti: Per 4-6 persone: 800 g di stoccafisso, 600 g di pomodori maturi, 600 g di cipolle, 600 g di patate novelle, olio extravergine d’oliva, peperoncino, sale, scorza di limone grattugiata, 1 bicchiere di vino bianco secco.

Preparazione: Prendi lo stoccafisso, mettilo sotto acqua corrente per almeno 48 ore, meglio ancora un giorno in più e, se l’acqua non fosse corrente, cambiala più volte. Tolto dall’acqua, diliscalo, strizzalo al meglio, taglialo a pezzi non grandi e lascialo riposare su un canovaccio pulito. Intanto monda e affetta le cipolle, spella i pomodori, elimina i semi, tagliali a pezzi, uniscili alle cipolle affettate e versa il tutto in una casseruola con abbondante olio. Insaporisci di sale e aggiungi una puntina di peperoncino. Fa rosolare bene, quindi unisci i pezzi di stoccafisso e la rapatura di limone e tieni rimestato. Intanto pela, lava e asciuga le patate, tagliale a pezzi e dopo un quarto d’ora da quando hai messo nella casseruola lo stoccafisso unisci anche le patate. Fa cuocere a fuoco lento per altri quindici minuti, tenendo la casseruola semicoperta, in modo che il vapore esca senza difficoltà. Tieni sempre rigirato, bagna col vino e, se serve, anche con qualche cucchiaiata d’acqua bollente, controllando l’insaporimento. Quando è cotto, lo stoccafisso deve risultare abbastanza sciolto, la salsa cremosa e il piatto di un bel colore rosso.

(Per gentile concessione di: ilgustoitaliano.it)

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Pasqua: “Un chilo e mezzo in più a testa”

post pasquaUn tempo i pasti più abbondanti delle festività pasquali erano in qualche modo compensati dal digiuno o comunque da venerdì di magra quaresimale, spiega all’Adnkronos Salute Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano.

Oggi invece capita che, appena terminate le feste di Natale e smaltiti i panettoni, troviamo già le uova di cioccolato nei supermercati. E così è sempre festa, tutto l’anno, ma non per la nostra linea e soprattutto non per la nostra salute che risente di abbuffate e di diete ipercaloriche protratte nel tempo. L’esperto stima che a Pasqua in media ci si appesantirà di un chilo e mezzo  in più a testa.

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Un pasto alternativo per Pasqua

Pasqua-vegan

E' possibile iniziare a fare la pace con il pianeta apparecchiando per Pasqua un pranzo vegan: è un'impresa più semplice di quello che si crede, dal valore simbolico (oltre che gastronomico) fortissimo.

La tradizione ebraico-cristiana di mangiare agnelli o capretti per Pasqua poteva avere un senso in un mondo di decine di migliaia di pastori nomadi o anche di decine di milioni di contadini. Non ha più senso in un mondo urbanizzato di miliardi di persone.

La carne ovina e caprina ha un minore impatto ambientale di quella bovina, ma per le culture umane sono  importanti anche i gesti simbolici.

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