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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Il Campo Barbarico e la Torre del Fiscale

okTra la Via Appia Antica e la Via Latina sono ancora visibili, a distanza di duemila anni, due acquedotti oggi in perfetto stato di conservazione; l'Aqua Marcia e l'Acquedotto Claudio. Tra il terzo e il quarto miglio della Via Latina, questi due acquedotti si incrociavano due volte in una distanza di trecento metri, formando uno spazio a forma di trapezio di circa due ettari. Questo spazio fu usato dai Goti di Totila durante la Guerra Gotica, combattuta contro l'Impero Bizantino nel 535 d.C. e terminata nel 553.
I Goti, volendo prendere per fame Roma, costruirono alcuni campi fortificati attorno alla città, e uno di questi sorgeva proprio in questo spazio a forma di trapezio, in modo da consentire ai barbari di effettuare scorrerie e scaramucce sotto le mura inviolabili che circondavano la capitale dell'impero. Questa minaccia fu presto debellata dall'esercito romano che difendeva le mura, anche perchè Belisario, comandante in capo bizantino, riuscì a chiudere gli spechi degli acquedotti, che avrebbero permesso ai goti di entrare in città.
Dopo la parentesi gotica, questo posto prese il nome di Campus Barbaricus, sovente ricordato da alcune fonti risalenti al tempo dei papi Sergio I e Gregorio II. Comunque assunse una importanza strategica notevole, dimostrata dal fatto che nei secoli a venire, molti eserciti stranieri ne approfittarono per conquistare la città: si pensi al Normanno Roberto il Guiscardo, durante la lotta per le Investiture si accampò nei pressi dell'acquedotto con il suo esercito, ma oggi è difficile immaginare che aspetto avesse questo luogo a forma trapezoidale usato come accampamento, in effetti, l'Aqua marcia è stata demolita da papa Felice Perretti per fare posto a quella grandiosa opera che è l'Acquedotto Felice, e il Claudio è stato quasi completamente smantellato per utilizzare il materiale ricavato per nuove costruzioni.
Vicino al Campo Barbarico, pressappoco all'angolo nord-est, svetta una torre superba, visibile anche da molto lontano: Tor Fiscale. Si eleva per trenta metri su uno degli accavallamenti della Claudia e della Marcia, è molto robusta, quadrata, costruita in maniera semplice, utilizzando mattoni di tufo, detti tufelli, inframmezzati con filari di mattoni pieni. Ha delle piccole finestre, feritoie e sulla sommità dei canali di scolo in marmo.
All'interno, vi sono tracce di tre solai, oggi distrutti, mentre si è conservato il soffitto a volta, in cui si apre un foro circolare a ovest. Si nota, nella parte inferiore un arco caratteristico a sesto ribassato costruito per far scaricare il peso di tutta la torre sulle fondazioni degli acquedotti su cui poggiava. 
All'esterno della torre possiamo notare i resti di una fortificazione e si pensa che, questa torre con fortino, come tutte le torri con casali che sorgono lungo la campagna romana, furono utilizzate come posto di osservazione per eventuali attacchi nemici, soprattutto dei Saraceni che nel Medioevo assaltarono più volte Roma. Inoltre è da notare che alcuni di questi fortilizi sorgono vicino a corsi d'acqua, in particolar modo Tor Fiscale sorge vicino alla Marana, il canale costruito nel 1122 da Papa Callisto II. Questo ci fa pensare ad un rapporto particolare tra i corsi d'acqua e le torri; il primo ha permesso l'approvigionamento idrico delle tenute garantendo acqua in abbondanza per il loro sostentamento, il secondo assicuravano ai canali protezione e controllo.
Oggi, questa mirabile torre è stata inserita in un parco che prende il suo nome, e il Comune Di Roma cura la sua sopravvivenza attraverso opere di riqualificazione, tutela e manutenzione. 

Il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

unescoGIORNATA MONDIALE DELLA POESIA
CLUB per l’UNESCO di ROMA e CLUB per l’UNESCO di TERRACINA

Il 21 Marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia
Il Club per l’UNESCO di Roma e il Club per l’UNESCO di Terracina organizzano un convegno per il

21 MARZO 2018 - ORE 16,30

SALA CONFERENZE BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE VIALE CASTRO PRETORIO, 105 - ROMA

Dal 1999 la Conferenza Generale Unesco celebra una delle più preziose forme di espressione linguistiche e identitarie. Presente in ogni cultura e in ogni continente la poesia parla alla nostra umanità e ai nostri valori condivisi, trasformando la più semplice poesia in un potente catalizzatore per il dialogo e la pace.

Il Presidente del Club per l’Unesco di Roma Avv. Maura Gentile e il Presidente del Club per l’UNESCO di Terracina Prof. Pasquale Basile hanno scelto i seguenti ospiti per parlare della Poesia.

Luciano Luisi, poeta, giornalista, narratore e drammaturgo. Voce autorevole ed apprezzata nel campo della critica d’arte e del giornalismo, ha collaborato con diverse testate e condotto per la RAI diversi programmi culturali. Vincitore di numerosi premi con una ventina di raccolte di poesia. Ha insegnato presso Istituzioni Accademiche. Conduttore del Premio Viareggio, direttore de L’informatore librario, segretario generale del Premio Fiuggi. Ha tradotto oltre duecento poesie d’amore di tutte le letterature.

Dante Maffia, poeta, romanziere, saggista. Il suo primo libro di poesie del 1974 è stato pubblicato con una prefazione di Aldo Palazzeschi. Vincitore di tutti i premi di poesia italiani tra i quali il Viareggio, il Camaiore, l’Alda Merini, il Città di Pistoia, il Montale e l’Alfonso Gatto. È stato tradotto in molte lingue compreso il cinese e il giapponese, lo svedese e il latino. In Parlamento è stato insignito dal Premio Giacomo Matteotti e nel 2004 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana della Medaglia d’oro della Cultura.

Márcia Theóphilo, Brasiliana, poetessa, antropologa. Rappresenta l’Unione Brasiliana di scrittori in Italia. Vincitrice di numerosi premi. Ha pubblicato molti libri sull’Amazzonia. Ha tenuto una lectio magistralis al salone del libro di Torino nel 2011, presso lo Stand del Senato della Repubblica. È testimonial dell'iniziativa Per una Cultura della Biodiversità, promossa dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO nell'ambito della campagna di educazione allo sviluppo sostenibile (DESS). È candidata al premio Nobel.

Egone Ratzenberger, ambasciatore emerito della Repubblica Italiana. È entrato in diplomazia nel 1974. È stato Console Generale a Zurigo, Ambasciatore a Montevideo e a Bratislava. È Presidente dell’Associazione Amici Italia Austria.

Rodolfo Carelli, parlamentare dal 1976 al 1994, è stato segretario e vicepresidente della Commissione Cultura della Camera. Ma la sua passione è la poesia. Vincitore di molti premi, il Viareggio, il Dino Campana, il Minturnae Fedele, l’Afonso Gatto e il premio Presidenza del Consiglio nel 2001. Mario Luzi, grande poeta del ‘900 ha scritto la prefazione a tre delle sue raccolte. Nel 1980 ha fondato e presieduto, quale Presidente della FIAL, il Premio Nazionale ed Internazionale di Poesia Circe Sabaudia.

Antonio De Iudicibus, attore. Ha la passione per il teatro e la poesia partenopea. Ha portato in scena diverse opere della drammaturgia napoletana, in particolare di Eduardo De Filippo, recitando a Roma al Piccolo Eliseo, Dei Satiri, Ambra e in molti altri teatri italiani.

Modera Doriano Fasoli, scrittore, critico, giornalista. Ha collaborato con diversi quotidiani il Corriere della Sera, la Repubblica, Il Messaggero, il Manifesto, l’Unità e riviste Panorama, Epoca, Rinascita, Il Caffè Illustrato. È stato tra i fondatori dei cineclub romani Filmstudio e Politecnico. Insegna alla scuola di formazione Lo Spazio Psicoanalitico di Roma. Dirige due collane presso la casa editrice Alpes.

Pistoia capitale italiana della cultura 2017

pistoiaConto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dal mondo dei gourmand nel programma di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017. Si terrà dal 21 al 25 Aprile La Toscana in Bocca, rassegna di cucina e tradizione “made in Pistoia” organizzata da Confcommercio Pistoia e Prato e Consorzio Turistico Città di Pistoia, in collaborazione con il progetto “Vetrina Toscana”. La quarta edizione della manifestazione (www.latoscanainbocca.it) sarà di cinque giorni, uno in più rispetto alle passate edizioni, e si terrà nell’area espositiva della “Cattedrale Ex-Breda”. Aprirà la kermesse lo chef stellato Moreno Cedroni, mentre la chiusura sarà affidata a Franco Cardini, che metterà in campo la sua duplice esperienza di storico e di gourmet.

Nata nel 2014 dall’idea di un gruppo di ristoratori pistoiesi, La Toscana in Bocca si propone di mettere in evidenza le eccellenze dell’enogastronomia e della ristorazione locale, diventando così fonte di richiamo turistico per l’intero territorio provinciale. Grazie al suo format ampio e differenziato, la rassegna attrae di anno in anno un numero sempre più nutrito di visitatori: 40.000 solo nell’edizione 2016.

58 ore all’insegna del Gusto: saranno 40 gli stand di ristorazione, ciascuno dei quali offrirà 2 piatti che andranno a comporre così un grande menù toscano di ben oltre 80 portate - dolci artigianali compresi, per soddisfare tutti i palati. All’ingresso della manifestazione si troveranno prodotti tipici a kilometro zero da acquistare e degustare. Ma La Toscana in Bocca non è solo degustazione: in calendario anche laboratori per bambini, approfondimenti con esperti del settore enogastronomico e perfino musica dal vivo. Per l’occasione arriveranno a Pistoia chef stellati da tutta Italia, pronti a mettersi in gioco con show cooking, contest culinari, presentazioni di libri e incontri con chef del territorio. 

Orari: 21 aprile dalle 18:00 alle 24:00; dal 22 al 25 aprile dalle 11:00 alle 24:00

Teatro Golden: al via la nuova stagione con "L'inquilina del piano di sopra"

goldenApre la stagione 2016/2017 del teatro Golden, martedì 27 settembre, la commedia “L’inquilina del piano di sopra” che vedrà sul palcoscenico due importanti e talentuosi artisti del teatro Italiano Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero diretti da Stefano Artisunche.

L'inquilina del piano di sopra è un classico della comicità di Pierre Chesnot, uno di quei rari meccanismi drammaturgici ad orologeria. Commedia dai buoni sentimenti che ride dei rapporti di coppia. Una commedia che mette il buon umore e fa amare la vita, proprio perché ridicolizza il dramma che ognuno di noi ha in sé..... “Ormai sei nato..non c'è più niente da fare!!!”

Due personaggi in crisi esistenziale ed un terzo, l'amica di lei, che al giro di boa degli anta fanno i conti con il loro passato e si interrogano sulle aspettative del futuro.

Ad agosto, in una Parigi deserta, dopo un tragicomico tentativo di suicidio, Sophie accetta la sfida dell’amica Suzanne che le propone, come ultimo tentativo per dare un senso alla sua vita, di conquistare e rendere felice un uomo, il primo che le capiti a tiro. Un modo, questo, per tentare di risollevare l’umore nero dell’amica, che non vede altra via d’uscita, alla sua vita fallimentare, se non quello di togliersi la vita.

Così, il primo uomo che incontra Sophie è Bertrand, unico scapolo del palazzo, rimasto anche lui solo ad agosto. Uno scontroso professore universitario che si diletta nella costruzione di marionette, pupazzi e meccanismi automatizzati e dalla personalità eccentrica, diventa il protagonista involontario della vicenda. Inizia così il gioco dell’innamoramento, in un alternarsi di stati d’animo che trascina i due dal pianto al riso, mentre si scoprono più simili di quanto possa sembrare: insieme trovano la capacità di sdrammatizzare, le piccole tragedie quotidiane per affrontare con leggerezza la paura della solitudine.

Palazzi di Roma a porte aperte nel mese di novembre

palazzoBraschiDopo il grande successo della IV Edizione della manifestazione culturale Ville di Roma a Porte Aperte, svoltasi nel mese di maggio 2015, Turismo Culturale Italiano ha programmato la III Edizione della manifestazione Palazzi di Roma a Porte Aperte, dal 1° al 30 novembre
L’evento prevede l’apertura straordinaria di più di 50 palazzi romani, molti dei quali privati e chiusi al pubblico, con visite guidate condotte da storici dell’arte e conferenzieri. Un patrimonio formato da decine di autentici gioielli che rappresentano il frutto della grande cultura umanistica, la straordinaria ricerca architettonica e la sperimentazione di nuove forme dell’arte operata nei secoli a Roma da artisti e architetti.
Le antiche residenze medievali, i grandi palazzi del Cinquecento romano o le sontuose dimore barocche, i grandi edifici pubblici di fine Ottocento - inizio Novecento, fino ad arrivare ad alcuni edifici degli anni ’20 e ‘30, saranno al centro di questa nuova iniziativa culturale, mai realizzata fino ad oggi.
La manifestazione darà al cittadino come al turista, la possibilità di seguire un excursus cronologico che copre i numerosi momenti artistici ed architettonici di Roma: Rinascimento, Barocco, Rococò, Neoclassico, Eclettismo e Liberty.  
Un’occasione per svelare le magnifiche opere firmate dai grandi Maestri dell’arte e dell’architettura italiana: Peruzzi, Raffaello, Giulio Romano, Sangallo, Vignola, Vasari, Ammannati, Guido Reni, Guercino, Vasanzio, Algardi, Bernini, Fuga, Vanvitelli, Canova, Valadier, Brasini, Piacentini, Moretti.
Per conoscere tutti i luoghi che sara' possibile visitare:
Informazioni e prenotazioni
Sito web  www.turismoculturale.org
Telefono  06.4542.1593
Indirizzo mail 

*La partecipazione alle visite guidate sarà possibile solo con prenotazione obbligatoria
La quota di partecipazione alle visite è di Euro 10.00 p.p. (gratuito 18 anni) più eventuale costo aggiuntivo di biglietto  d’ingreso o altra spesa di apertura straordinaria dei palazzi

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Priorità Italiche

riflessioni2Riflessioni di un'Editore.

All'inizio della mia avventura di Editore, scrivevo questo: "In questi ultimi mesi, parlando a lungo, sulle difficoltà a far conoscere “la Cultura” e sapere “la Notizia” si è rafforzata in me la convinzione che, al contrario di tutte le apparenze, la Cultura e l’Informazione (non a caso le iniziali sono in maiuscolo) siano, oggi, cosa viva, palpitante e forte, pur se costrette in una nicchia l’una, in una sorta di censura l’altra; e che, analogamente, la riflessione critica su di esse sia una realtà evidente."

“La storia a modo mio – Er 1800”

cop1800Da leggere tutto d’un fiato il libro di sonetti dell’amico Claudio Francesconi, in arte Spartacus Quirinus, “La storia a modo mio – Er 1800”, che si inserisce, con grande perizia tecnica, nella tradizione del sonetto classico belliano.

Scritto con grande precisione, seguendo lo schema classico di quartine e terzine di endecasillabi, si compone di 64 sonetti, che ripercorrono, con ironia e semplicità, ma anche smascherando le ipocrisie e le falsità dei potenti di allora, tutti gli eventi significativi di un secolo assai intenso.

Il libro non poteva non aprirsi con uno dei più grandi protagonisti del secolo, Napoleone, cui vengono dedicati più sonetti, anche ad altri esponenti della dinastia, di cui viene raccontata l’ascesa e la caduta, e si chiude con l’invenzione del motore diesel a scoppio, causa nei decenni successivi di inquinamento e degrado ambientale..

Alcune parole, che all’epoca non esistevano, vengono create e “dialettizzate”: come “ammiente”, certo non inteso allora come “ambiente” nel senso che viene oggi dato a questa parola.

Viene ripercorsa tutta la storia del nostro Paese, ma anche i più importanti eventi internazionali, l’indipendenza degli Stati del Sudamerica, la conquista dell’Indocina da parte della Francia, che viene vista come propedeutica alla guerra di aggressione del Vietnam avvenuta il secolo dopo.

Una approfondita conoscenza della storia consente di fare accostamenti fra diverse epoche storiche, come per il Vietnam, ma anche relativamente alla politica predatoria del colonialismo, tra le cause della massiccia immigrazione degli ultimi decenni, o all’assetto del Congresso di Vienna, che viene visto come una delle cause della prima guerra mondiale.

Vengono raccontate, in maniera sintetica, ma esaustiva, le grandi scoperte e invenzioni, dalla locomotiva al motore a scoppio, all’elettricità, al cinema, ma anche le esplorazioni, le scoperte dell’Australia, della Nuova Zelanda, i falliti tentativi di colonizzazione come quello Adua, che ha portato poi alla ridicola e anacronistica pretesa dell’Impero da parte di Mussolini 40 anni dopo.

Da vari sonetti traspare l’ideologia di Francesconi, nel senso buono del termine: cioè avere delle idee, dei principi, e uniformare la propria vita a queste idee.

Si parla molto di Marx e del suo amico e sostenitore Engels, di marxismo, che viene visto non come una astratta e polverosa ideologia, ma come il primo movimento di idee che ha affermato con forza i principi dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della necessità di farla finita con lo sfruttamento dell’uomo per il profitto, quasi come una continuazione del pensiero del cristianesimo.

In effetti, dopo Marx, si parla della Comune di Parigi, fallita come la Repubblica Romana, della nascita del partito socialista, la cui gloria e i cui meriti sono stati infangati dal comportamento dei suoi ultimi rappresentanti, ma le idee sono rimaste vive, sono attuali più che mai, se pensiamo alla situazione del mondo del lavoro oggi, con il ritorno ad una schiavitù fatta di esternalizzazioni e partite IVA finte.

Oltre alle idee di sinistra, si nota anche la fede romanista, lo sbeffeggiamento dei laziali, “cuggini urbani”, un accenno fatto quasi per stemperare e alleggerire il discorso sul Brasile, di cui vengono celebrati i giocatori di calcio, ma anche, amaramente ricordate le repressioni poliziesche di prima del governo di Lula.

Si parla di Mazzini, del quale non traspare grande simpatia, ma anche di Garibaldi, del realismo di Cavour e di Vittorio Emanuele II, ma anche di Re Tentenna, e dei loro poco degni eredi viventi, uno dei quali ha ucciso, per sbaglio, un ragazzo all’isola di Cavallo.

Viene tratteggiata la figura dell’ultimo Papa Re, del lungo percorso che ha portato all’Unità d’Italia e alla breccia di Porta Pia, della Regina Vittoria, di Abramo Lincoln e delle guerre di secessione, ma anche di cose più amene, tipo i boeri, cioccolatini ripieni, occasione per parlare delle colonie sudafricane, e dell’apartheid che sarebbe stato sconfitto un secolo dopo da Mandela.

Uno spazio viene lasciato anche ai grandi protagonisti della scienza, come Darwin, o della letteratura, come Manzoni, e a quanto questi personaggi hanno saputo dare all’umanità intera.

Un cenno viene fatto anche alle grandi opere di allora, come il canale di Panama, o quello di Suez, con un occhio anche alle vicende del secolo successivo, legate alla nazionalizzazione di quest’ultimo canale, da parte del governo egiziano.

Il progresso è un altro protagonista del secolo, inteso sia come progresso tecnico, sia sociale, con le lotte per la limitazione del lavoro giovanile, per la riduzione dell’orario di lavoro: spesso questi vanno di pari passo, come la Locomotiva di Guccini, che è sia una grandissima invenzione, ma anche un simbolo di progresso, con la sua massa e la sua forza inarrestabile, come la fiumana umana di Pelizza da Volpedo.

Viene sfatato in più di un accenno il mito degli americani buoni, dei “nostri”, sia quando si parla di Vietnam, ma anche quando viene ricordato l’eccidio degli indiani, come a Sand Creek o a Wounded Knee.

Impossibile ripercorrere in poche righe tutti gli eventi, i personaggi, le scoperte e le situazioni raccontate nei brevi sonetti di questo libro, in cui viene ripercorso, con brevi ed agili tratti tutto un secolo densissimo di avvenimenti, speriamo che Claudio trovi il tempo di scriverne uno analogo “sur 1900”, lo leggeremo certo con grande interesse.

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