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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Roma Capitale: Marino addio,Tronca il commissario

tronca È l’attuale prefetto di Milano, Franco Tronca, palermitano, 63 anni, è l’uomo scelto per guidare come commissario il Comune di Roma dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. Una scelta che vuole rappresentare un chiaro segnale in vista del Giubileo, perché l’evento possa avere la stessa riuscita dell’Expo. «Ho già firmato il decreto di nomina - ha confermato ieri sera il prefetto Gabrielli -. Il prefetto Paolo Tronca ,oggi, terminerà il suo lavoro all’Expo e inizierà a lavorare per Roma». E lui si è è dichiarato subito «orgoglioso e felice della fiducia accordatami». «Affronterò l’incarico - ha spiegato - con il medesimo impegno e lo spirito di servizio con cui ho affrontato in questi due anni gli eventi del Semestre europeo, l’Asem e la preparazione e gestione dell'Esposizione universale».marino

Si riparte con uno stanziamento che fonti governative stimano intorno ai 300 milioni e una squadra forte, che sappia cogliere l'occasione per rimettere a posto la città. Perciò resterà in campo l'idea di far gestire - in sinergia con il prefetto Gabrielli, con il commissario straordinario Tronca, con Cantone e con gli uffici di Palazzo Chigi - il tema dei Trasporti a Marco Rettighieri, direttore di Expo, grande esperto in materia. Rettinghieri ricostituirà, con il nuovo commissario straordinario, un team già collaudato: la stessa squadra che, in questi mesi, ha affrontato il non facile compito di rimettere in sesto la macchina organizzativa dell’Esposizione universale, minacciata dall’inchiesta e dall’arresto di Angelo Paris, a maggio dell’anno scorso. La città avrà probabilmente anche altri quattro o cinque subcommissari. E già si fanno i nomi del presidente del Coni Giovanni Malagò e di Carlo Fuortes, nominato sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma nel 2013 e rinnovato nell’incarico fino al 2020.

DIMISSIONI MARINO: chiesta convocazione assemblea capitolina

ass capitolinaPorta le firme di 12 consiglieri dell'opposizione la richiesta di convocazione dell'Aula pervenuta alla Presidente dell'Assemblea Capitolina Valeria Baglio. Insieme a Dario Rossin, hanno siglato la richiesta i consiglieri Barbato e Cozzoli, Cantiani, Pomarici, Stefàno, Frongia, Raggi, Alemanno, Onorato, Bordoni e Quarzo. Nella lettera sottoscritta da un numero di oltre 1/5 dei consiglieri, in base a quanto previsto dall'articolo 27 comma 2 del Regolamento del Consiglio, viene richiesta la convocazione dell'Aula "per ragioni etiche, oltre che politiche - si legge nella missiva -  in quanto le dimissioni del Sindaco e i pesanti riflessi della situazione di Roma e del prossimo futuro, anche in vista del Giubileo, richiedono una verifica doverosa in termini politici, comunicativi e di dialettica istituzionale". Nella lettera i firmatari richiedono la presenza in Aula del Sindaco "per chiarire ogni risvolto che lo ha indotto a rimettere il suo mandato".

"In seguito a questa richiesta, che soddisfa i requisiti previsti dal Regolamento, sia per il numero di firme raccolte che per le motivazioni riportate, la prossima settimana sarà fissata la Conferenza dei Capigruppo per stabilire come procedere".

 Così la presidente dell'Assemblea Capitolina Valeria Baglio.

  • Pubblicato in Roma

Lo dimettono dall’ospedale e muore

images 1 2Quante volte c’è capitato di leggere titoli come questo? O di sentire al telegiornale notizie del tipo: “Esce dal pronto soccorso e si accascia a terra. Per lui non c’era più nulla da fare se non costatarne il decesso”.

E’ capitato nuovamente il 24 marzo. Apprezzato pittore e poeta Meneghin è morto stroncato da un infarto, dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Firmava le sue opere con lo pseudonimo "El Nero", che lo ha reso celebre nelle numerose mostre d'arte che ha tenuto a Treviso, Mogliano e in diverse gallerie d'arte in tutta Italia.

Aveva accusato dei forti dolori alla schiena ed era andato al pronto soccorso del Ca’ Foncello, dove era giunto alle 22:00. Era, però, stato dimesso alle 4 del mattino del giorno successivo. Il malessere non passava e la figlia Emanuela si recò dal medico di famiglia che aveva prescritto delle medicine. Nello specifico, antidolorifici. Nella tarda mattina di giovedì era stato lo stesso "El Nero" a recarsi in farmacia, accompagnato dal suo fedele cane "Spillo". Erano le sue ultime ore di vita.

Verso le 5:00 del pomeriggio - racconta la moglie, con la voce rotta dal dolore - ha trovato mio marito in bagno in stato confusionale. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma era tardi”. Poco dopo le 19:00 ne è stato dichiarato il decesso.images 15

Un altro caso è accaduto qualche giorno prima a un bambino di soli sette mesi. I genitori l’hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso, perché il piccolo aveva febbre alta e gola arrossata; qui è stato visitato e dimesso con una terapia antibiotica e antipiretica.

Tornato a casa, però le condizioni si sono aggravate e allora i genitori sono tornati a pronto soccorso, dove il bambino è arrivato in stato di shock. A quel punto viene  disposto il trasferimento al Regina Margherita di Torino dove, però, il bambino è morto poco dopo l’arrivo.

A gennaio una donna eritrea incinta al quarto mese, muore dopo le dimissioni dall’ospedale. Teksa Abraha, di 28 anni, è morta dopo essere stata dimessa da un ospedale di Catania. La donna era ospite del Centro accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo (Cara) di Mineo, dove si trovava dall'agosto del 2012 insieme al marito.

Si era sentita male ed era stata portata in ambulanza nell'ospedale di Caltagirone, dove le sarebbero stati diagnosticati problemi cardiaci. Per questi motivi venne trasferita a Catania, al Ferrarotto, dove sarebbe emerso che Teksa Abraha era affetta da un aneurisma all'aorta. Visto il suo stato di gravidanza, le era stata chiesta l'autorizzazione per sottoporla a una Tac. L'indomani però fu dimessa. Nella serata la donna sarebbe stata colta da malore e condotta d'urgenza nell'ospedale di Caltagirone, dove però, non giunse viva.

Come vedete ho voluto di proposito citare 3 casi in luoghi differenti d’Italia, per far vedere che non ha alcuna rilevanza l’ubicazione dell’ospedale; non si può più parlare di nord e sud.

images 4Mi domando com’è possibile nel 2013 commettere errori d’incompetenza, di negligenza, d’imperizia tali da far morire le persone in questo modo, persone che, con un po’ più di attenzione si sarebbero potute salvare.

Continuano i tagli alla Sanità e non si pensa alla salute della gente. Mancano gli infermieri, i medici, i posti letto a volte anche i medicinali.

La situazione è critica, ma ci si accorge di questo solo quando si legge la notizia di cronaca sul giornale, ma a quel punto è troppo tardi.

Una persona a me molto cara diceva: “Occorre prevenire” e lo penso anch’io. Fino a quando siamo in tempo.

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