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updated 2:33 PM CEST, Sep 16, 2019


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Grande successo del Convegno "I mille volti della violenza. Lo sport contro la violenza sulle donne per vincere insieme" al Senato

Foto gruppo convegno


Grande successo del Convegno su "I mille volti della violenza. Lo sport contro la violenza sulle donne...per vincere insieme!!!" organizzato al Senato.

Gli interventi , moderati dalla giornalista di Roma Capitale Magazine Manuela Rella, coordinati dalla senatrice Fabiola Anitori, Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere e  introdotti dal Segretario Generale del GS Flames Gold Carmelo Mandalari il quale ha rappresentato che il convegno rappresenta una ulteriore tappa della campagna di sensibilizzazione e formazione "Lo Sport contro la violenza sulle Donne, per vincere insieme”
Il prefetto Francesco Tagliente invitato a ad intervenire in apertura del convegno ha richiamato l’ultimo caso di femminicidio-suicidio avvenuto la scorsa settimana nella provincia di Teramo. Il caso della dottoressa Ester Pasqualoni, responsabile del day hospital oncologico dell’ospedale di Sant’Omero e dell’ex investigatore privato, suo stalker trovato impiccato.
A gennaio 2014, la dottoressa Pasqualoni spaventata dai comportamenti dell’ex investigatore privato, aveva presentato un esposto chiedendo l’ammonimento dello stalker che il Questore aveva subito ammonito procedendo anche al ritiro del porto d’armi. Dopo 4- 5 mesi nei pressi della scuola Roseto degli Abruzzi i Carabinieri avevano sequestrato un telecamera con la quale l’ex investigatore privato stava riprendendo la donna facendo una comunicazione di notizia di reato al P.M. che aveva poi archiviato il procedimento. Mercoledì scorso l’omicidio seguito dal suicidio.
 “Quest’ultimo assurdo caso – ha detto Tagliente - ci impone una riflessione per cercare di capire se sarebbe stato possibile prevenirlo e su eventuali responsabilità morali per la morte di questa donna. Il caso ci impone anche una considerazione di carattere generale: se a distanza di 8 anni dalla prima legge di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori e dalle disposizioni ancora più incisive del 2013, a fronte dell’aumento delle denunce, degli ammonimenti, degli arresti in flagranza di reato, si registrano ancora così tanti fatti gravi come quello di mercoledì scorso a Teramo, è evidente che qualcosa non va”.
“Sono tanti i punti di forza delle due recenti leggi antiviolenza – ha aggiunto l’ex Questore di Roma - ma accanto agli aspetti positivi si avvertono anche delle criticità che vanno affrontate. Occorrerebbe curare ancora di più la formazione degli operatori, rendere effettiva la tutela della vittima prestando maggiore attenzione alla figura del maltrattante e dello stalker, e definire regole severe per video che possono alimentare atti di violenza”.

Particolarmente interessanti e molto apprezzati i contributi della senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario al ministero della Giustizia, del 
direttore Istituto PsycoMentis di Roma, della la professoressa Viviana Langher, professore associato della Facoltà di Psicologia alla Sapienza.
La criminologa Laura Campa che ha sottolineato l’importanza di conoscere come si consuma il maltrattamento maschile nei rapporti di coppia e nella famiglia.   “Alla base di ogni forma di prevaricazione -  ha detto - sta prima di tutto la violenza psicologica, diretta a manipolare, umiliare, ridurre l'altro sotto il proprio potere. L'abusante è convinto di avere un diritto di possesso e di correzione. Deve essere chiaro che non sono solo gli ematomi e le fratture a testimoniare la violenza. In una relazione intima vi possono essere continue microviolenze.”
“La violenza familiare – ha proseguito Laura Campa- va combattuta attraverso il rinforzo dei diritti dei minori e delle donne, delle quali andrebbe facilitata l'indipendenza economica. Inoltre la donna vittima di violenza, soprattutto nel momento più critico che è quello in cui denuncia, va tutelata in modo tempestivo e a 360 gradi”.Tagliente
Ricollegandosi a quanto affermato poco prima dal Prefetto Francesco Tagliente, la criminologa ha sottolineato che “il focus va spostato dalla vittima al maltrattante. Va insegnato loro a gestire le emozioni. Ritengo per di più – ha aggiunto da operatrice del diritto - che le misure alternative alla detenzione andrebbero concesse solo se in carcere l'offender ha iniziato un trattamento e ha accettato di proseguirlo.
A conclusione del suo intervento – laura Campa- richiamando una ricerca della Columbia University, ha detto che “chi pratica esercizio fisico ha minore probabilità di essere violento. Lo sport insegna il controllo del proprio corpo, a canalizzare la rabbia, a migliorare l'autostima. Quindi più sport e meno social network!”
Al convegno hanno partecipato anche gli atleti delle fiamme azzurre, Silvia Salis, martellista e consigliera nazionale Coni e consigliere federale Fidal, Daniela Reina, velocista italiana 400 metri piani ed Aldo Montano, campione olimpico di sciabola individuale, Gloria Tocchi pentathlon moderno, Claudia Cesarini pentathlon moderno, Tullio De Santis pentathlon moderno e Oney Tapia l’atleta paralimpico, di origine cubana, specializzato nel getto del peso e nel lancio del disco

Basta femminicidi! Le donne gridano “giustizia”

3Cinquantaquattro donne morte per mano di uomo dall'inizio dell'anno a oggi. È il triste primato dell'Italia. Lo denuncia, parlando di "femminicidio", "Se non ora quando" (Snoq) la rete delle donne, in un appello che in poche ore ha raccolto sul Web più di mille adesioni.

La prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio (da parte di persone conosciute). Negli anni novanta il dato non era noto, e quando alcune criminologhe femministe verificarono questa triste realtà, decisero di “nominarla”. Il termine “femicide” (in italiano “femmicidio” o “femicidio”) nacque per indicare gli omicidi della donna “in quanto donna”, ovvero gli omicidi basati sul genere, in altre parole la maggior parte degli omicidi di donne e bambine.

Non stiamo parlando soltanto degli omicidi di donne commessi da parte di partner o ex partner, stiamo parlando anche delle ragazze uccise dai padri perché rifiutano il matrimonio che è loro imposto o il controllo ossessivo sulle loro vite, sulle loro scelte sessuali, e stiamo parlando anche delle donne uccise dall’AIDS, contratto dai partner sieropositivi che per anni hanno intrattenuto con loro rapporti non protetti tacendo la propria sieropositività, delle prostitute contagiate di AIDS o ammazzate dai clienti, delle giovani uccise perché lesbiche.

Chi ha deciso la loro condanna a morte? Certo il singolo uomo che si è incaricato di punirle o controllarle e possederle nel solo modo che gli era possibile, uccidendole, ma anche la società non è esente da colpe.

"Il femminicidio, non è solo un fatto criminologico ma ha una valenza simbolica del rapporto (arretrato) uomo-donna in Italia. Ecco perché riguarda la politica", sottolinea Cristina Comencini di Snoq. Ed è per questo che Snoq, chiede anche "agli uomini di aprire gli occhi, di camminare e mobilitarsi con le donne per porre fine a quest’orrore".

Tante, troppe morti per mano di un uomo. L'ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l'età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosie. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità.

L’amore che uccide, l’amore malato, l’amore che distrugge invece di costruire. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani il vero senso di questa grande e importante parola, affinché non si travisi che cosa sia amare. Sì, perché non vuol dire possedere, padroneggiare e usare, maltrattare tanto da spingere a uccidere quando si è respinti o lasciati.

Le donne sono stanche e gridano a gran voce: “Giustizia!”.

Speriamo che queste voci siano finalmente ascoltate da qualcuno, prima di leggere altri nomi e altre drammatiche storie.

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