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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

Coronavirus: sette le vittime in Italia, tre nuovi contagi tra Sicilia e Toscana

coronSette vittime e quattronuovi contagi: una donna a Palermo, due casi in Toscana e il primo caso in Liguria (riferito dalla Regione). Questo il bilancio aggiornato sul coronavirus in Italia.

E' risultata positiva al coronavirus la turista di Bergamo in vacanza a Palermo che ieri sera è stata ricoverata nell'ospedale Cervello per i controlli dopo aver mostrato sintomi influenzali. E' stata disposta la quarantena per il gruppo di amici della donna e per le persone che sono state a stretto contatto con i turisti. Questo è il primo caso di coronavirus accertato nel Sud Italia.

Primo caso di positività al Coronavirus in Liguria.

L'epidemia di coronavirus ha portato i contagi in tutto il mondo oltre la soglia degli 80mila. E' quanto emerge dal rilevamento in tempo reale condotto dall'università americana Johns Hopkins, secondo cui i contagi accertati finora sono quasi 80.300. Quasi 78mila solo nella Cina continentale.

Conte ai paesi stranieri, italiani possono circolare - "L'Italia, grazie al suo sistema sanitario d'eccellenza e ad una politica sanitaria di massima tutela e rigore, può mandare i suoi cittadini in giro tranquillamente". Lo ha detto il premier Conte alla Protezione Civile sottolineando che questo è "il messaggio che vogliamo mandare all'Unione Europea e al mondo". L'emergenza coronavirus "ha un impatto economico immediato e ne avrà un altro differito che ci aspettiamo, ma sono già in fase istruttoria misure di immediato intervento per le comunità colpite". Così il premier Giuseppe Conte alle tv dopo il vertice alla Protezione civile. "Ne approfitteremo, perché l'Italia nelle emergenze dà il meglio, per lanciare, da un'emergenza sanitaria ed economica, una grande terapia d'urto per rilanciare il Paese", ha aggiunto.

Formula 1, Leclerc trionfa nel Gran Premio d’Italia

 Dopo nove anni, la Ferrari torna a vincere nella gara di casa. Sul circuito di Monza, il monegasco tiene a bada le Mercedes fino alla bandiera a scacchi. Secondo Bottas, terzo Hamilton. Ottimo Giovinazzi, nono. Disastro Vettel, tredicesimo dopo un testacoda e una penalità.
Un sogno che si realizza.

Alla sua prima esperienza in Ferrari, Charles Leclerc conquista quello che per la scuderia in rosso è il Gran Premio più bello e importante della stagione.

  • Pubblicato in Calcio

Emergenza senza fine: ancora sbarchi a Lampedusa

sbarchi-di-immigrati-clandestini-a-lampedusa4L’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) stima che, dal 2011 oltre 2.600 persone hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane, un numero impressionante e non esaustivo della tragedia che si consuma nei nostri mari, non un'emergenza, ma un fenomeno prevedibile e prevenibile, da affrontare non esclusivamente con misure di Polizia di frontiera.

Se pensiamo difatti che l'emergenza sia terminata quel terribile 3 ottobre 2013, col naufragio di un barcone al largo di Lampedusa, che causò la morte di 368 eritrei che cercavano asilo in Europa, ci sbagliamo di grosso.

Quella è una data simbolo che non dobbiamo dimenticare, perché lo sciame continua inesorabile quasi tutte le notti.

Proprio nei giorni scorsi nel canale di Sicilia, 800 profughi sono stati salvati dalla Marina Militare e dalla Guardia di Finanza.

Gli  immigranti erano a bordo di sette barconi che sono stati intercettati dalle navi della Marina Militare e da una motovedetta delle Fiamme Gialle a una settantina di miglia a sud di Lampedusa. Successivamente sono stati trasferiti a bordo della nave San Giorgio.

Nelle ultime ore altre 249 persone sono state soccorse dalla Marina Militare, nel canale di Sicilia e sbarcati a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

migranti lampedusa getty 1Tra gli oltre 200 profughi di nazionalità siriana e nigeriana, 43 minori e 36 donne, alcuni neonati, una donna gravida e due disabili.

A leggerlo sembra un bollettino di guerra e fa paura.

Una situazione difficile da affrontare, anche per il personale sanitario, per non parlare delle strutture di accoglienza, che sono al collasso.

Se continua così purtroppo, l'intera Sicilia rischierà di trasformarsi in una sorta di tendopoli per riuscire a ospitare tutte queste persone.

Questo è il grido d'allarme che ci arriva e che, non dobbiamo sottovalutare.

Tende militari difatti sono state montate al Porto di Augusta, per dare una sorta di riparo agli ultimi sbarcati.

Alla luce di quanto sopra si teme un nuovo business, ovvero quello di centri di accoglienza improvvisati che richiedono però soldi.

Ecco così spuntare case di riposo, alberghi, locande e comunità che con 50 €. al giorno offrono un posto letto.

Lucrare e speculare sulle disgrazie di persone già provate da guerre e da viaggi da incubo, per finire nelle grinfie di individui senza cuore.

resizeQuesto è il quadro del Paese oggi, quello che non sempre i telegiornali fanno vedere, anzi tendono a nascondere.

Una Sicilia invivibile da tutti i punti di vista, per loro (gli immigrati) e per gli stessi cittadini.

Occorre quindi intervenire immediatamente e arginare il più possibile il male che sta dilagando, offrendo un'immagine pessima della nostra bella Italia.

Un cero per le “Vittime di Stato”

ceri accesiTutta Italia si mobilita per ricordare chi non ha resistito alla crisi. 

Ieri, domenica 5 gennaio da Nord a Sud l’Italia intera ha ricordato le “Vittime di Stato”.

È stato organizzato tutto tramite internet,  con uno dei Social Network più usati: Facebook e poi, con i passaparola.

Non c’è voluto poi molto per far accorrere le persone a questa lodevole iniziativa.

Vi chiederete chi sono le “Vittime di Stato”?

Sono tutte quelle persone schiacciate dalla crisi, da uno Stato assente che non ha aperto le porte ai suoi cittadini ma anzi, ha sbarrato loro ogni via d’uscita costringendole a una soluzione estrema.

Sono il ritratto della disperazione dell’Italia, adesso il paese però, dice “Basta!”.

Fiaccolate in varie piazze e presidi, ceri accesi sui davanzali per sostenere le famiglie di chi, strangolato dai debiti non ha retto, e ricordare quindi tutti gli imprenditori che si sono tolti la vita per la disperazione.

Reggio EmiliaPer lo stato sono solo dei numeri da aggiungere alle casistiche, ma per le famiglie e per tutti noi, no!

Non sono numeri, ma persone con nomi e cognomi, con storie e mogli, madri, figli che adesso li piangono disperati.

Fiaccolate silenziose, composte per le vie delle città con i cuori pieni di angoscia, ma anche di speranza che qualcosa possa cambiare.

Erano per esempio a Carrara, a Reggio Emilia, a Termoli nel presidio al casello dell’A14 dove un corteo dinamico pronunciava le parole: “Ci hanno portati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni”.

Oppure ad Alessandria, davanti al Duomo, dov’è partita una marcia raccolta che, diretta verso il centro della città, portava davanti un crocefisso sanguinante a simboleggiare un’Italia piegata e piagata.

Un altro corteo c’è stato anche a Udine, partito da piazzale Osoppo per arrivare pochi minuti dopo sul colle del castello; qui è stato esposto un unico cartello che recitava: «Morti di Stato».

foto di CarraraLungo le strade invece la gente teneva in mano solo un lumino.

E’ stata un’iniziativa discreta sorvegliata per tutto il tragitto dagli agenti della Digos e della polizia locale.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che è accaduto ieri per ricordare le “Vittime di Stato”.

La popolazione è stanca, avvilita, abbattuta dalle tante, troppe promesse non mantenute e con questo piccolo, ma importante segnale, si è voluto stare vicini alle famiglie delle quali nessuno parla mai.

Baby prostitute anche in Italia

NEWS 61277Il fenomeno delle giovanissime lolite si sta espandendo anche nel nostro Paese.

 Le ragazze sono molto giovani, anche sotto i 14 anni e non è vero che sono sempre straniere.

Di giorno sono normalissime studentesse che con i loro zaini colorati seguono le lezioni e poi, come per una magia al contrario, si trasformano in “lolite”.

Delle volte si vendono anche per una semplice ricarica telefonica. Questo è un dramma che si sta espandendo sempre più nel nostro paese, complice anche internet.

Se fino a qualche anno fa, il fenomeno della prostituzione minorile in Italia aveva quasi sempre un "volto" straniero: si trattava soprattutto di minorenni rumene e nigeriane, di età prevalente tra 16 e 18 anni, meno spesso tra 14 e 16 anni, adesso si sentono gerghi delle nostre città.

C’è un mondo "sommerso" che riguarda soprattutto la prostituzione al chiuso (indoor) e che rimane sconosciuto e incommensurabile.

È quello che riguarda il fenomeno della tratta e dello sfruttamento dei minori.

942613339Lo sfruttamento sessuale e la tratta riguardano principalmente le femmine, la maggior parte delle quali sono di nazionalità nigeriana e rumena.

Per quanto riguarda le straniere,  quasi nessuna ragazza si dichiara minore, soprattutto durante i primi incontri con gli operatori, probabilmente per paura e in seguito agli ordini ricevuti dagli sfruttatori. Un'altra caratteristica della prostituzione minorile è la forte mobilità delle minori sui territori: le ragazze vengono costrette a cambiare spesso città.

Quanto alla prostituzione indoor, secondo le testimonianze viene praticata sia in appartamenti privati che in locali pubblici (night club, centri massaggi, etc.).

Ma torniamo adesso a parlare del ”nuovo” fenomeno, ovvero quello delle giovani italiane.

In alcuni casi sappiamo che addirittura le stesse madri ne sono a conoscenza, come nell’ultima storia saltata agli onori di cronaca a Roma.

Due ragazzine quattordicenni finite in un giro molto più grande di loro, è la vicenda che si è consumata nel quartiere Parioli di Roma.

Si procacciavano i clienti con annunci privati, venivano spacciate per maggiorenni, si prostituivano in una casa dei Parioli e poi tenevano per sé una percentuale degli incassi.

Ebbene, la madre di una di queste incitava la figlia a proseguire nel suo “lavoro”, perché redditizio.

Non è certo un caso isolato. Questo è soltanto l’ultimo conosciuto, ma molti altri la polizia ne ha bloccati, come anche all’Aquila.

prostituzione5-2Se da una parte abbiamo ragazzine che si “buttano via”, finendo in un girone dell’inferno, dall’altra troviamo genitori che non vedono o che addirittura sollecitano.

La cosa più grave di tutte però, a mio avviso, sono i clienti (la polizia ha scoperto che la maggior di questi, sono imprenditori e uomini con un certo tenore di vita).

Che cosa spinge un uomo a cercare una ragazzina che in taluni casi potrebbe essergli figlia? Come fanno poi a tornare a casa, in famiglia e fare come se nulla fosse?

Si è persa la coscienza? O forse non l’hanno mai avuta?

Certo è che questo è un vero e proprio dramma che si sta consumando nelle nostre città. Un tempo queste notizie accadevano al di là dell’oceano, ora invece sotto casa nostra.

C’è quindi da avere paura e chiedersi, che cosa stiamo diventando? Inoltre, noi che cosa possiamo fare? Sicuramente non girarci dall’altra parte e restare indifferenti.

Viaggio nelle carceri italiane

carcere-1E paragone con il resto del mondo. 

Le carceri in Italia sono distinte in quattro categorie: case di reclusione, che ospitano i detenuti definitivi o con più di 5 anni di condanna, le case circondariali, che accolgono i detenuti in attesa di giudizio, gli istituti per le misure di sicurezza (come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari) e le case mandamentali, strutture più piccole che ospitano persone con un basso tasso di pericolosità.

In tutto nel nostro paese, sono 231 e nonostante tutto non bastano per contenere i detenuti.

Per esempio a Roma sono 64.758, contro una capienza regolamentare di 47.615 posti e questi numeri sono aggiornati al 30 settembre di quest’anno.

La Lombardia, con 8.980 detenuti e poco più di 6mila posti a disposizione, è la regione dove le carceri sono più sovraffollate, seguita da Campania (8.103 detenuti e 5.627 posti), Lazio (7.157 detenuti e 4.799 posti) e Sicilia (6.987 detenuti e 5.540 posti).

Questi dati spaventano!

carcerePiù della metà di queste persone, sono in carcere in attesa di un giudizio.

Sul totale dei detenuti solo il 56,2% ha una condanna definitiva.

In Francia i detenuti che aspettano una sentenza sono il 23,5 %, in Germania il 16,2%, in Spagna il 20,8%, in Inghilterra 16,7%. Il sovraffollamento è al 148%, il peggiore in Europa dopo la Serbia.

Ma le statistiche non raccontano bene il dramma delle carceri e al di là dei numeri spesso si trova solo omertà, disinteresse o luoghi comuni.

Le celle sono piccolissime eppure possiamo trovare anche 8 brande, ma tutti assieme i detenuti rinchiusi lì, non possono alzarsi, perché non ci stanno e così devono fare i turni anche per stare in piedi.

Hanno il gabinetto, attaccato al tavolino dove mangiano e non c'è un muro divisorio o un paravento. I bisogni si fanno "a vista", davanti a tutti.

A San Vittore, ci sono celle in cui anche riuscire a mettere i piedi a terra può essere una conquista. E in 100 si dividono 4 docce e una scelta: andare all'ora d'aria o lavarsi?

In questo luogo non esiste più la dignità, e le persone sono diventate come bestie, anzi peggio e spesso quindi ci si ammala.

Oltre al sovraffollamento e a una condizione di vita che non consente nulla, oltre allo stare rinchiusi, si aggiunge la tragedia di quelli che in carcere vivono da emarginati.

carcere 1Sono gli oltre 15 mila tossicodipendenti (poco meno di un terzo dell’intera popolazione detenuta) e gli oltre 1600 ammalati di Aids sieropositivi.

A queste cifre drammatiche ogni anno se ne aggiungono altre che riguardano i gesti di disperazione dei detenuti che spesso culminano nel suicidio.

Se pensiamo che la vita nelle nostre carceri sia terribile, non abbiamo mai visto le condizioni dell’infermo peruviano.

Esattamente a Lurigancho e Castro Castro (Lima – Perù) che, dopo la chiusura di Guantanamo, Lurigancho è diventato il carcere più duro e pericoloso al mondo.

Conta 11.000 detenuti per una capienza di appena 1.000 posti.

Ogni detenuto è libero di muoversi, continuare i propri traffici e rischiare di essere ucciso e dato in pasto agli altri detenuti, come è accaduto più volte, anche negli anni recenti.

Le carceri in America invece sono un vero e proprio business da miliardi di dollari, perché tutto è gestito dal privato, ma il conto lo paga lo stato: così c’è stato il boom di detenuti in Usa.

Il numero di carcerati negli Stati Uniti ha raggiunto i 2,9 milioni: 751 prigionieri ogni 100mila abitanti.

imagesAnche qui la situazione è disastrosa, perché assieme al problema del sovraffollamento delle carceri gli Stati Uniti devono anche affrontare il dilemma della discriminazione raziale.

In Italia c’è un’associazione che sta lottando per i diritti dei reclusi, questo è il loro sito:

http://www.associazioneantigone.it

Che cosa occorre fare?

Sicuramente trovare una soluzione adeguata, come per esempio non sperperare i soldi pubblici costruendo strutture che poi non vengono utilizzate e in Italia, ce ne sono molte.

Questo sarebbe già un primo passo.

Sanità: nord e sud a confronto

ospedale-2Ospedali promossi e bocciati, un’Italia spaccata in due. 

Secondo una recente classifica i migliori ospedali sono al Nord.

C’è l’eccellenza che resiste, nonostante tutto: Il San Raffaele di Milano, afflitto da scandali e debiti, è ancora il miglior ospedale italiano per qualità delle cure.

L’impressione che si ha quando si arriva è una notevole organizzazione, oltre che pulizia, segnaletica chiara, non c’è affollamento, confusione (neppure al pronto soccorso).

Quello che rende UNICA questa struttura inoltre, è l’attività di ricerca che viene svolta con professionalità.

Invece l’Ospedale Civile “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto ha un primato: vanta il più basso tasso di mortalità nei primi trenta giorni successivi al ricovero per infarto miocardico acuto: il 2,2 %. 

Ad appena due ore di macchina, spostandosi dalle Marche al Lazio, si incontra  invece la struttura che registra i risultati peggiori: al “San Giovanni Evangelista” di Tivoli il 24,6 % dei malati muore entro il primo mese.

La media nazionale è del 10,3 %.

Tra le regioni che hanno una buona sanità, troviamo: Toscana, Veneto, Emilia e Piemonte che riescono ad assicurare un'assistenza adeguata, seppur tra alti e bassi.

Invece, ci sono la Calabria, la Sicilia, il Lazio, il Molise, la Campania dove la situazione è al di sotto del livello accettabile.

042401746-f5c900ea-4e9b-4e29-87b6-9ab0491ce4a0Soprattutto in Campania, dove in alcuni ospedali i dati sulla mortalità dei pazienti sono allarmanti.

Come al Federico II di Napoli.

In questa struttura nel 2003 lavoravano ben 3.463 persone, oggi solo 2.160, questa grave mancanza d’infermieri, porta un notevole disagio ai pazienti.

Mancano diverse unità per rendere accettabile e vivibile la situazione di un malato al suo interno.

Ad aggravare tutto, i medici qui lavorano 26 ore settimanali contro le 38 dei colleghi di altri ospedali.

Oggi ne servirebbero altri 800. La situazione è critica, direi al collasso, tanto che la via d’uscita è la chiusura dei reparti.

Eppure, il Federico II fino a pochi anni fa era il fiore all'occhiello della città di Napoli, ora è ai minimi termini e non c’è giorno o quasi, che non arrivano lamentele.

Per questo motivo, ci sono medici e personale che chiedono di andare in altri ospedali.

Sono 5 le strutture campane tra le peggiori 10 d'Italia. Alcuni dati sorprendono.

cervelloSe si guarda il tasso di cesarei, tra i 20 ospedali italiani che ne fanno di più ben 17 sono proprio campani.

Negli anni i ginecologi hanno convinto le donne che il parto chirurgico è più sicuro.

Così le cliniche incassano e i medici possono disporre del week end libero.

Le attività di emergenze stentano a decollare e lo stesso vale per cardiochirurgia e per gli ictus.

Servirebbero risorse per ristrutturare i padiglioni, acquistare nuove attrezzature e potenziare l’assistenza.

I letti per esempio sono vecchi, scomodi e non adatti ai malati, inoltre in una stessa stanza ci si può trovare un malato oncologico e uno di ortopedia.

E purtroppo non stiamo parlando di un film, ma la realtà del Policlinico Federico II di Napoli.

Questa è l’Italia delle mille sanità, dove ogni regione ha i suoi problemi, ma sicuramente facendo un rapido esame al nord c’è molta più cura e assistenza che al sud, anche se non è raro trovare strutture di eccellenza al Centrosud.

Che bella giornata: Nemi, Tevere, Tiberina e Corea del sud

DSC 6241Dodicesimo giorno di luglio, finalmente con un clima adatto ai suoi tempi e che non ci annaffia nel pomeriggio.

è iniziato molto bene, già dal mattino, a parte la ricerca di un luogo sconosciuto sulle rive del lago di Nemi, che grazie al mio poco sviluppato orientamento, ho faticato a trovare.

Ma alla fine ho anche ritrovato un carissimo amico impegnato in una delle sue splendide iniziative (leggi l'articolo).

Bella giornata, sole, natura e soprattutto rispetto per la natura, il che non è poco.

DSC 6342Poi sono andato incontro alla capitale e giunto nei pressi dell’isola Tiberina, ho raggiunto la mia seconda meta quotidiana. Sull’isola, la sera, si deve tenere una rassegna di cinema coreano e sono incuriosito.

È molto presto e c’è un sole estivo che ti tocca il corpo con forza, fa caldo sì ma i platani del lungotevere intorno all’isola danno sollievo, anche se a intermittenza.

DSC 6356Cammino lungo un impetuoso, placido fiume Tevere che ormai nulla potrà far ritornare biondo, e mi guardo intorno cercando immagini, qua e la senza una trama, senza un copione.  

Vari album si comporranno davanti a me, dal remoto all’antico, al presente e, perché no, anche con vezzi artistici e naturalisti.

Se si guarda questa città e si riesce a immergere la mente in un contatto empatico con lei, si può avere la fortuna di sentire Roma che canta la sua bellezza.

DSC 6284Scorci incantevoli si susseguono con fare intrigante e ti sussurrano la loro voglia di essere immortalati.

DSC 6211Scene di vita quotidiana  e di cambiamento, in una città che ha ormai scolpito nel suo stemma l’appellativo di metropoli multirazziale, e dove le abitudini cambiano e si assimilano con velocità impensabile fino a poco tempo fa.

La storia di Roma ha proprio qui all’isola Tiberina gran parte del suo glorioso passato, circondata dai palazzi del potere e del culto e successivamente anche da splendide costruzioni che hanno reso il rione Trastevere famoso nel mondo.

DSC 6293Girare un po' col naso in sù, spesso ci rivela visioni che mai avremmo potuto vedere e apprezzare, congiunzioni di linee che sfondano nell’infinito.

DSC 6254L’antico uso delle rive del Tevere, quello di porto, ha lasciato il suo sigillo con la forza e la sicurezza che esprimono gli anelli d’ormeggio, che ancora oggi sono saldamente fissati al marmo e pronti a riprendere il lavoro, rimembrando antichi approdi.

DSC 6315Non certo come i lucchetti, che ancora si incaponiscono a mettere questi rincitrulliti innamorati di primo pelo, che si ossidano e mettono in pericolo la struttura sulla quale sono stati bloccati.

E lì vicino, un sopravvissuto ai millenni che in poche decine di anni d’incuria è invecchiato molto più che durante tutta la sua lunghissima DSC 6326vita.

 

DSC 6283

Continuo la mia passeggiata, tra ordini scolpiti nella pietra a cui non puoi non far caso e obbedire...

a sedili impropri e anche umilianti per chi prima dominava il cielo dall’alto di una colonna.DSC 6266

DSC 6295Per non parlare dei gabbiani che mi hanno scambiato per un fotografo vero, tipo quelli bravi di National Geographic e si sono messi a dare il meglio di loro. 

DSC 6370Ma anche drammi sociali reali con persone improvvisamente costrette a diventare campeggiatori abusivi lungo il fiume che scorre, ma che non porta via con se la loro umiliazione.

DSC 6331E poi i turisti, belli, semplici, innamorati anche loro a prima vista di questa meraviglia del mondo.

Sone le 19:00 e si può entrare nell’area de “L’isola del cinema” e mi affretto ad andare, così posso sfruttare l’area libera dalla folla.

DSC 6222Avevo sbriciato, prima, durante le prove e la musica che il gruppo sul palco stava eseguendo non era niente male.

Una dolcissima fanciulla, una hostess, mi spiega quasi amorevolmente il programma che già conoscevo, ma che piacevolmente ho riascoltato.

DSC 6376Un po’ di persone si accalcano presso uno stand per far scrivere il proprio nome in coreano, avendo cura poi di non confonderlo con quello di DSC 6375qualche amico, altrimenti chissà quale possa essere la sequenza di segni, eleganti sì ma incomprensibili, giusti del proprio nome.

Raffinate ragazze indossano i costumi tipici della cultura orientale, e muovendosi, emanano eleganza e dolcezza.

DSC 6382Scopriamo che anche la Basilicata è terra di cinema, e ne siamo felici e orgogliosi, nella speranza che ci sia una ripresa del settore cinematografico, perché i nostri  lavoratori dello spettacolo sono i migliori al mondo. 

DSC 6381Dopo uno stand con degustazione, una serie di bellisime opere, disposte su due file, accompagna il visitatore verso l’entrata della manifestazione vera e propria e mi DSC 6379DSC 6380avvio all’ingresso.

Squilla il cellulare, devo andare via.

Peccato visto come si presentava la serata, poteva essere interessante, il cinema coreano… una bella idea. Ringrazio comunque la gentilissima ed efficientissima collega Ely Matteucci de www.isoladelcinema.com, per avermi invitato.

Un’altra volta non mancherò, perché sicuramente ogni sera cose diverse e coinvolgenti sono organizzate sull’isola Tiberina.

ISOLA CINEMA

 

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