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updated 2:33 PM CEST, Sep 16, 2019


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Manifestazione terremotati: la nostra terra trema NOI NO !

pieveGiovedì 2 , alle ore 10 in Piazza Montecitorio, si svolgerà la manifestazione dei terremotati del versante umbro marchigiano . Ci saranno rappresentanti di Lazio e Abruzzo per proseguire il percorso intrapreso lo scorso 25 gennaio quando una delegazione è stata ricevuta in Parlamento. Dopo tanti mesi dal sisma che ha distrutto interi paesi ancora vige uno stato totale di emergenza. Gente nelle tende , strade bloccate, animali senza rifugio, agricoltori abbandonati. Cosi le popolazioni terremotate scenderanno di nuovo in piazza per sensibilizzare tutti sulla drammatica realta' del centro Italia e chiedere immediatezza nella realizzazione della ricostruzione .


Alle ore 12 una delegazione sara' ricevuta dal presidente del Senato Pietro Grasso. Francesco Pastorella, uno degli organizzatori della manifestazione , sta preparando un piano di lavoro urgente da sottoporre alle istituzioni. "La nostra terra continua a tremare ma NOI NO! Scenderemo in piazza in modo pacifico per dire basta alla lentezza di tutta la macchina istituzionale e burocratica. Siamo abbandonati in mezzo alla neve, gli allevatori sono disperati oltre alle case stanno perdendo anche gli animali che erano la loro unica risorsa. Chiediamo di esssere ascoltati e vogliamo i fatti!"pieve 2

 

“Basta silenzio, vogliamo la verità!”

Dalla terra degli scomparsi un grido si alza: “Basta silenzio, vogliamo la verità!” 

996731 589852087721920 1379545678 nDal 1973 a oggi solo in Sicilia sono scomparse ben 2.400 persone: genitori, figli, mariti, mogli e amici di cui non si hanno più notizie.

La cosa che fa più male, che rende tutto più assurdo, è la mancanza di notizie.

È l’assoluto silenzio che in molti casi regna su queste sparizioni, come se nulla fosse mai capitato, come se rientrasse nella normalità di tutti i giorni.

Per questo motivo i familiari degli scomparsi stanchi di uno Stato molte volte assente, chiedono strumenti giuridici e soprattutto mezzi più efficaci nella ricerca dei loro cari.

SENZA TRACCIA: Tutti in “campo” per ricordare Roberto Straccia

images 5Chi non ricorda la tragica storia di questo ragazzo 24enne, residente in un paesino in provincia di Fermo, uscito da casa il 14 dicembre 2011 intorno alle 15 per fare jogging e mai più tornato.

I genitori riceveranno una telefonata il 7 gennaio 2012, ma non quella che speravano. I carabinieri avviseranno del ritrovamento del suo cadavere.

Iniziano così le indagini sulla morte di Roberto Straccia che, secondo la Procura di Pescara è un suicidio. Troppe però sono le cose che non quadrano, la famiglia vuole la verità, brama giustizia e comincia una battaglia legale.

La famiglia Straccia presenta opposizione: per loro Roberto è stato ucciso.8468 120688614805983 1060140095 n

E’ trascorso più di 1 anno dalla morte di suo fratello Roberto e soltanto grazie al nuovo medico legale, da voi citato, sono state rinvenute alcune ecchimosi alla schiena e alla tempia compatibili con un’aggressione.

Come si spiega che prima non erano state notate? Forse il caso era stato sottovalutato? Oppure, hanno voluto chiuderlo velocemente?

E' trascorso esattamente un anno 5 mesi e 24 giorni di dolore profondo, di assenza fisica, perché Roberto è sempre con noi, cammina sopra i nostri passi e respira il nostro respiro. Questa certezza allevia un po’ le nostre sofferenze, ma di certo non placa il nostro diritto di sapere cosa è successo a Roberto quel 14 dicembre.

A oggi non abbiamo ancora ricevuto risposte, siamo in attesa del giudizio del GIP sulla riapertura del caso di mio fratello e proprio in occasione dell'udienza con il GIP tenutasi il 19 marzo scorso, abbiamo presentato le nostre domande, i nostri dubbi, abbiamo chiesto una nuova consulenza medico legale. Fino a quel momento, ci è stato detto di metterci il cuore in pace perché probabilmente quello che è successo a Roberto non si saprà mai. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, forse un incidente forse qualcos’altro, ma noi siamo fermamente convinti che qualcuno che ha visto, che ha sentito o, che ha fatto, da qualche parte c'è.

I primi giorni della scomparsa ci siamo sentiti dire: “Ma è un ragazzo di 24 anni, dove volete che sia andato, sarà sicuramente una ragazzata.” ma Roberto non era quel tipo di ragazzo. Purtroppo in quel pomeriggio ci sono troppi buchi che gli inquirenti prima, e noi dopo, non siamo riusciti ancora a riempire di fronte a tantedomande a cui non si riesce a rispondere. La cosa più semplice da fare è chiudere il caso, ma noi non ci arrendiamo, lo dobbiamo a Roberto. 

images 1 4Difatti è stata messa in dubbio anche l’ipotesi dell’annegamento. Come chiarisce questo punto? 

Ci siamo chiesti milioni di volte: “Ma Roberto dov'è caduto? Dal ponte? Impossibile perché avrebbe riportato fratture importanti. Dal porto canale? L'acqua è troppo bassa. Dal molo? Ma poi com'è potuto arrivare a Bari? Dopo 24 giorni, secondo la procura è normale che Roberto fosse perfettamente vestito, con le scarpe scrupolosamente allacciate e una bustina di zucchero in tasca ancora integra nonostante le forti correnti di quei giorni, il Gargano e gli scogli. 

Secondo lei, c’è stata imperizia nelle indagini? 

I giorni importanti per le indagini erano i primi dalla scomparsa di Roberto e io purtroppo ho la convinzione che si sia perso tempo vitale e che non siano state prese in considerazione tutte le strade. Indietro non si torna più ma, ripeto, non ci arrendiamo, la verità va cercata.

Alla luce di tutto quello che è accaduto, lei che idea si è fatta, su tutta la vicenda? images 2 2

Sto facendo i conti con una nuova realtà. Tutto avrei immaginato nella vita, tranne dover fare a meno di mio fratello, senza nemmeno sapere il perché. Questo rende tutto più difficile. Roberto ha bisogno di giustizia e anche noi. Questo non vuol dire accanimento o mancanza di accettazione di verità scomode che ci sono state proposte dalla procura. Ma abbiamo bisogno di avere delle risposte chiare e non di mezze ipotesi comode per qualcuno.

So che quest’anno è uscito anche un libro sulla storia di Roberto, dal titolo: “Roberto Straccia, sogni infranti”, come mai questa decisione? 

La decisione del libro è stata una volontà di mio padre e dello scrittore Antonio G. D'Errico, che noi stimiamo molto, poi condivisa anche da me, mia madre e da tutti gli amici di Roberto, che hanno portato un loro contributo al libro. Mio padre ha fatto questa scelta innanzitutto per far conoscere la storia di Roberto e difendere la sua memoria. “La verità non è venuta fuori in tutto questo tempo e purtroppo, si è data un’immagine diversa di mio figlio, quindi ho voluto descrivere Roberto per quello che realmente era. Lui non aveva alcun motivo per suicidarsi. Era un ragazzo allegro e di sani principi con tanti amici e con la passione sana per lo sport”. 

Domenica 9 giugno ci sarà una manifestazione, per ricordare suo fratello Roberto Straccia. Che cosa vi aspettate?

images 4 1Domenica 9 giugno ci sarà una grande festa al campo Nelson Tomassini di Valmir di Petritoli. Campo che ha visto molte volte Roberto giocare e divertirsi. Sarà una giornata di festa appunto, per stare tutti insieme e non mancherà il gioco del calcio, non mancherà la musica e non mancherà neanche lui, perché sarà più di ogni altro giorno insieme a tutte le persone che tanto l’hanno amato e l’ameranno ancora per sempre. 

Grazie alla collaborazione della Federazione Italiana Gioco Calcio, del Cesena Calcio, del Verona Calcio, della Lube Banca Marche e della Sutor Montegranaro, che hanno messo a disposizione le proprie maglie. Nel corso della manifestazione di domenica 9 giugno saranno raccolti fondi per sostenere giovani che praticano il calcio in maniera regolare, che hanno brillanti risultati sportivi e un reddito familiare basso. 

In un periodo di difficoltà per le famiglie vogliamo promuovere la pratica sportiva, in ricordo di Roberto, per quei ragazzi che riescono a conciliare nel migliore dei modi lo sport e lo studio, proprio come faceva lui. Crediamo questo sia il migliore dei modi per ricordare mio fratello Roberto Straccia, contribuendo alle spese per l’istruzione e per la partecipazione alle attività sportive di un giovane della sua stessa squadra.

Marina Arduini sei anni di omertà

DSC06793Centinaia di fiaccole accese e silenziose che si aprono a ventaglio per andare a circondare e illuminare il piazzale della villa comunale a Frosinone. Così martedì 19 febbraio si è conclusa la manifestazione indetta dalla famiglia di Marina Arduini per ricordare la loro cara, misteriosamente scomparsa sei anni fa.

 Era il 19 febbraio 2007, infatti, quando Marina, come tutte le mattine, lasciava la propria abitazione per recarsi a lavoro. Quel giorno, però, Marina, di professione commercialista, si doveva recare a Roma per un appuntamento. Pare sia partita da Frosinone alle 9,16 e sarebbe stata vista da una conoscente alla stazione Termini alle ore 11,26. DSC06800Tuttavia l'abbigliamento di Marina riferito dalla testimone non coincide con gli abiti che la donna indossava al momento della scomparsa. Più tardi il suo cellulare aggancerà la cella telefonica di Formia per poi spegnersi a Salerno. La sua auto, una Fiat Punto, verrà invece ritrovata, grazie a una telefonata anonima, solo dopo due anni, parcheggiata nel quartiere Tuscolano di Roma.

DSC06805In questi anni la vita di Marina è stata analizzata sia dal punto di vista lavorativo, sia sentimentale, portando alla luce una relazione con un uomo sposato e affari pochi chiari all'interno della società per cui lavorava. Eppure nessuno di questi elementi ha mai portato a passi avanti significativi nelle indagini, che oggi rischiano un ulteriore, ennesimo, stop.

Qualche giorno prima della scomparsa di Marina, ignoti erano entrati nel suo studio, mettendolo a soqquadro. Sono forse gli stessi ignoti che qualche tempo dopo hanno invece messo sottosopra la casa dei signori Arduini? Questi “ladri” cercavano forse l'hard disk della donna? Quali misteri si nascondono dietro la scomparsa di Marina?

DSC06820Sono queste e molte altre le domande che si pone la famiglia Arduini, ieri sera ancora una volta in piazza per chiedere di non archiviare il fascicolo, di non spegnere ma anzi accendere i riflettori sulla scomparsa della loro cara, stanchi di sentir parlare di “allontanamento volontario”. Marina non se ne sarebbe mai andata così spontaneamente, non avrebbe lasciato i genitori, la sorella e i nipoti senza una parola per sei lunghi anni. A rendere più forte il messaggio della famiglia Arduini, ieri, in piazza a Frosinone c'era anche il Sindaco della città, Nicola Ottaviani, che ha denunciato, con parole forti, l'omertà di chi sa e non parla.

Marina Arduini sei anni di omertà

DSC06793Centinaia di fiaccole accese e silenziose che si aprono a ventaglio per andare a circondare e illuminare il piazzale della villa comunale a Frosinone. Così martedì 19 febbraio si è conclusa la manifestazione indetta dalla famiglia di Marina Arduini per ricordare la loro cara, misteriosamente scomparsa sei anni fa.

 Era il 19 febbraio 2007, infatti, quando Marina, come tutte le mattine, lasciava la propria abitazione per recarsi a lavoro. Quel giorno, però, Marina, di professione commercialista, si doveva recare a Roma per un appuntamento. Pare sia partita da Frosinone alle 9,16 e sarebbe stata vista da una conoscente alla stazione Termini alle ore 11,26. DSC06800Tuttavia l'abbigliamento di Marina riferito dalla testimone non coincide con gli abiti che la donna indossava al momento della scomparsa. Più tardi il suo cellulare aggancerà la cella telefonica di Formia per poi spegnersi a Salerno. La sua auto, una Fiat Punto, verrà invece ritrovata, grazie a una telefonata anonima, solo dopo due anni, parcheggiata nel quartiere Tuscolano di Roma.

DSC06805In questi anni la vita di Marina è stata analizzata sia dal punto di vista lavorativo, sia sentimentale, portando alla luce una relazione con un uomo sposato e affari pochi chiari all'interno della società per cui lavorava. Eppure nessuno di questi elementi ha mai portato a passi avanti significativi nelle indagini, che oggi rischiano un ulteriore, ennesimo, stop.

Qualche giorno prima della scomparsa di Marina, ignoti erano entrati nel suo studio, mettendolo a soqquadro. Sono forse gli stessi ignoti che qualche tempo dopo hanno invece messo sottosopra la casa dei signori Arduini? Questi “ladri” cercavano forse l'hard disk della donna? Quali misteri si nascondono dietro la scomparsa di Marina?

DSC06820Sono queste e molte altre le domande che si pone la famiglia Arduini, ieri sera ancora una volta in piazza per chiedere di non archiviare il fascicolo, di non spegnere ma anzi accendere i riflettori sulla scomparsa della loro cara, stanchi di sentir parlare di “allontanamento volontario”. Marina non se ne sarebbe mai andata così spontaneamente, non avrebbe lasciato i genitori, la sorella e i nipoti senza una parola per sei lunghi anni. A rendere più forte il messaggio della famiglia Arduini, ieri, in piazza a Frosinone c'era anche il Sindaco della città, Nicola Ottaviani, che ha denunciato, con parole forti, l'omertà di chi sa e non parla.

  • Pubblicato in Lazio
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