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updated 7:49 AM CEST, Sep 20, 2019


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Asilo via Aquilanti, viaggio nel nido della discordia

 Roma Capitale Magazine si è recata presso la struttura al centro delle polemiche per una serie innumerevole di problematiche strutturali e organizzative. Non solo il caldo asfissiante, ma anche barriere architettoniche e dieta discutibile per i bimbi iscritti.
Le disgrazie non vengono mai da sole.

Ne è l’esempio lampante l’asilo nido ubicato in Via Francesco Aquilanti, nel quartiere Massimina a Roma. Una struttura nata con i migliori auspici ma già piena di problematiche di svariato genere. Da quelle strutturali a quelle organizzative, di cui ci siamo occupati in un articolo precedente.
Ci siamo recati qualche giorno fa presso l’istituto per comprendere con i nostri occhi le criticità in cui sono coinvolti decine di bambini e di famiglie.

Nido di via Aquilanti, un papà: “Una struttura nuova ma piena di problemi. Il Comune ci ascolti”

 Caldo d’estate e freddo d’invero sono solo l’apice di una struttura nata sotto un destino piuttosto triste. Gabriele, padre di due bimbe iscritte in quella scuola, ci racconta quanto si nasconde dietro il nido di Massimina in un’intervista esclusiva per Roma Capitale Magazine.
Ha fatto molto scalpore il caso di un asilo nido, ubicato in via Francesco Aquilanti nel quartiere Massimina nel Municipio XII. Una struttura inaugurata solo due anni fa ma già piena di problematiche strutturali e organizzative. Caldo tropicale in estate, con conseguenti malori, e freddo pungente d’inverno sono solo la punta dell’iceberg, ma dietro c’è molto altro. A rimetterci, come al solito, genitori, bambini, insegnanti e addetti ai lavori, che nonostante mail, telefonate e file agli sportelli del Comune e della ASL, non ricevono risposte concrete. Per capirne di più abbiamo voluto contattare uno dei numerosi papà che hanno i figli iscritti presso questo asilo nido. Si chiama Gabriele Lago, candidato alle ultime elezioni municipali, padre di due bambine che frequentano la struttura di via Aquilanti.

Gabriele, ci può raccontare innanzitutto come è sorto questo asilo nido?
Questo nido è un progetto vecchio, forse c’era ancora Rutelli come sindaco di Roma. Il progetto nasce come palestra, poi trasformato in un asilo nido. È stato inaugurato dalla Sindaca Raggi due anni fa con grande piacere da parte nostra. Però poi, mano a mano, sono usciti fuori problemi, e non pochi.

I residenti di Massimina chiedono al Comune e al XII Municipio di ripristinare la viabilità della zona

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Sono quasi 2 anni che via Gioele Solari, nel quartiere Massimina a Roma, è chiusa per una frana, a seguito delle piogge abbondanti dell’inverno 2015.

A gennaio 2015, infatti, all’angolo con via Schiavone, una parte della sovrastante collina è franata, trascinandosi alcuni blocchi di cemento che erano stati posti proprio per contenerla, e di fatto la strada è bloccata da allora.

Nessun intervento è stato posto ancora in essere, e una interrogazione presentata dai consiglieri Giovanni Picone e Marco Giudici al Presidente del XII Municipio e all’assessore competente, a fine settembre 2016, ha ricevuto la seguente risposta: è stato fatto uno studio geologico e di monitoraggio dal Dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e manutenzione urbana) del Comune di Roma, ma bisogna aspettare l’approvazione del bilancio di previsione e il relativo stanziamento delle somme necessarie.

Intanto anche la parallela via Tomasino D’Amico, nella parte più lontana a via del Casale Lumbroso, per un contenzioso fra un residente e il locale Consorzio stradale, risulta chiusa, non permettendo di utilizzare la via per uscire dalla Massimina, e costringendo i residenti a un complicato giro, reso ancora più difficoltoso dalla chiusura di via Gioele Solari.

E’ facile comprendere che, data la viabilità della zona, fatta di vie che si perdono nel nulla, se si verificasse una ulteriore frana nella parallela via Pericoli, centinaia di persone sarebbero impossibilitate ad uscire di casa.

Tale situazione appare inaccettabile e i residenti della zona chiedono al Municipio e al Comune di fare presto e di ripristinare un loro diritto fondamentale: quello alla mobilità.

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