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Ancora morti nel Canale di Sicilia

Lampedusa - Almeno sei persone sono morte nella notte per il naufragio di un peschereccio carico di immigrati a sud di Lampedusa. Sono circa 360 quelli salvati.

naufraghiOrmai è un bollettino di guerra a cui nessuno fa più caso. Dal 1994, nel Canale di Sicilia sono morte almeno 7.065 persone, lungo le rotte che vanno dalla Libia (da Zuwarah, Tripoli e Misratah), dalla Tunisia (da Kelibia, Sousse, Chebba e Mahdia) e dall'Egitto (in particolare la zona di Alessandria) verso le isole di Lampedusa, Pantelleria, Malta e la costa sud orientale della Sicilia. Più della metà (5.218) sono disperse. Altri 229 giovani sono annegati navigando dalla città di Annaba, in Algeria, alla Sardegna.

Incidenti stradali: troppe vittime, poche condanne

incidente-stradale2Ci siamo quasi assuefatti a sentir tutti i giorni parlare nei telegiornali d’incidenti stradali, di vittime, molte volte giovani e di pirati della strada che non si fermano neppure per soccorrere le persone che hanno investito.

Solo nel 2012 si sono verificati in Italia 184.500 incidenti stradali con lesioni a persone e oltre 3.600 morti.

Questi, sono solo alcuni dei dati resi noti dall’Istat, sulla base di una stima preliminare; numeri terrificanti che fanno rabbrividire!

images 12Nei primi 6 mesi del 2013 i dati del Servizio Polizia Stradale, relativi all’incidentalità del fine settimana, evidenziano però un andamento positivo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Sicuramente negativo invece il dato riguardante la mortalità notturna.

Si è passati da 128 decessi nel primo semestre del 2012 a 154 nel 2013 con 26 vittime in più e un preoccupante incremento del 20,3%.

Il primo semestre del 2013 si contraddistingue anche per un’inversione di marcia della mortalità fra i conducenti e trasportati dei veicoli a due ruote, motociclisti in testa.

009gNel 2013 si sono registrati 105 incidenti mortali, contro i 168 dell’anno scorso, con una diminuzione di 63 scontri fatali pari a -37,5%. In questo caso può aver “aiutato” una primavera molto piovosa.     

Questi dati comunque non sono per nulla incoraggianti. Ogni anno è come se scomparisse un intero paese di 5.000 persone.

Ricordiamo ancora che oltre le vittime, ben 20.000 persone, restano disabili gravi prodotti da questa guerra non voluta.

incidente-vespaOccorrono campagne di sensibilizzazione ma di sicuro, pene più severe, perché come abbiamo visto proprio in casi recenti, come quello della piccola Beatrice di Gorgonzola, il magrebino 39enne che l’ha falciata, si trova adesso agli arresti domiciliari.

E' difficile sentirsi tutelati quando, oltre ad aver perso una persona cara, ci si sente anche presi in giro dalla giustizia. 

Per questo motivo i familiari delle vittime, si sono riuniti e hanno costituito un’associazione, proprio per far valere i loro diritti.

Per chi volesse saperne di più, questo è il loro sito:  http://www.vittimestrada.org

Lo dimettono dall’ospedale e muore

images 1 2Quante volte c’è capitato di leggere titoli come questo? O di sentire al telegiornale notizie del tipo: “Esce dal pronto soccorso e si accascia a terra. Per lui non c’era più nulla da fare se non costatarne il decesso”.

E’ capitato nuovamente il 24 marzo. Apprezzato pittore e poeta Meneghin è morto stroncato da un infarto, dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Firmava le sue opere con lo pseudonimo "El Nero", che lo ha reso celebre nelle numerose mostre d'arte che ha tenuto a Treviso, Mogliano e in diverse gallerie d'arte in tutta Italia.

Aveva accusato dei forti dolori alla schiena ed era andato al pronto soccorso del Ca’ Foncello, dove era giunto alle 22:00. Era, però, stato dimesso alle 4 del mattino del giorno successivo. Il malessere non passava e la figlia Emanuela si recò dal medico di famiglia che aveva prescritto delle medicine. Nello specifico, antidolorifici. Nella tarda mattina di giovedì era stato lo stesso "El Nero" a recarsi in farmacia, accompagnato dal suo fedele cane "Spillo". Erano le sue ultime ore di vita.

Verso le 5:00 del pomeriggio - racconta la moglie, con la voce rotta dal dolore - ha trovato mio marito in bagno in stato confusionale. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma era tardi”. Poco dopo le 19:00 ne è stato dichiarato il decesso.images 15

Un altro caso è accaduto qualche giorno prima a un bambino di soli sette mesi. I genitori l’hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso, perché il piccolo aveva febbre alta e gola arrossata; qui è stato visitato e dimesso con una terapia antibiotica e antipiretica.

Tornato a casa, però le condizioni si sono aggravate e allora i genitori sono tornati a pronto soccorso, dove il bambino è arrivato in stato di shock. A quel punto viene  disposto il trasferimento al Regina Margherita di Torino dove, però, il bambino è morto poco dopo l’arrivo.

A gennaio una donna eritrea incinta al quarto mese, muore dopo le dimissioni dall’ospedale. Teksa Abraha, di 28 anni, è morta dopo essere stata dimessa da un ospedale di Catania. La donna era ospite del Centro accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo (Cara) di Mineo, dove si trovava dall'agosto del 2012 insieme al marito.

Si era sentita male ed era stata portata in ambulanza nell'ospedale di Caltagirone, dove le sarebbero stati diagnosticati problemi cardiaci. Per questi motivi venne trasferita a Catania, al Ferrarotto, dove sarebbe emerso che Teksa Abraha era affetta da un aneurisma all'aorta. Visto il suo stato di gravidanza, le era stata chiesta l'autorizzazione per sottoporla a una Tac. L'indomani però fu dimessa. Nella serata la donna sarebbe stata colta da malore e condotta d'urgenza nell'ospedale di Caltagirone, dove però, non giunse viva.

Come vedete ho voluto di proposito citare 3 casi in luoghi differenti d’Italia, per far vedere che non ha alcuna rilevanza l’ubicazione dell’ospedale; non si può più parlare di nord e sud.

images 4Mi domando com’è possibile nel 2013 commettere errori d’incompetenza, di negligenza, d’imperizia tali da far morire le persone in questo modo, persone che, con un po’ più di attenzione si sarebbero potute salvare.

Continuano i tagli alla Sanità e non si pensa alla salute della gente. Mancano gli infermieri, i medici, i posti letto a volte anche i medicinali.

La situazione è critica, ma ci si accorge di questo solo quando si legge la notizia di cronaca sul giornale, ma a quel punto è troppo tardi.

Una persona a me molto cara diceva: “Occorre prevenire” e lo penso anch’io. Fino a quando siamo in tempo.

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