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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Senza Traccia: Marianna Cendron

marianna cedronMarianna Cendron, diciottenne, è scomparsa da Paese, in provincia di Treviso, il 27 Febbraio 2013. Da quanto affermato dai genitori, la ragazza stava attraversando un periodo delicato, caratterizzato da fragilità emotiva e perdita di peso. Per i suoi problemi alimentari, in passato erano dovuti intervenire i medici, ma Marianna sembrava essere stanca delle cure, così come della convivenza con i suoi familiari.

La giovane, di origini bulgare, era stata adottata in tenera età. Pierfrancesco ed Emilia Cendron hanno raccontato al programma “Chi l'ha visto?” delle atrocità che la ragazza, da bambina, era costretta a subire, anche per proteggere il suo fratellino, che è poi stato adottato dalla stessa famiglia. Marianna non era riuscita a dimenticare quanto avveniva nell'orfanotrofio, ma sembrava essere riuscita a trovare in Italia un po' di serenità.

Dopo aver frequentato per qualche anno l'istituto alberghiero, decise di lasciare gli studi per inserirsi nel mondo del lavoro. Trovò, così, un posto come cuoca presso un ristorante di Castelfranco Veneto. Marianna Cendron cercava anche l'indipendenza, tanto da scegliere di traslocare, un mese prima della sua scomparsa, per andare a vivere da un vicino di casa, Renzo Curtolo. L'idraulico quarantaquattrenne, ha ospitato la giovane, che il 27 Gennaio, prima di stabilirsi nell'abitazione dell'uomo, scriveva sul suo profilo di Facebook: «Ciao a tutti, se non entrerò più sarà perché non ho la possibilità di usare il computer. Un caro saluto a tutte le persone che conosco e non rivedrò più. Mi dispiace, ma le cose si complicano per me».

Non è chiara la ragione per la quale Marianna andò via di casa, così come non sono state chiarite le motivazioni che spingevano Renzo Curtolo a interessarsi in modo particolare alla ragazza. La madre della diciottenne ha spiegato che le attenzioni del vicino sembravano inizialmente infastidire la giovane, la quale le confidò di non volerlo più incontrare. La ragione che ha poi spinto Marianna Cendron a trasferirsi da lui è tuttora oggetto di indagine, ma Renzo Curtolo si è giustificato spiegando ai giornalisti di “Chi l'ha visto?”che vedeva la ragazza come una figlia.

Il 27 Febbraio, la giovane è stata accompagnata dall'uomo alla corriera per recarsi al lavoro. Durante il tragitto in auto, Marianna ricorda al quarantaquattrenne che in serata avrebbe incontrato il suo fidanzato, pertanto sarebbe rientrata in casa il giorno dopo. Marianna Cendron è dunque arrivata al lavoro e, prima di uscire dal ristorante, ha riposato per qualche ora, fino alle 17:30, quando Renzo Curtolo le ha telefonato per assicurarsi che stesse bene, poiché in mattinata gli era sembrato che non fosse al massimo della forma.

Marianna avrebbe dunque rassicurato l'uomo, dicendogli che sarebbe tornata a dormire per un po' e ripetendogli che avrebbe raggiunto il suo fidanzato in serata. Alle ore 19:30 Marianna ha telefonato al ragazzo che doveva, alle ore 20.30, incontrare poco lontano dal locale in cui lavorava, facendogli sapere che non gli avrebbe inviato il solito squillo appena arrivata sul posto, perché il telefonino non funzionava al meglio.

Dopo aver scritto su un foglio di carta un messaggio al suo capo, nel quale specificava che si sarebbero rivisti l'indomani, esce dal ristorante, presumibilmente per dirigersi all'appuntamento, dove, però, non è mai arrivata. Il fidanzato, diciassettenne, l'avrebbe aspettata fino alle ore 22.00, e ha chiamato Renzo per chiedergli se Marianna fosse a casa. Curtolo, affermando di pensare che la ragazza fosse insieme a lui, cerca di raggiungerla telefonicamente fino alle ore 01:40 senza riuscire a mettersi in contatto con Marianna.

La diciottenne non ha più fatto ritorno a casa di Renzo Curtolo e potrebbe essersi allontanata con una bicicletta bianca da donna che risulta essere scomparsa. Grazie alle testimonianze raccolte dal programma “Chi l'ha visto?”, è emerso che un uomo avrebbe notato una ragazza, che le somigliava, in un bar della zona intorno alle ore 19:25. La giovane indossava jeans, era alta circa un metro e sessanta, raccontava di lavorare in un locale e appariva impaurita. Qui avrebbe chiesto un pacchetto di sigarette e sarebbe poi salita su una Fiat Croma (ultimo modello) con alla guida un ragazzo dai capelli corti e sul sedile posteriore erano ammassati diversi oggetti, tra cui un materasso.

Un altro uomo ha fatto sapere di aver visto una ragazza ad Anzano di Cappella Maggiore (in provincia di Treviso), che vendeva quadretti realizzati su piccole tavole di compensato, che somigliava a Marianna. La persona che ha incontrato il testimone parlava bene l'italiano, ma si intuiva che aveva origini straniere. La famiglia Cendron ha fatto sapere che, effettivamente, la giovane realizzava piccoli quadri di quel tipo, ma non sono pervenute altre segnalazioni dalla zona.

Nei primi giorni di Aprile, la Procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e sembra svanire l'ipotesi che Marianna Cendron si sia allontanata volontariamente. Fin dalla sua scomparsa, venne valutata la possibilità che fosse fuggita in Francia da un'amica, ma quest'ultima non avrebbe notizie della diciottenne.

Anche l'ipotesi che si sia recata in Bulgaria, a conoscere la madre naturale, è stata accantonata: in casa della donna, gli inquirenti non hanno trovato alcuna traccia di Marianna Cendron, il cui cellulare è stato tracciato alle ore 0:40 e alle ore 2:30, la notte del 28 Febbraio, presso un ipermercato di Castelfranco Veneto. Nessuno sa se era effettivamente lei a trovarsi lì con il telefonino e, considerati i fatti, sembra dunque farsi largo la pista del sequestro.

Viene contemplata anche la possibilità che la giovane sia stata uccisa, o che sia stata vittima di un tragico incidente. Ciò nonostante, nella zona da cui è scomparsa, che è stata più volte perlustrata dalle autorità, non sono emerse tracce della giovane. Il 13 Aprile, un corpo rinvenuto in un corso d'acqua in provincia di Padova, a Cervarese Santa Croce, venne inizialmente associato all'identità di Marianna, ma l'autopsia ha escluso che si tratti di lei.

Grazie all'apertura del fascicolo sull'eventuale sequestro, la Procura avrà la possibilità di svolgere interrogatori mirati e di effettuare intercettazioni telefoniche che prima non erano consentite. Massimo De Bortoli, il Procuratore titolare dell'inchiesta, ha reso noto che non intende tralasciare alcun dettaglio e sussiste la determinazione di ritrovare Marianna Cendron.

Mentre i giornali italiani rendono note le principali piste seguite delle autorità, Pierfrancesco ed Emilia Centron, genitori della ragazza, hanno chiesto, tramite un appello rivolto ai media dal programma “Chi l'ha visto?”, di evitare la fuga di notizie non accertate, al fine di non ostacolare le indagini in corso.

Caso Maiorana: "Chi sa, parli!"

maioranaPerdere un figlio è innaturale.

Il dolore che prova chi sopravvive è sconfinato.

Fa male anche solo immaginarlo, figuriamoci se poi possiamo prenderlo, raddoppiarlo e viverlo.

Eppure qualcuno questo peso lo conosce bene e lo porta sulle proprie spalle con dignità e forza da anni.

Rossella Accardo è una Mamma Coraggio rimasta orfana due volte.

Marina Arduini il silenzio deve cessare

marina gruppo 5Può una giovane donna scomparire nel nulla senza provocare alcuna reazione?

È quello che è successo a Frosinone dopo la scomparsa di Marina Arduini, avvenuta sei anni fa.

In realtà, però, questa affermazione non è del tutto corretta, dal momento che l'esistenza di un'intera famiglia, da quel giorno, è sospesa nell'incertezza e nell'attesa.

Andiamo per ordine.

Marina Arduini ha 39 anni, è bella, solare e single e vive a Frosinone con i genitori. Nella medesima città lavora come commercialista in uno studio di cui è anche contitolare.

La sua vita è regolare, anche se negli ultimi tempi qualcosa la turba: ha scoperto che qualcuno ha falsificato la sua firma ben tre volte per richiedere a suo nome un finanziamento, che, fortunatamente, è riuscita a bloccare.

Nello stesso periodo viene vista litigare animatamente con l'ex amante, un pregiudicato.

Che egli c'entri qualcosa con questa storia, dal momento che la suddetta pratica è stata effettuata nel negozio di un suo amico intimo?

Inoltre qualcuno è entrato nello studio commercialista, di notte, mettendolo a soqquadro e non portando via nulla.

Il 19 febbraio 2007 Marina esce di casa con l'intenzione di recarsi in Questura, a Frosinone, per sporgere denuncia.

Di cosa, però, non lo sappiamo con certezza: per lo strano furto subito tre giorni prima o per qualche irregolarità trovata nel suo lavoro?

Sappiamo solo che doveva andare alla polizia, perché ne aveva parlato proprio il giorno prima alla sorella, durante uno dei soliti pranzi domenicali, quello che, però, sarebbe stato l'ultimo con tutta la famiglia Arduini al completo.

marina gruppoCrede di far presto Marina quel giorno, tanto che informa una collega del ritardo, ma conferma un appuntamento alla donna delle pulizie, fissato per l'ora di pranzo.

Tuttavia, dopo circa mezz'ora da questi sms, ne manda un altro, sempre alla donna delle pulizie, dicendole che non avrebbe fatto in tempo a tornare per le 13,00 e che si sarebbero viste un altro giorno. 

In questo breve lasso di tempo, chi ha incontrato Marina che le ha fatto cambiare i programmi per la giornata?

E, soprattutto, dove è andata, visto che in Questura non è mai arrivata?

Una testimonianza, che però suscita qualche dubbio, la colloca alla stazione Termini alle 11,26, ma le telecamere a circuito chiuso del posto non sono state mai visionate per confermare o smentire tale avvistamento.

I tabulati del telefono della donna, invece, dicono che si trovasse nel primo pomeriggio a Formia e poi alle 16 nella provincia di Salerno.

L'auto di Marina, infine, una Punto bianca, verrà fatta ritrovare a Roma, nel quartiere Tuscolano, in piazza Aruleno Celio Sabino, esattamente due anni dopo, il 19 febbraio 2009, attraverso una telefonata anonima ai Carabinieri di Cinecittà e sarà consegnata alla famiglia senza alcuna analisi da parte dei reparti della scientifica.

Ma torniamo ai momenti successivi alla scomparsa di Marina.

Pare che le luci del suo studio fossero accese la notte tra il 19 e il 20 febbraio ed è certo, invece, che, l'indomani, la donna delle pulizie abbia gettato diversi documenti, tanto che la scrivania di Marina risulterà vuota ai suoi familiari, accorsi lì alla ricerca di possibili tracce.

Qualche giorno dopo, il nipote del suo socio si reca a casa dei genitori di Marina con un uomo, la cui identità resta ancora un mistero: cerca l'hard disk, il PC o altri documenti della donna, ma a casa non c'è nulla.

Il computer di Marina non verrà mai ritrovato, mentre uno dei due hard disk, rinvenuto più tardi dalla famiglia, è ancora a disposizione dell'autorità competente per gli accertamenti del caso.

Marina è scomparsa da poco e le indagini sembrano prendere la direzione del sequestro, salvo poi arrestarsi bruscamente e terminare con un'archiviazione per allontanamento volontario.

Passano gli anni e dolore, silenzio e omertà diventano i “compagni di viaggio” della famiglia Arduini in questa attesa.

marina ritagliataArriviamo ad aprile dello scorso anno, quando la trasmissione televisiva “Chi l'ha visto?” decide di tornare a occuparsi del caso.

Per una strana coincidenza, – se così si può chiamare - il giorno successivo, strani ladri si introducono nella casa dei genitori di Marina.

La mettono in disordine, tirano fuori foto di Marina e se ne vanno quasi con nulla. Il giorno dopo qualcuno telefona al fratello e lo minaccia: “Vi ammazziamo tutti”.

Questo strano episodio spinge la Procura di Frosinone a riaprire il caso, ma, dopo un anno, la famiglia Arduini non ha ancora ricevuto alcuna risposta ufficiale.

Le domande che si pone sono tante, ma ne ha raccolte dieci in particolare e con esse ha deciso di lanciare una petizione online, con la speranza di smuovere le coscienze di chi sa e non parla, accelerare le indagini, svegliare l'opinione pubblica, far accendere i riflettori dei media su Marina e ottenere finalmente verità e giustizia.

La famiglia Arduini ha creato inoltre un blog che raccoglie la storia di Marina, le semplici indicazioni su come aderire alla petizione e su come mandare eventualmente segnalazioni anche anonime.

Può una giovane donna scomparire nel nulla senza provocare alcuna reazione?

Evidentemente in Italia si può, ma dopo sei anni è arrivato il momento di fare qualcosa: http://cerchiamomarina.blogspot.it

Marina Arduini sei anni di omertà

DSC06793Centinaia di fiaccole accese e silenziose che si aprono a ventaglio per andare a circondare e illuminare il piazzale della villa comunale a Frosinone. Così martedì 19 febbraio si è conclusa la manifestazione indetta dalla famiglia di Marina Arduini per ricordare la loro cara, misteriosamente scomparsa sei anni fa.

 Era il 19 febbraio 2007, infatti, quando Marina, come tutte le mattine, lasciava la propria abitazione per recarsi a lavoro. Quel giorno, però, Marina, di professione commercialista, si doveva recare a Roma per un appuntamento. Pare sia partita da Frosinone alle 9,16 e sarebbe stata vista da una conoscente alla stazione Termini alle ore 11,26. DSC06800Tuttavia l'abbigliamento di Marina riferito dalla testimone non coincide con gli abiti che la donna indossava al momento della scomparsa. Più tardi il suo cellulare aggancerà la cella telefonica di Formia per poi spegnersi a Salerno. La sua auto, una Fiat Punto, verrà invece ritrovata, grazie a una telefonata anonima, solo dopo due anni, parcheggiata nel quartiere Tuscolano di Roma.

DSC06805In questi anni la vita di Marina è stata analizzata sia dal punto di vista lavorativo, sia sentimentale, portando alla luce una relazione con un uomo sposato e affari pochi chiari all'interno della società per cui lavorava. Eppure nessuno di questi elementi ha mai portato a passi avanti significativi nelle indagini, che oggi rischiano un ulteriore, ennesimo, stop.

Qualche giorno prima della scomparsa di Marina, ignoti erano entrati nel suo studio, mettendolo a soqquadro. Sono forse gli stessi ignoti che qualche tempo dopo hanno invece messo sottosopra la casa dei signori Arduini? Questi “ladri” cercavano forse l'hard disk della donna? Quali misteri si nascondono dietro la scomparsa di Marina?

DSC06820Sono queste e molte altre le domande che si pone la famiglia Arduini, ieri sera ancora una volta in piazza per chiedere di non archiviare il fascicolo, di non spegnere ma anzi accendere i riflettori sulla scomparsa della loro cara, stanchi di sentir parlare di “allontanamento volontario”. Marina non se ne sarebbe mai andata così spontaneamente, non avrebbe lasciato i genitori, la sorella e i nipoti senza una parola per sei lunghi anni. A rendere più forte il messaggio della famiglia Arduini, ieri, in piazza a Frosinone c'era anche il Sindaco della città, Nicola Ottaviani, che ha denunciato, con parole forti, l'omertà di chi sa e non parla.

Marina Arduini sei anni di omertà

DSC06793Centinaia di fiaccole accese e silenziose che si aprono a ventaglio per andare a circondare e illuminare il piazzale della villa comunale a Frosinone. Così martedì 19 febbraio si è conclusa la manifestazione indetta dalla famiglia di Marina Arduini per ricordare la loro cara, misteriosamente scomparsa sei anni fa.

 Era il 19 febbraio 2007, infatti, quando Marina, come tutte le mattine, lasciava la propria abitazione per recarsi a lavoro. Quel giorno, però, Marina, di professione commercialista, si doveva recare a Roma per un appuntamento. Pare sia partita da Frosinone alle 9,16 e sarebbe stata vista da una conoscente alla stazione Termini alle ore 11,26. DSC06800Tuttavia l'abbigliamento di Marina riferito dalla testimone non coincide con gli abiti che la donna indossava al momento della scomparsa. Più tardi il suo cellulare aggancerà la cella telefonica di Formia per poi spegnersi a Salerno. La sua auto, una Fiat Punto, verrà invece ritrovata, grazie a una telefonata anonima, solo dopo due anni, parcheggiata nel quartiere Tuscolano di Roma.

DSC06805In questi anni la vita di Marina è stata analizzata sia dal punto di vista lavorativo, sia sentimentale, portando alla luce una relazione con un uomo sposato e affari pochi chiari all'interno della società per cui lavorava. Eppure nessuno di questi elementi ha mai portato a passi avanti significativi nelle indagini, che oggi rischiano un ulteriore, ennesimo, stop.

Qualche giorno prima della scomparsa di Marina, ignoti erano entrati nel suo studio, mettendolo a soqquadro. Sono forse gli stessi ignoti che qualche tempo dopo hanno invece messo sottosopra la casa dei signori Arduini? Questi “ladri” cercavano forse l'hard disk della donna? Quali misteri si nascondono dietro la scomparsa di Marina?

DSC06820Sono queste e molte altre le domande che si pone la famiglia Arduini, ieri sera ancora una volta in piazza per chiedere di non archiviare il fascicolo, di non spegnere ma anzi accendere i riflettori sulla scomparsa della loro cara, stanchi di sentir parlare di “allontanamento volontario”. Marina non se ne sarebbe mai andata così spontaneamente, non avrebbe lasciato i genitori, la sorella e i nipoti senza una parola per sei lunghi anni. A rendere più forte il messaggio della famiglia Arduini, ieri, in piazza a Frosinone c'era anche il Sindaco della città, Nicola Ottaviani, che ha denunciato, con parole forti, l'omertà di chi sa e non parla.

  • Pubblicato in Lazio

Un evento mondiale "Emanuela Orlandi"

FOTO PIETRO ORLANDIIn 75 giorni, 74 nazioni coinvolte, tutte le regioni e province italiane, 96.421 adesioni, quasi 1330 adesioni al giorno.

Questi sono i dati del 2012 della petizione per la verità su Emanuela Orlandi e può sembrare mera statistica, ma è un evento di risonanza mondiale.

Le adesioni a oggi sono 110.352 e continuano a crescere, ogni giorno centinaia, a volte migliaia di persone in tutto il mondo hanno un pensiero per Emanuela Orlandi e si accomunano con questa battaglia per la ricerca di una verità che ormai da trenta anni è proditoriamente celata e custodita in gran segreto.

Emanuela la sorella di tutti”, sembra quasi uno slogan, invece è un sentimento reale che si è generato spontaneamente tra la gente, che ha inserito questa ragazza tra i propri affetti e che quasi ogni giorno ne parla con tante altre persone nei social network.

Ancora di più questo sentimento si manifesta se si ha l’occasione di conoscere Pietro, il fratello di Emanuela, e di come combatte con determinazione contro avversari che ben si identificano con i mulini a vento di Don Chisciotte, ma sempre con educazione mai fuori le righe, consapevole di essere nel giusto.

Con questa sua moderazione ha comunque concentrato su di se e sulla sua vicenda altre situazioni analoghe, dove le famiglie sono abbandonate dalle autorità, e di come a volte si insabbino vicende che prendono vie che portano a chissà quale situazione che non può essere svelata.

Intrighi internazionali, malavita e tutti quei soggetti e protagonisti che fanno il successo dei romanzi d’autore, sono all’interno della vicenda di Emanuela e di altri simili drammi che hanno sconvolto famiglie.

Pietro vuole raggiungere un milione di adesioni, sarà dura ma sicuramente è un obiettivo che può essere di molto avvicinato.

Raggiungerlo rappresenterebbe aver generato un ammonimento tonante, che con gentile fermezza, chiede a gran voce solo ed esclusivamente la verità

Per firmare la petizione: Http://Www.Emanuelaorlandi.It/

Un evento mondiale "Emanuela Orlandi"

FOTO PIETRO ORLANDIIn 75 giorni, 74 nazioni coinvolte, tutte le regioni e province italiane, 96.421 adesioni, quasi 1330 adesioni al giorno.

Questi sono i dati del 2012 della petizione per la verità su Emanuela Orlandi e può sembrare mera statistica, ma è un evento di risonanza mondiale.

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