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updated 2:10 PM CEST, Jul 16, 2019

Voto in Spagna: ole'

Flag of Spain.svgIl complessivo voto per il rinnovo del Parlamento spagnolo ha decretato l’estinzione del fenomeno politico caratterizzato dall’avvicendamento storico di due compatte realtà contrastanti; in questo caso della sinistra e della destra moderate, che, dalla caduta del dittatore Franco avvenuta esattamente quarant’anni fa, sono stati le autorevoli protagoniste della scena.

Alle elezioni si sono presentati per esprimere regolarmente una scelta il 73,20 % dei cittadini; alla fine ha avuto la meglio, solo formalmente, il classico partido popular del presidente del Consiglio uscente Rajoy, che si può ritenere ancora leader ma godendo di una non ampia percentuale di elettori fidati, ossia il 28,7%, tallonato dai socialisti di vecchio pelo del Psoe, che si fregiano del 22,01% dei favori, precedendo a loro volta di pochissimo i freschi seguaci di Podemos, che si attestano al 20,65%, ma dovendo tenere d’occhio la posizione di Ciudadanos, partito che si espone anch’esso per la prima volta a tutto spiano, ancorato al 13,93%.

Un incidente stradale è per sempre

incidente stradale1Via libera dato in generale dai deputati, avvalorato da 276 di codesti nonostante il dissenso di 26 colleghi, e contando l’interrogativo che resta per 101 esponenti anch’essi della Camera, a proposito della richiesta di punire con dettame legislativo i cittadini per i crimini che si commettono percorrendo le strade a rischio anche della propria vita, oltre che per le ferite provocabili in privato sempre a seguito di una cattiva condotta urbana ed extraurbana.

Il documento riporta variazioni in merito a svariati punti discussi dopo il parere favorevole espresso suppergiù dai senatori il 10 giugno; per esempio aumenta di un anno la condanna minore, da scontare quindi per un lustro.

Si aspetta da qui a poco in quel di Palazzo Madama l’ultima analisi, la terza, sulla complessità della norma; con l’intento, sussurrato dal Consiglio dei Ministri, d’istituire concretamente questo nuovo aspetto costituzionale prima dell’inizio dell’anno nuovo.

Altri nodi cruciali che stanno venendo oramai al pettine riguardano la detenzione certa per una dozzina d’anni d’applicare agl’individui che causano la morte per effetto di alcol o di sostanze stupefacenti; la sospensione, del diritto di guidare un veicolo, prolungabile per un trentennio; e la duplicazione del termine di decadenza ai fini del processo giudiziario.

Politica, scontro sulla legge elettorale

schede elettoraliDopo l’incontro di sabato scorso fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per la nuova legge elettorale, i buoni propositi sembrano svanire. Gli elementi della discordia sono la clausola “salva-Lega” e l’appuntamento del testo in Aula.

Nonostante la Commissione Affari Costituzionali della Camera sia a lavoro dalle ore 15:00, il testo della nuova legge non è ancora pronto. A frenare i lavori c’è la contrarietà degli esponenti democratici a una norma che aiuterebbe la Lega Nord bypassando il limite fissato.

Un altro problema che sta frenando il procedimento è legato ai tempi. Sel –che sabato e domenica sarà impegnata al Congresso di Riccione- chiede di sospendere i lavori nella fine settimana. Le novità della proposta di legge sono: abolizione del Senato; premio di maggioranza alla coalizione che prenda il 35% dei voti; eventuale ballottaggio se nessuno raggiunge il 35%; sbarramento per partiti coalizzati (5%), coalizioni (12%) e partiti che si presentano da soli (8%); liste con quattro candidati indicati dai partiti.

Così dopo i primi segni di euforia di berlusconiani e renziani, arrivano le prima difficoltà. Anche se non sono le prime che si registrano dopo l’incontro di sabato scorso. Sulle preferenze in casa Pd si sono visti i primi malumori. Addirittura Gianni Cuperlo si è dimesso dalla presidenza.  Nuovo centrodestra, Scelta civica e Popolari per l’Italia chiedono l’eliminazione delle liste bloccate, in vigore nel Porcellum. Anche Movimento 5 stelle critica l’Italicum, da Grillo ribattezzato “pregiudicatellum”. Intanto il relatore del testo, Paolo Sisto di Forza Italia minimizza.

Priorità Italiche

riflessioni2Riflessioni di un'Editore.

All'inizio della mia avventura di Editore, scrivevo questo: "In questi ultimi mesi, parlando a lungo, sulle difficoltà a far conoscere “la Cultura” e sapere “la Notizia” si è rafforzata in me la convinzione che, al contrario di tutte le apparenze, la Cultura e l’Informazione (non a caso le iniziali sono in maiuscolo) siano, oggi, cosa viva, palpitante e forte, pur se costrette in una nicchia l’una, in una sorta di censura l’altra; e che, analogamente, la riflessione critica su di esse sia una realtà evidente."

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