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updated 8:46 PM CET, Nov 10, 2019

Un evento mondiale "Emanuela Orlandi"

FOTO PIETRO ORLANDIIn 75 giorni, 74 nazioni coinvolte, tutte le regioni e province italiane, 96.421 adesioni, quasi 1330 adesioni al giorno.

Questi sono i dati del 2012 della petizione per la verità su Emanuela Orlandi e può sembrare mera statistica, ma è un evento di risonanza mondiale.

Le adesioni a oggi sono 110.352 e continuano a crescere, ogni giorno centinaia, a volte migliaia di persone in tutto il mondo hanno un pensiero per Emanuela Orlandi e si accomunano con questa battaglia per la ricerca di una verità che ormai da trenta anni è proditoriamente celata e custodita in gran segreto.

Emanuela la sorella di tutti”, sembra quasi uno slogan, invece è un sentimento reale che si è generato spontaneamente tra la gente, che ha inserito questa ragazza tra i propri affetti e che quasi ogni giorno ne parla con tante altre persone nei social network.

Ancora di più questo sentimento si manifesta se si ha l’occasione di conoscere Pietro, il fratello di Emanuela, e di come combatte con determinazione contro avversari che ben si identificano con i mulini a vento di Don Chisciotte, ma sempre con educazione mai fuori le righe, consapevole di essere nel giusto.

Con questa sua moderazione ha comunque concentrato su di se e sulla sua vicenda altre situazioni analoghe, dove le famiglie sono abbandonate dalle autorità, e di come a volte si insabbino vicende che prendono vie che portano a chissà quale situazione che non può essere svelata.

Intrighi internazionali, malavita e tutti quei soggetti e protagonisti che fanno il successo dei romanzi d’autore, sono all’interno della vicenda di Emanuela e di altri simili drammi che hanno sconvolto famiglie.

Pietro vuole raggiungere un milione di adesioni, sarà dura ma sicuramente è un obiettivo che può essere di molto avvicinato.

Raggiungerlo rappresenterebbe aver generato un ammonimento tonante, che con gentile fermezza, chiede a gran voce solo ed esclusivamente la verità

Per firmare la petizione: Http://Www.Emanuelaorlandi.It/

Un evento mondiale "Emanuela Orlandi"

FOTO PIETRO ORLANDIIn 75 giorni, 74 nazioni coinvolte, tutte le regioni e province italiane, 96.421 adesioni, quasi 1330 adesioni al giorno.

Questi sono i dati del 2012 della petizione per la verità su Emanuela Orlandi e può sembrare mera statistica, ma è un evento di risonanza mondiale.

"Il segreto di Emanuela Orlandi ". La parola all’autore Pino Nazio

PINONAZIOL’hanno ucciso in via del Pellegrino a Roma nel 1990 e l’hanno sepolto nella Basilica di Sant’Apolinnare, in un sarcofago come quello di Papa Giovanni XXIII. Nel 1997 hanno denunciato quella indegna sepoltura senza che nulla accadesse. Lo hanno fatto di nuovo nel 2005. Solo nel maggio del 2012 gli uomini della procura di Roma sono intervenuti con i loro periti alla ricerca del corpo di Emanuela Orlandi, cominciando ad aprire la tomba del boss della Banda della Magliana, Renatino De Pedis. Il più grande mistero internazionale degli ultimi trenta anni è quello che racconta il nuovo romanzo-verità di Pino Nazio. Da più di trenta anni cronista e scrittore, si è occupato di grandi casi di cronaca nera, nell’”Italia dei Misteri”. Come autore e inviato ha partecipato a una dozzina di edizioni di “Chi l’ha visto?”, due anni fa, sempre con Sovera, ha dato alle stampe la storia del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito dai Corleonesi e, dopo 779 giorni di terribile prigionia, eliminato in modo terribile. Dopo essersi occupato della vicenda della quindicenne vaticana per il programma di Rai 3, ha messo insieme alcune testimonianze esclusive, moltissimi documenti, anche riservati, ha collegato tutti gli elementi sulla  scomparsa, per arrivare a delle conclusioni per molti versi originali.

DSC 0723D- Del caso Orlandi si sono occupati molti giornalisti, sono stati scritti diversi libri, c’era bisogno di un nuovo prodotto editoriale?

P.N.-  Assolutamente sì. La visione del caso che propongo in questo ultimo lavoro rappresenta un modo originale per analizzare i fatti. Innanzitutto la chiave scelta per descrivere la vicenda non è quella del saggio, ma si avvicina al romanzo. Un romanzo che, partendo da una aderenza assoluta alla realtà, espone la vicenda in modo accattivante per rendere piacevole la lettura. Se sono riuscito in questo tentativo, lo diranno i lettori. Il metodo che i due protagonisti della storia, Nicolò e Lorenzo, usano è rigorosamente scientifico. Parte dall’analisi scrupolosa degli eventi, analizza le dichiarazioni ufficiali e le collega alle verità meno note della vicenda. Da questa operazione esce un quadro di insieme che permette di immaginare agevolmente quale è stato il destino della ragazza, sparita il 22 giugno del 1983, e il movente della sua scomparsa.

DSC 0741D- Lei parla di novità, quali sono quelle principali?

P.N.-  Nel corso del mio lavoro, oltre a venire in contatto con investigatori e inquirenti, ho raccolto le confidenze inedite di tanti protagonisti e testimoni. C’è il racconto di chi ha vissuto gli anni in cui, attorno alle finanze vaticane, venivano movimentati miliardi di lire per mantenere la comunità polacca in Italia, durante lo scontro tra il sindacato cattolico Solidarnosc e il regime comunista di Jaruzelski. Ho parlato con il segretario di un potente cardinale che mi ha rivelato i colloqui, mai resi pubblici, tra lui e il responsabile dei Servizi segreti della Santa Sede. Ho avvicinato il prelato che custodisce i segreti della Basilica di Sant’Apollinare.  Conosco chi ha scattato delle foto segrete a Karol Wojtyla, chi ha sentito gli uomini di De Pedis parlare del rapimento di una ragazza, chi ha trasportato con Licio Gelli i documenti sulla giovane cittadina vaticana. Nel libro c’è anche la descrizione del “favore che Renatino fece al cardinal Poletti all’epoca”, secondo una famosa telefonata arrivata a “Chi l’ha visto?. Ho tenuto in mano le banconote che sarebbero servite a pagare il riscatto per la liberazione di Emanuela….

DSC 0683D- Soldi del riscatto? Una assoluta novità. Ma la liberazione non avvenne mai…

P.N.-  Il libro ricostruisce tutta la vicenda quasi in modo scientifico, naturalmente ci sono delle zone grigie e nere, dove nessuno è mai riuscito a entrare. Questo libro si spinge fino al massimo in cui ci si possa spingere, rende gli eventi intellegibili, anche quelli più oscuri. I motivi per cui la liberazione non arrivò possono essere molteplici. La lettura aiuta a capirli.

DSC 0732D- Ma se tutto è così chiaro, perché la storia di Emanuela è ancora avvolta nel mistero?

P.N.-  Proprio perché sul destino di questa sfortunata quindicenne si sono accaniti personaggi senza scrupoli, in un momento particolare della storia non solo italiana. Il 1983 è l’anno di uno scontro durissimo tra le due superpotenze Usa e Urss, con il dispiegamento dello scudo spaziale e dei missili intercontinentali, il punto più alto della sfida che culminerà con la caduta del Muro di Berlino, solamente sei anni dopo. È l’anno in cui Papa Wojtyla mette tutta la sua energia, e le finanze vaticane, al servizio della lotta contro il comunismo. L’anno in cui si consuma uno scontro di potere nella finanza che coinvolge il Banco Ambrosiano, travolto da un enorme crack, e lo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione. L’anno in cui su Roma estende i suoi tentacoli la piovra della Banda della Magliana, che aveva rapporti intimi con i Servizi deviati, la loggia massonica segreta P2, i politici corrotti, la mafia di Totò Riina e Pippo Calò. L’anno in cui i soldi provenienti dai traffici illeciti e dalla droga agli appalti truccati possono essere facilmente riciclati, presentandosi a uno sportello dentro le Mura Leonine della Città del Vaticano.

CopertinaNazioOrlandiD- E la scomparsa di Emanuela ha una relazione con tutto questo?

P.N.-  La scomparsa è il prodotto di tutto ciò e, al tempo stesso, la molla perché questo intreccio si alimenti ulteriormente. E’ quello che ho cercato di descrivere nel libro.

D- Quindi, una specie di spy story?

P.N.-  Una storia che ha cento diramazioni, come un labirinto, con una sola via d’uscita che ho provato a illuminare. Ma è anche un intenso dramma familiare. Anzi di più famiglie, se si pensa all’altra vicenda collegata alla Orlandi, della scomparsa avvenuta a Roma in quel periodo, quella di Mirella Gregori. Destini di persone normali dilaniati nei sentimenti che vengono catapultati nel tritacarne mediatico, nelle indagini infinite, nei depistaggi e nelle omissioni.

D- Se le premesse sono così aderenti alla realtà, perché ha scritto un romanzo e non un saggio?

P.N.-  Perché la storia di Emanuela Orlandi è un romanzo. Nemmeno il più ispirato John Le Carré, il più sofisticato Graham Green, avrebbero potuto immaginare un intreccio che coinvolgesse i Servizi segreti di una decina di paesi, l’attentato a un Papa, un crack finanziario di grandi proporzioni, una loggia segreta, potenti organizzazioni criminali che allungano le loro ombre sulla scomparsa di una quindicenne. Raccontare i fatti è già un intreccio narrativo incredibile. Togliere a questo intreccio la noia, le formule e la ripetitività necessarie a un saggio, creano già un romanzo. Di saggi ne sono stati scritti molti, anche se alcuni ricostruiscono la vicenda fino a farla diventare fantascienza. Con “Il segreto di Emanuela Orlandi” ho cercato di dare la possibilità di vedere questa storia incredibile con la passione e il coinvolgimento tipico della narrativa.

DSC 0763D- Come in una fiction. Ogni fiction che si rispetti ha i suoi interpreti…

P.N.-  I personaggi di questa fiction sono tutti reali, ma non hanno nulla da invidiare a quelli inventati che vivono nei romanzi. Basta scorrere i nomi dei protagonisti per capirlo. Da Papa Wojtyla a Sandro Pertini, da Roberto Calvi a Paul Marcinkus, da Alì Agca a Renatino De Pedis a Sabrina Minardi. Questo per citare i nomi noti. Poi ci sono decine di figure meno conosciute che sono ancora più pittoresche o drammatiche – a seconda della lente con cui si osservano - come il pentito della Banda della Magliana, il potente cardinale, l’agente dei Servizi segreti infedele, il dipendente del Vaticano reticente, la testimone impazzita, l’investigatore prigioniero dei fantasmi del passato, il cronista integerrimo, il fratello ostinato, la fotografa ossessionata, il politico corrotto. Tutti personaggi realmente esistiti. Ogni riferimento ai fatti non è mai casuale. (Foto A.F.)

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