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updated 6:25 PM CEST, Jun 17, 2019

Bruno Mohorovich…

copertina tempo al tempo

Nato a Buenos Aires il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia.

Roberta Calce – Sottosopra (La Caravella Editrice)

copertineautoriEcco una poetessa solidale, che riesce a spuntare a sorpresa per rigenerare dei sentimenti, conoscendo i propri limiti per riderci sopra, a tal punto da poter considerarla inimitabile, vera.

A fronte delle condanne che il genere umano sollecita da sé, dovendo piuttosto stare a stretto contatto per vivere amorevolmente.

Il desiderio di ridare il giusto significato a tutto ciò che si vede, assistendo da perfetti innocenti, daccapo, al film della propria esistenza, batte dentro Roberta Calce; una donna che ha la fortuna, subito l’inganno morale, di ricevere del sano conforto, svincolandosi dalle riflessioni quotidiane che di contro scaturiscono da una sorta di autorevolezza irrispettosa, che in fondo chiunque non è in grado di determinare.

Come nella più fitta vegetazione, Roberta si muove eternamente ispirata, seguendo la retta via riconoscibile da un riferimento in carne e ossa, purché lei mantenga fede liberamente agli spazi che si crea.

Giorno della memoria – i bambini di Terezin

download 1 2Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è il  “Giorno della Memoria”: il ricordo della Shoah, delle leggi razziali, della persecuzione dei cittadini ebrei e della deportazione.

Terezin è considerato un luogo simbolo, vediamo perché.

A Terezin, su un’area che aveva contenuto in precedenza 6-7.000 abitanti, fu stipata, per ondate successive, una popolazione che raggiunse, nel 1942, più di  87.000 persone.

Terezin è una città della Cecoslovacchia che servì da ghetto tra il 1941 e il 1945, per circa 140.000 ebrei ivi deportati dai nazisti dall’Europa Centrale e Orientale.

Fra i prigionieri del ghetto di questa città ci furono all’incirca 15.000 bambini, compresi i neonati. Erano in prevalenza bambini degli ebrei cechi, deportati insieme ai genitori, in un flusso continuo di trasporti fin dagli inizi dell’esistenza del ghetto. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz. Dopo la guerra non ne ritornò nemmeno un centinaio e di questi molti avevano meno di quattordici anni.

I bambini sopportarono il destino del campo di concentramento assieme agli altri prigionieri di Terezin.

Tutti i piccoli soffrirono assieme agli altri le misere condizioni igieniche e abitative e la fame. Soffrirono anche per il distacco dalle famiglie e per il fatto di non poter vivere e divertirsi come bambini. Per un certo periodo i prigionieri adulti riuscirono ad alleviare le condizioni di vita dei ragazzi facendo sì che venissero concentrati nelle case per i bambini.

50497-1In queste, operarono educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono, nonostante le infinite difficoltà e nel quadro di limitate possibilità, a organizzare per loro una vita giornaliera e perfino l’insegnamento clandestino. Sotto la guida degli educatori i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte iniziative culturali preparate dai detenuti. E non furono solo ascoltatori: molti di essi divennero attivi partecipanti a questi avvenimenti, fondarono circoli di recitazione e di canto, facevano teatro per i bambini. Dei ragazzi di Terezin scrivevano anche poesie. Una parte di questa eredità letteraria si è conservata.

L’educazione figurativa veniva organizzata nelle case dei bambini secondo un piano preciso. Le ore di disegno erano dirette dall’artista Friedl Dicker Brandejsovà che nel blocco L417 creò una classe di disegno e pittura destinata ai ragazzi, che erano spinti a lavorare seguendo la loro fantasia.

giornata della memoria 27 gennaioIl risultato di questa attività furono migliaia di disegni; la Dicker-Brandeis ne nascose oltre 4.000 in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa raccolta riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Questi disegni ora fanno parte delle collezioni del Museo Statale Ebraico di Praga.

I ragazzi utilizzavano i più vari tipi e formati della pessima carta di guerra, ciò che potevano trovare, spesso utilizzando i formulari già stampati di Terezin, le carte assorbenti. Per il lavoro figurativo i sussidi a disposizione non bastavano e i bambini dovevano prestarseli a vicenda.

Sotto l’aspetto tematico i disegni si possono suddividere in due gruppi fondamentali: da una parte di disegni a tematica infantile, in cui i piccoli autori tornavano alla loro infanzia perduta. Disegnavano giocattoli, piatti pieni di cose da mangiare, raffiguravano l’ambiente della casa perduta.

Disegnavano e dipingevano prati pieni di fiori e farfalle in fiore e farfalle in volo, motivi di fiaba, giochi di bambini. La maggior parte della collezione comprende questo tipo di disegni. Il secondo gruppo è formato da disegni con motivi del ghetto di Terezin.

Raffigurano la cruda realtà in cui i bambini erano costretti a vivere. Qui incontriamo i disegni delle caserme di Terezin, dei blocchi e delle strade, dei baraccamenti con i letti a tre piani e i guardiani. Ma i bambini disegnavano anche i malati, l’ospedale, il trasporto, il funerale o un’esecuzione.

images 2Nonostante tutto però i piccoli di Terezin credevano in un domani migliore. Espressero questa loro speranza nei loro disegni in cui hanno raffigurato il ritorno a casa. Sui disegni c’è di solito la firma del bambino, talvolta la data di nascita e di deportazione a Terezin e da Terezin. La data di deportazione da Terezin è anche in genere l’ultima notizia del bambino. Questo è tutto quanto sappiano sugli autori dei disegni, ex prigionieri bambini del ghetto nazista di Terezin. La stragrande maggioranza di loro morì. Ma è rimasto conservato il  lascito letterario e figurativo che a noi parla delle sofferenze e delle speranze perdute.

E noi per questo, non dobbiamo dimenticarli.

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