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updated 5:22 PM CEST, Oct 19, 2019

Mamma coraggio -Storia di un'attesa senza resa-

libro-due 700x768Una donna, ma soprattutto una mamma che non si arrende e che cerca risposte per colmare quel vuoto enorme dentro l'anima e il cuore.

Un figlio morto si può piangere, ma un figlio scomparso nel nulla, è una ferita aperta che non si può cicatrizzare e sanguina giorno dopo giorno, in uno stillicidio incessante che porta solo tormento e disperazione.

L'appuntamento è per domenica 4 maggio alle ore 15.30 a Pieve di Romena, Pratovecchio (Ar) con Caterina Migliazza Catalano, che da ben 9 anni cerca suo figlio Fabrizio misteriosamente scomparso.

Senza Traccia: appello della mamma di Salvatore Colletta

Salvatore-Colletta-2Ancora troppe sono le persone che ogni giorno spariscono nel nulla, inghiottite dalla terra, fagocitate e di cui non si hanno più notizie.

Nella sola Sicilia dal 1973 a oggi sono scomparse ben 2.678 persone (dato aggiornato al giugno 2013).

Una di queste è il giovanissimo Salvatore Colletta che al momento della scomparsa, avvenuta a Casteldaccia (PA) aveva  solo 15 anni.

Alla fine di questo mese ricorre il triste anniversario, quello della sua sparizione e la madre ha voluto fare l'ennesimo, accorato appello, che di seguito riportiamo: 

Sono passati 22 anni da quel terribile 31 marzo 1992.  Questi non sono semplici numeri, ma anni di sofferenza, di pianti, di dolore e di ricerche assidue e costanti per trovare te, Salvatore.

Sono anni di angoscia, anni che mai nessuno ci potrà restituire se non con la tua presenza che fino a oggi ci è mancata. Non abbiamo smesso mai, nemmeno un solo giorno, di lottare per avere tue notizie. Quotidianamente tu, Salvo, sei un pensiero fisso e indelebile nella nostra mente!

SENZA TRACCIA: SALVATORE COLLETTA E MARIANO FARINA

Come potrebbe essere oggiIl 5 dicembre compirà 37 anni Salvatore Colletta scomparso nel 1992 

Il coraggio e la speranza della sorella Mariagrazia che non si è mai arresa 

La Sicilia, questa bellissima terra che dal 1973 a oggi ha visto sparire, inghiottire nel nulla ben 2.400 persone è lo scenario drammatico in cui ci troviamo.

“Basta silenzio, vogliamo la verità!”

Dalla terra degli scomparsi un grido si alza: “Basta silenzio, vogliamo la verità!” 

996731 589852087721920 1379545678 nDal 1973 a oggi solo in Sicilia sono scomparse ben 2.400 persone: genitori, figli, mariti, mogli e amici di cui non si hanno più notizie.

La cosa che fa più male, che rende tutto più assurdo, è la mancanza di notizie.

È l’assoluto silenzio che in molti casi regna su queste sparizioni, come se nulla fosse mai capitato, come se rientrasse nella normalità di tutti i giorni.

Per questo motivo i familiari degli scomparsi stanchi di uno Stato molte volte assente, chiedono strumenti giuridici e soprattutto mezzi più efficaci nella ricerca dei loro cari.

"Senza Traccia": La scomparsa di Sergio Isidori: 34 anni tra ricerche e speranze

1442120758 da bambinoIl 23 aprile scorso ricorreva un anniversario, purtroppo in questo caso, non felice.

Trentaquattro anni di ricerche, d’indagini, d’inchieste, di domande, di estenuanti controlli per non arrivare ancora a una soluzione e finalmente poter scrivere la parola “fine”. Stiamo parlando della scomparsa del piccolo Sergio Isidori.

Una delle cose peggiori che può capitare a un genitore, oltre sicuramente la morte, è la sparizione di un figlio; come nelle peggiori delle favole, dove una mano sconosciuta appare dal nulla e afferra la creatura, per portarla in un mondo lontano.

Così, è accaduto anche qui, ma non è fantasia, è cruda e terribile realtà, perché 34 anni fa in una frazione di Macerata esattamente a Villa Potenza, un bambino si è volatilizzato quasi davanti agli occhi della gente.

La famiglia, disperata, da allora non ha mai spesso di cercare e di sperare, anche perché sono ancora tante le cose che non quadrano. Ne abbiamo parlato con la sorella Giorgia Isidori, ponendole alcune domande.

Sono trascorsi 34 anni dalla scomparsa di suo fratello Sergio Isidori. Lei che idea si è fatta?

Mio fratello all’età di soli 5 anni e mezzo scompare misteriosamente il pomeriggio del 23 aprile 1979. Mia madre gli aveva preparato la merenda e lui com’era solito scendeva sotto casa per andare nel retro a giocare con l’altro mio fratello più grande. Insieme alla mia famiglia crediamo che sia stato adescato, poi preso da qualcuno e portato via.

Secondo lei qualcuno quel giorno in paese, ha visto qualcosa e non ha parlato?

Ci sono state due testimonianze importanti: quella di un camionista che aveva il proprio camion parcheggiato sotto la nostra abitazione che dichiara di aver visto Sergio giocare con alcuni bambini, l’altra rilasciata da un bambino poco più grande di Sergio, amico dell’altro mio fratello, che dice che Sergio lo ha visto di spalle allontanarsi per mano a qualcuno un po’ più alto di lui.1239699780380Sergio Isidori

Il “famoso” parroco Don Mario Buongarzoni che ha scritto quel racconto così simile alla vicenda, a suo avviso, sa qualcosa della scomparsa ma non vuol parlare?

Il sacerdote in questione negli anni ’90 scrisse un libro in cui inserì un capitolo: “Il bambino scomparso” raccontando nei suoi passaggi la vicenda della scomparsa di mio fratello, ma senza farne nome, tracciandone un finale tragico. Insieme alla mia famiglia crediamo che debba chiarire alcuni aspetti citati nel libro. Il sacerdote sostiene che si tratta di pura fantasia. Dopo la riapertura del caso a distanza di 30 anni è stato ascoltato dagli inquirenti, ma ancora non sappiamo cosa abbia detto.

Le indagini sono state portate avanti seguendo tutte le tracce?

Le indagini condotte dai Carabinieri di Macerata all’epoca dei fatti, nel 1979, sono state superficiali e senza alcun tipo di strategia investigativa; molto elementari e anche vergognose. Il Maresciallo dei Carabinieri di Macerata non era assolutamente all’altezza del caso. Mio padre poi si è messo in moto da solo per cercare Sergio e successivamente, ha assunto un investigatore privato.

Se sapesse che oggi suo fratello è vivo, ma dall’altra parte del mondo, e non ricorda nulla del suo passato, che cosa farebbe o gli direbbe?

Gli chiederei se ha dei dubbi o domande sulla propria identità e se conosce davvero tutto del suo passato. Lo inviterei con discrezione a scavare dentro di sé e sulle persone che ha attorno o con cui ha vissuto.

Fotoinvecchiamento2010Per inviare segnalazioni, può dare un indirizzo o una mail, dove scrivere?

Chiunque abbia delle informazioni o segnalazioni si rivolga a:

   Questura di Macerata  Ufficio Minori  -

Tel. +39 - 733/254653

   o al numero privato: +39 - 334.5477604

Nell’articolo potete vedere una foto di Sergio Isidori al momento della scomparsa e un foto ritocco con un invecchiamento effettuato nel 2010.

Com’è normale la famiglia non smetterà mai di cercare la verità e di sperare che giungano segnalazioni o informazioni utili, che possano aiutare gli inquirenti nelle indagini che, come abbiamo appreso, sono state approssimative.

Da parte nostra, daremo tutto il sostegno a queste persone affinché si possa raggiungere Sergio Isidori, dovunque egli oggi si trovi.

SENZA TRACCIA: Sergio Isidori, la storia di un bambino scomparso 34 anni fa

1239699780380Sergio Isidori

Pensate solo per un attimo a quanto male si prova, quando un parente, un amico scompare nel nulla e adesso, immaginate se a volatilizzarsi è un bambino.  Il dolore diviene insopportabile. 

Eppure, quanti casi fino a oggi abbiamo sentito di bambini che sono scomparsi nel nulla? I dati parlano di cifre impressionanti, a conferma di un fenomeno quanto mai esteso, che sembra non conoscere fine. Nonostante i mezzi delle polizie di tutto il mondo, i casi di minori spariti nel nulla sono in aumento. Alcuni sono entrati nelle pagine di cronaca dei media, diventando storie seguite con ansia e apprensione da milioni di persone. La maggior parte però finisce nel limbo, poco o per nulla conosciuti dai più. Si parla di una stima di 8 milioni di bambini che scompaiono ogni anno nel mondo, quasi 22 mila al giorno. Solo nel 2011 i minori scomparsi in Italia sono 78. Bambini scomparsi di recente che si uniscono a quelli di cui non si sa nulla da anni. 

Ecco perché è giusto non dimenticarli. Dietro a una foto ingiallita, c’è una storia e una famiglia che non ha mai smesso di sperare e di cercare. 

Questo è anche il caso di Sergio Isidori di cui il 23 aprile ricorrono ben 34 anni dalla sua scomparsa. 

Era il 1979 e Sergio Isidori aveva soltanto 5 anni, viveva a Villa Potenza, frazione di Macerata, con la sua famiglia.

 Il pomeriggio del 23 aprile verso le ore 15.30 Sergio Isidori andò a giocare dietro casa con alcuni amici. Prima di uscire, il bambino disse alla madre che sarebbe andato sotto casa per giocare con il fratello Gianmaria, che era sceso da solo verso le ore 15:00. La madre ha successivamente spiegato che il figlio era solito uscire da solo dal portone di casa per andare a giocare a lato della casa o sotto l’abitazione stessa, dove si trovava l'officina di famiglia. 

A Villa Potenza, quel pomeriggio del 23 aprile 1979, c'era molta gente, perché si celebravano i funerali del parroco don Ennio Salvadei appena venuto a mancare. La chiesa era gremita e chi non aveva trovato posto al suo interno, si era sistemato all'esterno o lungo la strada.

 Nelle ore corrispondenti alla cerimonia del funerale e al corteo funebre, Sergio Isidori si sarebbe dovuto trovare nello spiazzo di fronte alla sua casa, dove c'era l'officina del padre. Invece, il gestore della pompa di benzina che all'epoca si trovava accanto alla casa degli Isidori disse di non aver visto il piccolo quel giorno. Anche lo zio del bambino Giuseppe Isidori, che lavorava nell'officina di famiglia, e la fioraia, successivamente spiegarono di aver visto altri bambini, ma non Sergio.

 Quando Gianmaria Isidori, il fratello di Sergio, rientrò in casa da solo, la madre gli chiese subito notizie del fratello, domandandogli se fosse rimasto fuori o nell'officina, ma Gianmaria rispose che non l'aveva visto quel pomeriggio. Appena rientrato il padre dal lavoro, la moglie lo avvertì subito della scomparsa del bambino.

 Un primo testimone (un camionista, conoscente della famiglia Isidori) disse invece di averlo visto giocare davanti casa con altri ragazzini. Una seconda testimonianza è quella di un amico del piccolo, che dirà di averlo notato prima davanti casa, poi, al passaggio del corteo funebre, lo avrebbe visto allontanarsi verso una vicina strada in salita, in compagnia di “ Un bambino poco più grande di lui, dai capelli biondi e con un cappello a visiera”. A queste dichiarazioni si aggiunge quella resa e verbalizzata da una donna che confermerebbe l'allontanamento di Sergio Isidori insieme a un altro bambino.

 Gli inquirenti si posero la domanda se veramente si potesse trattare di un altro bambino, o di un uomo molto basso. E se fosse così, chi era? Sergio Isidori lo conosceva e si fidava, tanto da seguirlo?

 Non bastò la disperazione in cui cadde la famiglia, il giorno dopo, una donna del paese ricevette una telefonata anonima che, pur sbagliando numero, fece una richiesta di ben 50 milioni di lire per riavere il bambino. (La signora, all'epoca, aveva un numero telefonico molto simile a quello della famiglia Isidori, e differiva soltanto per un numero).

 Chi effettuò quella telefonata?

 In seguito i familiari ricevettero altre telefonate anonime e poi un susseguirsi di veggenti e cartomanti che, nel corso delle indagini, apparirono alla famiglia cercando di carpirne del denaro. Alcune di queste persone, sono state indagate e rinviate a giudizio per estorsione.

 Naturalmente la speranza per la famiglia non si è mai spenta e difatti nel 1991 nuove vicende sono apparse in un libro, scritto da Don Mario Buongarzoni, un sacerdote molto conosciuto in città. Il parroco di Macerata che in quell’anno scrisse un racconto che ricalcava la vicenda, ipotizzando che il bimbo fosse finito nelle mani di un pedofilo.

 Il suo nome è saltato fuori durante una trasmissione televisiva sulle persone scomparse, «Quarto Grado». Una giornalista, con l’aiuto di Domenico Mazza dell’associazione Penelope Marche, aveva rintracciato il “famoso libro”, che conteneva una raccolta di racconti. Uno di questi, «Il bambino scomparso», descrive una storia con tantissimi punti di contatto con quella del piccolo Sergio Isidori. Per questo la famiglia Isidori, ha chiesto alla magistratura di invitare don Mario a dare dei chiarimenti su quel racconto, prima di archiviare il fascicolo delle indagini. 

In quell’epoca, il reverendo era presente al momento del funerale e forse vide qualche cosa, oppure, un’altra ipotesi, è che possa aver saputo qualcosa sulla scomparsa del piccolo durante la confessione.

 Quale sarà la verità?

 Comunque sia, alla fine siamo giunti al 2013 e alla vigilia dei suoi 34 anni di scomparsa.

 Troppi punti sono rimasti oscuri, troppe domande senza risposte e troppi inquietanti personaggi girano attorno alla storia.

 Com’è normale però, la famiglia di Sergio Isidori, non si dà per vinta e non smetterà mai di cercare quel bambino che oggi forse è un uomo e che vive magari dall’altra parte del mondo, senza sapere che a Villa Potenza (Macerata) ci sono le sue origini e le persone a lui più care.

Senza Traccia: Marianna Cendron

marianna cedronMarianna Cendron, diciottenne, è scomparsa da Paese, in provincia di Treviso, il 27 Febbraio 2013. Da quanto affermato dai genitori, la ragazza stava attraversando un periodo delicato, caratterizzato da fragilità emotiva e perdita di peso. Per i suoi problemi alimentari, in passato erano dovuti intervenire i medici, ma Marianna sembrava essere stanca delle cure, così come della convivenza con i suoi familiari.

La giovane, di origini bulgare, era stata adottata in tenera età. Pierfrancesco ed Emilia Cendron hanno raccontato al programma “Chi l'ha visto?” delle atrocità che la ragazza, da bambina, era costretta a subire, anche per proteggere il suo fratellino, che è poi stato adottato dalla stessa famiglia. Marianna non era riuscita a dimenticare quanto avveniva nell'orfanotrofio, ma sembrava essere riuscita a trovare in Italia un po' di serenità.

Dopo aver frequentato per qualche anno l'istituto alberghiero, decise di lasciare gli studi per inserirsi nel mondo del lavoro. Trovò, così, un posto come cuoca presso un ristorante di Castelfranco Veneto. Marianna Cendron cercava anche l'indipendenza, tanto da scegliere di traslocare, un mese prima della sua scomparsa, per andare a vivere da un vicino di casa, Renzo Curtolo. L'idraulico quarantaquattrenne, ha ospitato la giovane, che il 27 Gennaio, prima di stabilirsi nell'abitazione dell'uomo, scriveva sul suo profilo di Facebook: «Ciao a tutti, se non entrerò più sarà perché non ho la possibilità di usare il computer. Un caro saluto a tutte le persone che conosco e non rivedrò più. Mi dispiace, ma le cose si complicano per me».

Non è chiara la ragione per la quale Marianna andò via di casa, così come non sono state chiarite le motivazioni che spingevano Renzo Curtolo a interessarsi in modo particolare alla ragazza. La madre della diciottenne ha spiegato che le attenzioni del vicino sembravano inizialmente infastidire la giovane, la quale le confidò di non volerlo più incontrare. La ragione che ha poi spinto Marianna Cendron a trasferirsi da lui è tuttora oggetto di indagine, ma Renzo Curtolo si è giustificato spiegando ai giornalisti di “Chi l'ha visto?”che vedeva la ragazza come una figlia.

Il 27 Febbraio, la giovane è stata accompagnata dall'uomo alla corriera per recarsi al lavoro. Durante il tragitto in auto, Marianna ricorda al quarantaquattrenne che in serata avrebbe incontrato il suo fidanzato, pertanto sarebbe rientrata in casa il giorno dopo. Marianna Cendron è dunque arrivata al lavoro e, prima di uscire dal ristorante, ha riposato per qualche ora, fino alle 17:30, quando Renzo Curtolo le ha telefonato per assicurarsi che stesse bene, poiché in mattinata gli era sembrato che non fosse al massimo della forma.

Marianna avrebbe dunque rassicurato l'uomo, dicendogli che sarebbe tornata a dormire per un po' e ripetendogli che avrebbe raggiunto il suo fidanzato in serata. Alle ore 19:30 Marianna ha telefonato al ragazzo che doveva, alle ore 20.30, incontrare poco lontano dal locale in cui lavorava, facendogli sapere che non gli avrebbe inviato il solito squillo appena arrivata sul posto, perché il telefonino non funzionava al meglio.

Dopo aver scritto su un foglio di carta un messaggio al suo capo, nel quale specificava che si sarebbero rivisti l'indomani, esce dal ristorante, presumibilmente per dirigersi all'appuntamento, dove, però, non è mai arrivata. Il fidanzato, diciassettenne, l'avrebbe aspettata fino alle ore 22.00, e ha chiamato Renzo per chiedergli se Marianna fosse a casa. Curtolo, affermando di pensare che la ragazza fosse insieme a lui, cerca di raggiungerla telefonicamente fino alle ore 01:40 senza riuscire a mettersi in contatto con Marianna.

La diciottenne non ha più fatto ritorno a casa di Renzo Curtolo e potrebbe essersi allontanata con una bicicletta bianca da donna che risulta essere scomparsa. Grazie alle testimonianze raccolte dal programma “Chi l'ha visto?”, è emerso che un uomo avrebbe notato una ragazza, che le somigliava, in un bar della zona intorno alle ore 19:25. La giovane indossava jeans, era alta circa un metro e sessanta, raccontava di lavorare in un locale e appariva impaurita. Qui avrebbe chiesto un pacchetto di sigarette e sarebbe poi salita su una Fiat Croma (ultimo modello) con alla guida un ragazzo dai capelli corti e sul sedile posteriore erano ammassati diversi oggetti, tra cui un materasso.

Un altro uomo ha fatto sapere di aver visto una ragazza ad Anzano di Cappella Maggiore (in provincia di Treviso), che vendeva quadretti realizzati su piccole tavole di compensato, che somigliava a Marianna. La persona che ha incontrato il testimone parlava bene l'italiano, ma si intuiva che aveva origini straniere. La famiglia Cendron ha fatto sapere che, effettivamente, la giovane realizzava piccoli quadri di quel tipo, ma non sono pervenute altre segnalazioni dalla zona.

Nei primi giorni di Aprile, la Procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e sembra svanire l'ipotesi che Marianna Cendron si sia allontanata volontariamente. Fin dalla sua scomparsa, venne valutata la possibilità che fosse fuggita in Francia da un'amica, ma quest'ultima non avrebbe notizie della diciottenne.

Anche l'ipotesi che si sia recata in Bulgaria, a conoscere la madre naturale, è stata accantonata: in casa della donna, gli inquirenti non hanno trovato alcuna traccia di Marianna Cendron, il cui cellulare è stato tracciato alle ore 0:40 e alle ore 2:30, la notte del 28 Febbraio, presso un ipermercato di Castelfranco Veneto. Nessuno sa se era effettivamente lei a trovarsi lì con il telefonino e, considerati i fatti, sembra dunque farsi largo la pista del sequestro.

Viene contemplata anche la possibilità che la giovane sia stata uccisa, o che sia stata vittima di un tragico incidente. Ciò nonostante, nella zona da cui è scomparsa, che è stata più volte perlustrata dalle autorità, non sono emerse tracce della giovane. Il 13 Aprile, un corpo rinvenuto in un corso d'acqua in provincia di Padova, a Cervarese Santa Croce, venne inizialmente associato all'identità di Marianna, ma l'autopsia ha escluso che si tratti di lei.

Grazie all'apertura del fascicolo sull'eventuale sequestro, la Procura avrà la possibilità di svolgere interrogatori mirati e di effettuare intercettazioni telefoniche che prima non erano consentite. Massimo De Bortoli, il Procuratore titolare dell'inchiesta, ha reso noto che non intende tralasciare alcun dettaglio e sussiste la determinazione di ritrovare Marianna Cendron.

Mentre i giornali italiani rendono note le principali piste seguite delle autorità, Pierfrancesco ed Emilia Centron, genitori della ragazza, hanno chiesto, tramite un appello rivolto ai media dal programma “Chi l'ha visto?”, di evitare la fuga di notizie non accertate, al fine di non ostacolare le indagini in corso.

"Senza Traccia": la nuova Rubrica di RCM

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Da oggi, parte la nuova rubrica, curata dalle nostre collaboratrici: Federica Florio, Alessia Malachiti, Dora Millaci.

Cercherà di mantenere viva l'attenzione, su tutte quelle persone, di cui non si ha notizia dal momento della scomparsa e che, con il passare del tempo, cadono nell'oblio.

Troppo spesso ci si dimentica di questi drammi, vissuti da famiglie che hanno bisogno del supporto necessario, per continuare a sperare in un ritorno dei loro cari.

Non sempre il Sistema Giudiziario (vuoi per indizi, che per prove) non può soddisfare completamente le aspettative di chi vive il dolore di una perdita "Senza Traccia".

Chiunque voglia partecipare, aiutare o dare utili informazioni, può scrivere alla redazione di Roma Capitale Magazine, all'indirizzo .

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