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Edilizia convenzionata a seguito della Delibera 116/2018

di santo convA Roma, in data 28 novembre presso la Suprema Corte di Cassazione si è svolta un interessante convegno organizzato dal Consiglio Ordine avvocati di Roma in tema di edilizia convenzionata a seguito della nuova delibera del Comune di Roma la n.116/2018 del 23 ottobre 2018 che ha previsto delle importanti novità in ordine principalmente ai conteggi per il pagamento degli oneri di affrancazione e trasformazione.

Affrancazione non dovuta per riscatto diritto di proprietà

Tribunale Civile di Roma responsabile civile e1487581671538In data 19 settembre 2018 si è svolta a Roma la prima udienza della causa che vede come attori, rappresentati dagli avvocati Antonino Galletti e Andrea Lamonaca, alcune decine di persone (riunite in una sorta di class action) che negli anni hanno trasformato il loro diritto di superficie in diritto di proprietà delle costruzioni costruite in convenzione edilizia agevolata per l’accertamento e il riconoscimento dell’eliminazione di tutti i vincoli sull’immobile compreso il diritto di affrancazione.

La discarica di via Canestrini

discaricaTra proteste e promesse, cambia pericolosamente il suo contenuto.

 

A Roma, in via Giovanni Canestrini, dal 2008 a oggi, si è passati da una discarica di inerti, legata agli scavi di Metro C, e con successive integrazioni e prescrizioni varie (come lo scarico di fanghi e rifiuti solidi da operazioni di bonifica terreni e dal 12 marzo 2013 con una nuova richiesta della società Adrastea s.r.l. per il compostaggio della frazione prevalentemente organica dei RSU provenienti dal tritovagliatore di Rocca Cencia), a una discarica a tutto tondo. Tutto questo tra le opposizioni legittime della popolazione che vive una situazione di grande disagio, con già ben sette discariche presenti nella loro zona, ai confini del territorio di una capitale dilaniata dal problema rifiuti. Anche un’altra complicazione si presenta all’orizzonte, anzi a sei soli chilometri di distanza, perché il Tar del Lazio ha dichiarato che “L'inceneritore di Albano Laziale non è in esercizio, dovendo ancora essere realizzato e quindi nessun pericolo per la salute pubblica può derivare dai provvedimenti relativi alla sua realizzazione e messa in esercizio.” e questo mette fine alle richieste dei Comuni coinvolti loro malgrado. Non sono valsi accordi, che gli abitanti del XII Municipio avevano concordato con Adrastea s.r.l. nel 2008 il passaggio sulla via privata con i soli mezzi provenienti dai cantieri di metro C per il trasporto di inerti, perché in quelle stesse aree risultano – da fotografie aree agli atti della Regione – celle già realizzate di cui, accusano i residenti, “nessuno sembra sapere nulla”. Le molti riunioni che Elena Carpentieri (pres.Consorzio Giovanni Canestrini) ha indetto, sono sempre state numerose e partecipate attivamente da centinaia cittadini, da organizzazioni come "Fare Verde Pignalosa" e dal "Coordinamento No discariche No inceneritori", e ha visto la presenza anche degli Amministratori e da un Sindaco uscente, che non potrà né mantenere promesse, né promuovere iniziative che fin’ora non è stato in grado dimettere in atto. Da queste riunioni le uniche certezze che sono scaturite, sono state le dichiarazioni di Alemanno, che proditoriamente il 17 marzo 2013 ha affermato: …utilizzando gli impianti presenti in tutta la regione e aumentando la differenziata, non sia necessario nessun altro impianto dentro al Comune di Roma”, concludendo poi con un perentorio diniego a un’eventuale presentazione in conferenza di servizi. Non sapendo che fare e sottomettendosi ai poteri forti che gestiscono i rifiuti, non hanno fatto altro, nelle precedenti amministrazioni fallimentari della Capitale, che rendere la situazione sempre più intollerabile e pericolosa per la salute di tutti. Deve immediatamente cessare la ricerca di nuovi siti per le discariche e troncare di netto il loro spaventoso obbrobrio anacronistico. La raccolta differenziata, è questa la soluzione al problema, e i cittadini sono pronti a far sì che venga realizzata nel migliore dei modi, coscienti che il futuro si può prospettare in modo diverso, con uno sguardo interessato verso chi ha incrementato la raccolta differenziata anche del 55% in soli tre anni, come successo a Salerno, una città del sud, e guardare all'Europa e rendersi conto che questo è l’unico sistema di gestione dei rifiuti da cui si possono ricavare vantaggi, energia, salute e rispetto per le persone e l’ambiente.

  • Pubblicato in Lazio

La discarica di via Canestrini

discaricaTra proteste e promesse, cambia pericolosamente il suo contenuto.

 

A Roma, in via Giovanni Canestrini, dal 2008 a oggi, si è passati da una discarica di inerti, legata agli scavi di Metro C, e con successive integrazioni e prescrizioni varie (come lo scarico di fanghi e rifiuti solidi da operazioni di bonifica terreni e dal 12 marzo 2013 con una nuova richiesta della società Adrastea s.r.l. per il compostaggio della frazione prevalentemente organica dei RSU provenienti dal tritovagliatore di Rocca Cencia), a una discarica a tutto tondo.

La discarica di via Canestrini

discaricaTra proteste e promesse, cambia pericolosamente il suo contenuto. A Roma, in via Giovanni Canestrini, dal 2008 a oggi, si è passati da una discarica di inerti, legata agli scavi di Metro C, e con successive integrazioni e prescrizioni varie (come lo scarico di fanghi e rifiuti solidi da operazioni di bonifica terreni e dal 12 marzo 2013 con una nuova richiesta della società Adrastea s.r.l. per il compostaggio della frazione prevalentemente organica dei RSU provenienti dal tritovagliatore di Rocca Cencia), a una discarica a tutto tondo.

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