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updated 9:58 AM CET, Dec 8, 2019

Oggi andiamo in Umbria

anfiteatro

Pranzare accanto ai resti secolari di un teatro romano o cenare sotto una pergola di vigna, sono tra le particolarità che non è raro trovare in Umbria.

È l’Umbria infatti, con i suoi sapori, a regnare sovrana nei piatti, che ancora oggi, hanno tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione e che con la loro semplicità incantano appassionati e viaggiatori, utilizzando spesso solo passione e gli aromi del vicino orto. 

Calde atmosfere di cui si è perso il ricordo? No molto di più. Un salto all’indietro di seicentocinquanta anni circa per curiosare su una tavola di metà del Trecento. 

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Nel Medioevo? Ma quali suggestioni possono arrivare da uno dei “periodi più bui della storia”? Provate a leggere “A tavola nel medioevo”, libro firmato da tre storici Odile Redon, Francoise Sabban, e Silvano Serventi, con prefazione di Georges Duby, uno dei più autorevoli medievalisti francesi. 

girasoli

Il medioevo rivive e si materializza in tutta la sua ricchezza, di questo si tratta, a dispetto di una tradizione che nega a questa età storica “la capacità di elaborare un gusto gastronomico che non sia puramente difensivo” come precisano gli autori nella premessa, in ben 150/300 ricette francesi e italiane, tutte assolutamente fattibili e in sintonia con il sentire di un palato moderno. 

umbria-15-cascata-delle-marmoreEbbene si! Questa è l’Umbria. Regione dall’aspetto tranquillo e mistica per il suo passato, ricca di storia e di paesaggi mozzafiato. 

Se vi trovaste a passare in auto vedreste, alture punteggiate da minuscoli borghi e inaspettati gioielli d’arte, mentre la campagna umbra con il verde ancora pallido dell’inverno si rivela con tutta la sua bellezza. 

Questo è quello che abbiamo visto noi, del “Gusto Italiano” durante uno dei nostri viaggi in lungo e in largo per la penisola. 

Stavamo tornando a casa dopo un servizio nello splendido meridione e come spesso ci succede volevamo fermarci per risollevare, spirito, schiena e non per ultimo dare pace ad un brontolio interno sintomo di fame.

poppiesAbbandonata l’idea del Ristorante in apparenza troppo turistico per i nostri gusti, ci lasciamo guidare dall’istinto scivolando sulla grande e seria Flaminia, quella che conduce da una parte a Foligno, Assisi, Perugia, dall’altra Spoleto e poi, Terni. In mezzo, uno di quei borghi che ti lasciano senza fiato, quell’unica e inconfondibile forma conica di un luogo che si modella assecondando la conformazione del colle su cui sorge. Quasi una chiocciola che conserva un cuore fatto di pietra, legno, i colori della terra. La città di Trevi. 

trevi-il borghettoTrevi è la capitale dell’olio e per esaltare il prelibato oro giallo, esigerebbe che il pranzo cominciasse con un antipasto misto di bruschette, pomodoro, paté di asparagi e di olive, per passare poi agli strangozzi al tartufo e, come secondo, alla tagliata di petto d’anatra. Rinunciamo volentieri alla carne per aggiungere all’antipasto, una torta al testo con prosciutto e scamorza. Ai tipici strangozzi, fettuccine lunghe e “quadrate” che ricordano nel nome i lacci delle scarpe (con cui venivano strangolati i preti dai rivoluzionari), si accompagnano tortelli e zuppa di farro. 

E’ strano come l’avventura richiami avventura, il sogno attiri il sogno e noi, perennemente in giro per cercare le particolarità di luoghi, spesso sconosciuti ai molti, animati dalla costante curiosità che ci caratterizza, quasi per caso, semplicemente fermandoci durante un viaggio di rientro, abbiamo potuto conoscere, gustare, e ritemprare corpo e spirito in una delle più belle località del nostro Paese.

(fonte: "Il Gusto Italiano.it")

  • Pubblicato in Costume
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