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updated 10:34 PM CET, Feb 21, 2020

L’uomo e gli acquisti online: un vero Digital Gentleman

acquisti web 500x300Curato, esigente, maturo, ma soprattutto appassionato di shopping online, è il ritratto del nuovo Digital Gentleman, un uomo che ama comprare per sé e per la propria famiglia e che spende di più delle donne. Questo è quello che emerge da una ricerca di vente-privee, pioniere e leader delle vendite-evento online, che ha analizzato i comportamenti di acquisto dei suoi soci uomini.

Come piattaforma privilegiata per i loro acquisti gli uomini eleggono l’online. Internet infatti risulta il luogo ideale per la clientela maschile perché evita lo stress di girare per negozi. Attraverso l’online gli uomini comprano in velocità, e in qualsiasi luogo e momento della giornata. Secondo una ricerca di Survey Lab, il laboratorio europeo di vente-privee, gli uomini hanno dei processi di acquisto più razionali e veloci delle donne: il 74% degli uomini infatti ha affermato di effettuare acquisti in sessioni di shopping molto rapide. Il web inoltre lusinga anche il lato più intraprendente e manageriale dell’uomo che, senza pressioni femminili, riesce a fare acquisti in solitudine e ad avere accesso ad un’offerta illimitata e di qualsiasi categoria merceologica: per il 57% degli uomini europei internet rappresenta un vero e proprio luogo di svago e per il 28% il spazio dove potersi esprimere al meglio. 

Il Digital Gentleman: vanitoso, ludico ed esigente

Uomo più attento nelle spese e donna più spendacciona? È storia passata. In base ai dati analizzati da vente-privee gli uomini non solo amano fare shopping, ma spendono online tra il 10% e il 20% in più rispetto alla clientela femminile.

“In Italia vente-privee ha seguito una strategia ben definita rivolgendosi inizialmente alla clientela femminile, per poi differenziare l’offerta orientandola anche verso il mondo maschile, coerentemente con il posizionamento premium del sito.” Afferma Andreas Schmeidler, Country Manager Italia di vente-privee - “Per questo motivo abbiamo sviluppato categorie come vino e gastronomia oltre al comparto uomo che comprende l’abbigliamento, le calzature e gli accessori.” Conclude Schmeidler.

L’interesse dimostrato da vente-privee nei confronti dell’uomo sta registrando risultati positivi e in costante crescita. Nel 2015 in Italia le vendite-evento dedicate all’universo maschile sono infatti aumentate del 40% rispetto al 2014, un dato che sottolinea come, a livello italiano, ci sia un’attenzione sempre maggiore nei confronti del target maschile rispetto a quanto accade nel resto d’Europa. In Italia, oggi, il 33% dei soci iscritti è uomo, il 41% dei quali ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni. Gli uomini soci di vente-privee si rivelano infatti più maturi delle donne che rappresentano circa il 66% della clientela, di cui il 40% nella fascia d’eta tra i 30 e i 39 anni.

I settori più acquistati dagli uomini?

Al primo posto le calzature, seguite dallo sportswear e outdoor, dall’abbigliamento uomo, dal vino e gastronomia e dai prodotti high-tech. Driver fondamentali per l’acquisto sono la marca, la qualità e l’unicità del prodotto, ancora più che il prezzo. Se infatti le donne sembrano esser mosse soprattutto dall’impulso all’acquisto, gli uomini sono alla ricerca del prodotto che hanno in mente, che meglio corrisponde alla loro personalità. Via allora a scarpe di brand emblema dell’artigianalità italiana, ma in varianti inusuali, a bottiglie di vino ricercate e di nicchia così come ad accessori e abiti di alta qualità.

“Per quanto riguarda settori come lo sportswear e l’outdoor il pubblico maschile che acquista su vente-privee è composto da appassionati ed esperti che ricercano online le ultime novità e che trovano in vente-privee un sito su cui fare affidamento per gli acquisti.” - Commenta Andreas Schmeidler - “Anche il settore del vino, lanciato in Italia nel 2012, ha raggiunto in pochi anni risultati eccezionali poiché la nostra collaborazione con i migliori produttiori ha creato un’offerta inedita per lo scenario Italiano, molto apprezzata dai clienti uomini” commenta Schmeidler.

Il Digital Gentleman compra per sé e per la propria famiglia

L’aspetto ludico dello shopping al maschile non viene tralasciato anche quando si tratta di fare acquisti per la propria famiglia.  Dai dati analizzati da vente-privee, tra le categorie maggiormente scelte dagli uomini online per i regali, si posiziona al primo posto l’abbigliamento donna, seguito dall’abbigliamento e dagli accessori per bambino, dalla lingerie donna e dai gioielli.

Anche per i regali, il Digital Gentleman non abbandona il piacere dello shopping e opta per prodotti e accessori ricercati, unici e sempre attuali. I papà inoltre danno libero sfogo alla propria creatività quando si tratta di acquistare regali o abbigliamento per i figli, arrivando spesso a comprare prodotti in coordinato padre-figlio secondo le ultime tendenze moda.

Device e velocità d’acquisto: l’uomo sempre più multicanale

Anche nella velocità d’acquisto e nei device preferiti, gli uomini e le donne presentano caratteristiche diverse: se le donne si dimostrano più riflessive, gli uomini presentano una maggiore velocità in fase d’acquisto che porta alla creazione di carrelli compositi associando prodotti per sé a regali per la propria famiglia.

“L’uomo oggi è un cliente multicanale ed esigente che ricerca prodotti di qualità. Di vente-privee apprezza la varietà dell’offerta e l’opportunità di poter acquistare prodotti di marca non solo per sé ma anche per la famiglia: sceglie e riceve comodamente dove desidera abbigliamento, vini e gastronomia, ed acquista in tutta comodità anche prodotti per il suo tempo libero.” Conclude Schmeidler.

 Tra i dispositivi scelti gli uomini presentano una predilezione per il tablet: la ricerca infatti rivela che i soci del sito sono in realtà acquirenti multicanale che fanno acquisti in mobilità con maggiori picchi nelle ore serali, dalle ore 21 alle ore 23. Una tendenza, quella alla propensione per il mobile commerce, che vente-privee ha individuato fin dal 2010, anno in cui è stata lanciata la prima app. Oggi per vente-privee oltre il 75% del traffico e il 50% del fatturato sono generati proprio da dispositivi mobili.

  • Pubblicato in Costume

Il GAP: ovvero gioco d'azzardo patologico

azzardo web--400x300La malattia sociale dei nostri tempi. 

Allarme ludopatia, adesso dilaga anche tra gli adolescenti 

Il gioco d'azzardo nella storia: 

se ne parla già in testimonianze del 3000-4000 a.C.

Il termine "azzardo" deriva dal francese "hasard", a sua volta parola di origine araba, "az-zahr", che significa "dadi".

Il gioco dei dadi è uno dei primi, si praticava già in Egitto, nella Roma Imperiale, in India, in Giappone e in Cina.

Gli archeologi hanno ritrovato persino dadi "truccati" (appesantiti da un lato) e questo significa che anche gli antichi sapevano barare.

Col tempo sono nati molti altri giochi, come le scommesse sui cavalli ("lo sport dei re") e, dal 1500, le lotterie.

La roulette fu inventata nel XVI secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895 dall'americano Charles Fay.

Come ci sia ammala?

Così come esistono bevitori sociali e fumatori occasionali, esistono i giocatori sociali, per i quali il gioco d'azzardo rimane un divertimento (circa il 95-96% dei giocatori o di chi beve alcolici).

Per alcune persone, tuttavia, quello che sembrava un'abitudine si trasforma in una vera e propria "schiavitù".

Alcuni di queste persone hanno una predisposizione alla dipendenza per fattori di natura biologica, ambientale e psicologica.

Il fumo, l'alcol, il gioco d'azzardo rimangono un semplice "vizio", per quanto criticabile, finché non insorgono le caratteristiche tipiche della dipendenza e cioè:

$1·         La tolleranza: bisogno di avere più sostanza o giocare di più per ottenere lo stesso livello di eccitamento

$1·         L’astinenza: nervosismo, ansia, tremori se si tenta di smettere

$1·         La perdita di controllo: pensi di poter smettere, ma senza riuscirci

Quattro italiani su dieci  sono dipendenti dal gioco d'azzardo.

Uomini e giovani sono i più a rischio.

Da uno studio emerge che, il 42% della popolazione campionata nelle fasce di età 15-24 e 25-64 ha giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi.

Secondo il ministero dell’Economia, da gennaio a settembre 2011, la raccolta dal gioco d’azzardo negli adolescenti, è aumentata del 25,4% (55,2 miliardi di euro contro i 44 del medesimo periodo del 2010) e, la Sicilia, guarda caso, è ai primissimi posti nella classifica nazionale con 446 milioni di euro, dietro solo a Lombardia (1,2 mld), Campania (887 mld), Lazio (772 mln), Emilia Romagna (535 mln), Veneto (458 mln) e Piemonte (455 mln). E questi dati, sono allarmanti.

5 91 20120329095606Qui, ci troviamo di fronte a una delle tante espressioni del disagio giovanile attuale.

Il meccanismo psicologico che sta alla base del fascino che esercita questo tipo di attività, è un pensiero infantile per cui si possono risolvere i problemi sempre più gravosi del lavoro e dell’inserimento giovanile con la formula magica della vincita miracolosa, che in verità da un punto di vista probabilistico è un evento rarissimo.

Il gioco d’azzardo compulsivo è da considerarsi una malattia cronica ad andamento progressivo e invalidante, che presenta numerose analogie con la clinica delle dipendenze a cui frequentemente si associa.

Come si cura?

La persona dipendente tende a negare o minimizzare il problema e credere che "se solo volessi, potrei smettere... domani..."

Il primo compito dello specialista deve essere quello di aumentare il livello di consapevolezza della malattia e motivazione alla terapia con una serie di colloqui (individuali o di gruppo)

Il passo successivo è la stipula di un contratto terapeutico tra il paziente, la famiglia e il terapeuta, che prevede la definizione del programma di interventi e comprende:

$1·         Un eventuale ricovero

$1·         Colloqui individuali

$1·         Gruppi psicoterapeutici e psicosi-educazionali

$1·         Terapia psicofarmacologica

$1·         Gruppi per i familiari

$1·         Tutoraggio economico per il piano di risanamento dei debiti

$1·         Interventi sociali per affrontare le eventuali questioni legali e socio-economiche (consulenze del Difensore Civico, di uno Studio legale, di uno Studio Commerciale, della Fondazione Antiusura, del Microcredito, ecc.)

$1·         Coinvolgimento della famiglia nella gestione terapeutica del paziente e aiuto per far conoscere questa particolare malattia

$1·         Attivazione di una rete di sostegno sociale istituzionale e del volontariato (Caritas, Servizio Sociale Comunale, Gruppi di auto-aiuto, Associazioni di volontariato, Enti ausiliari, ecc.)

Ricordiamo che il giocatore non ha la consapevolezza di avere un problema, ma il problema c'è.

Per questo motivo conta molto la vicinanza della famiglia. 

Il prezzo dell’oro sulla vita delle persone

1296499484219amazzonia oroDa Madre de Dios arriva l’oro sporco del Perù. 

Il silenzio avvolge le cittadine minerarie del Perù, dove il diritto non esiste e i sogni s’infrangono, ecco, dove nasce l’oro che arriva fino a noi, quello che indossiamo, sfoggiamo con tanta superficialità ogni giorno.

Che cosa capita realmente in quelle terre lontane, dimenticate dal mondo?

Questa regione depredata dalle multinazionali e da affaristi senza scrupoli, che sfruttano la povertà: uomini donne, bambini.

È un furto internazionale ed è una piaga mondiale quella che si propaga nel paese andino.

Dalle miniere del nord arriva il 60% delle esportazioni del Paese, ma i capitali stranieri investiti e il padronato locale fanno sì che di questa ricchezza rimanga ben poco ai peruviani che ci lavorano.

Inoltre, fuori dalle miniere le cose non vanno certo meglio, poiché la prostituzione e la schiavitù sono una certezza per donne e bambini.

Questa signori è la terra di Madre de Dios, dove arrivano ragazze andine da Cuzco, Puno, Ayacucho, Apurímac, Juliaca, rispondendo ad annunci di lavoro, vengono in questa cittadina mineraria convinte di fare la cuoca, la cameriera, la babysitter.

La realtà è ben diversa e lo scoprono non appena mettono piede nella zona, che è definita senza troppi eufemismi “il bordello del Perù“.

downloadI dati ancor più preoccupanti sono anche la quantità di minorenni impiegati in lavori corollari all’estrazione dell’oro, dal disboscamento al cucinare per i lavoratori: l’età media è 11 anni, e tanti sono figli di minatori.

La questione ambientale non è da sottovalutare, perché è il primo grande pericolo per l'area di Madre de Dios: l'estrazione selvaggia dell'oro sta compromettendo la riserva naturale di Tombopata e intacca le caratteristiche di biodiversità che fanno di Puerto Maldonado una delle eccellenze dell'area del mondo.

Il disastro ambientale è anche un disastro sociale: gli oltre quindicimila minatori vivono in condizioni non sempre dignitose e sono costantemente al di fuori della legalità, la criminalità e la prostituzione sono dilagate, droga e alcol sono "compagne" di molti dei lavoratori che non riescono a seguire gli orari massacranti del lavoro estrattivo.

Vi sono infine problemi legati a maternità precoci a causa di un’altissima presenza di uomini: si calcola che il 35% delle nuove mamme ha meno di 18 anni.

Ragazze madri e bimbi spesso abbandonati in un degrado sociale che i missionari tentano di arginare.

Attualmente ci sono oltre 70 processi giudiziari in corso per tratta di esseri umani, ma solo quattro sono sfociati in una sentenza.

Flor Ayerbe, coordinatrice dell’ostello della Asociación Huarayo, racconta che nel 2011 l’associazione umanitaria ha seguito i casi di 106 minorenni riscattate da questi locali.

Sono poche, rispetto al numero dei bar-bordello.

images 4Perché nessuno si muove realmente per fermare questo scempio?

Forse perché i guadagni sono stratosferici, basta pensare che Madre de Dios ha una produzione annua di sedici tonnellate d'oro ed è il terzo più grande produttore di oro del paese.

Gli interessi economici a quanto pare sono più importanti delle vite di uomini, donne e bambini e non importa se ogni giorno qualcuno di loro si ammala e muore; intanto ci sono carichi di nuove leve pronte a sostituirli.

Depressione: un male che “uccide”


depressa 1Sempre più negli ultimi giorni sentiamo parlare di casi di persone depresse che si sono tolte la vita o che hanno commesso gesti terribili ai danni di persone a loro care.

Non ultimo quello di soli quattro giorni fa, dove una donna che soffriva di depressione, accoltella il padre e poi s’impicca.

è  accaduto alle porte di Milano.

I numeri di questo “male” fanno paura.

In Italia circa 8,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi.

Nel mondo colpisce oltre 350 milioni di persone e si prevede che nei prossimi vent’anni le patologie mentali in genere passeranno dal 4° al 3° posto tra le malattie che generano disabilità.

Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la malattia più diffusa nel mondo.

Essere depressi è una fase normale della nostra vita?

Tutti noi passiamo periodi in cui ci sentiamo tristi, soli e infelici.

I fatti di tutti i giorni e il modo di affrontarli, interferiscono a volte con il nostro equilibrio emotivo.

Fa parte della vita.

Tuttavia, quando questi stati d'animo si trascinano per settimane o mesi, senza il ritorno di una visione positiva e serena della vita, potrebbero trattarsi di depressione.

Si stima che fino al 25% delle donne soffrirà di depressione in un qualche momento della vita.

La diversa incidenza della depressione tra uomini e donne inizia a manifestarsi verso il periodo adolescenziale.

Con l'età, questa differenza si accentua.

girl-3-104715-mLe donne soffrono più dell'uomo della depressione dai 18 ai 44 anni, e soprattutto dopo i 25.

Per qualche motivo tra i 44 e i 65 anni la differenza è meno pronunciata, ma dopo i 65, nuovamente, le donne sono più a rischio degli uomini.

Non soltanto la depressione è più comune nella donna, ma spesso è accompagnata da altri sintomi più frequenti nella donna, tra cui l'ansia, disordini del sonno, attacchi di panico e disturbi alimentari.

Si possono riconoscere i sintomi della depressione?

I sintomi della depressione possono variare ampiamente.

Alcuni dei sintomi più frequenti sono rappresentati da sentimenti d’impotenza e pessimismo, tristezza continua, pensieri negativi o preoccupazioni eccessive, bassa autostima, perdita di piacere nelle attività comuni, irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria e indecisione.

Altri sintomi sono: sensazione di scarsa energia, aumento o diminuzione dell'appetito, alterazioni del sonno (aumento o diminuzione delle ore di sonno) e diminuito interesse per il sesso.

Lo stato depressivo si manifesta con una riduzione dei movimenti spontanei e con un irrigidimento della mimica; anche il linguaggio diventa più sterile, le risposte sono brevi e concitate e gli argomenti di cui trattare si riducono al minimo.

Diventa tutto pesante e faticoso, muoversi, parlare, esprimere le proprie idee.

sorrow-and-worry-692910-mSe diversi di questi sintomi sono presenti e perdurano per settimane o mesi, è molto probabile che si tratti di depressione.

Nelle giovani donne i segnali di depressione possono includere problemi scolastici e disturbi alimentari.

Esse possono avere un'immagine distorta del proprio corpo,una perdita d'appetito, una generale mancanza di soddisfazione, sentimenti d'infelicità con se stesse e con la vita in generale.

Donne più anziane possono celare disturbi del comportamento o non ammettere d'essere infelici o depresse.

Possono, invece, lamentare disturbi fisici come dolori cronici, problemi digestivi o mal di testa.

Si può uscire dalla depressione?

Indipendentemente dai fattori coinvolti, la depressione deve essere diagnosticata e curata.

È importante ricordare che la depressione clinica può colpire chiunque a qualsiasi età.

Sebbene i meccanismi che scatenano la depressione non siano ancora completamente chiariti, possiamo ipotizzare la presenza di più concause, queste possono essere esplorate assieme al parere di un esperto.

650992 73096163Oltre al suo aiuto, occorrono anche farmaci che sono indispensabili nel trattamento della depressione.

Frequentemente una persona non riconosce di essere depressa e rifiuta qualsiasi aiuto, fino a quando purtroppo, non si arriva alla tragedia.

Questo è un male che “uccide” non soltanto chi ne soffre, perché ahimè molte volte è causa di omicidi, ed è per questo che occorre intervenire per tempo.

 

 

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