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updated 6:25 PM CEST, Jun 17, 2019

Di Francesco: “Dzeko pronto. Perotti sta bene. Ormai si va allo stadio solo per offendere.”

Il tecnico della Roma ha incontrato i giornalisti in sala stampa a Trigoria, in vista della partita in trasferta contro il Parma di domani pomeriggio alle 15:00.
Queste le sue parole:

Quali insidie nasconde la trasferta di Parma?
I numeri sono molto chiari, è una squadra che ha fatto 25 punti, che non fa del possesso palla la sua arma migliore ma la capacità di andare in verticale, sfruttando le caratteristiche dei propri attaccanti che sono molto bravi a ripartire. Sarà una partita dove noi sicuramente andremo a fare la gara, ma la forza deve essere quella di essere bravi in preventiva cercando di dare meno possibilità agli avversari di ripartire, cosa che inevitabilmente potrà accadere durante la gara.

  • Pubblicato in Calcio

Uniti contro la violenza sulle donne: "La partita Mundial"!

La Partita Mundial locandina 2018 1“La Partita Mundial”

Italia vs Resto del Mondo Uniti contro la violenza sulle donne

Roma, Stadio Olimpico 21 marzo 2018

“La Partita Mundial Italia vs Resto del Mondo” è un evento di calcio spettacolo, ideato e organizzato da Fabrizio Rocca e Olivio Lozzi, tra due squadre rappresentate da ex campioni che si esibiranno per beneficenza assieme a noti personaggi dello spettacolo e a una rappresentanza di magistrati.

La vergogna di essere uomini II

surprise 161248 960 720In Germania, in quel di Colonia, le forze dell’ordine (anzi, del disordine, specie dopo il licenziamento in tronco del capo locale) hanno arrestato una trentina di uomini che presumibilmente si son divertiti durante i festeggiamenti dell’anno nuovo molestando sessualmente delle cittadine del posto.

Tra gl’individui in stato di fermo si contano 18 migranti che aspettavano di ricollocarsi come rifugiati.

La violenza generatasi nella notte di Capodanno - subita da centinaia e centinaia di donne che sconteranno danni psicologici più o meno permanenti, attribuibile a soggetti musulmani all’apparenza, e stranamente non ristretta a un caso isolato, avendone riscontrati di simili e al contempo in diverse località europee - costringerà la prima rappresentante della Germania, la Merkel, a rivedere i criteri per acconsentire agli esiliati la possibilità di sistemarsi legalmente nel suo Stato, influenzando e addirittura inasprendo dunque le linee guida per risolvere il problema della sicurezza civile in tutto l’occidente.

Tra le persone che sono state bloccate, 9 vengono dall’Algeria, 8 dal Marocco, 5 dall’Iran e 4 dalla Siria; 2 loschi figuri non risulta che siano stranieri, pur facendo parte idealmente del branco che conta anche un americano, un iracheno e un serbo.

Intanto le accuse di tortura riportate dal genere umano femminile tra il 31/12 e l’1/1 aumentano di brutto: oltre ai fatti avvenuti nel buio di Colonia, Amburgo e Zurigo, anche dalla Scandinavia s’invoca la dignità per la donna, con la glaciale capitale della Finlandia, Helsinki, e la meno nota località di Kalmar situata nel territorio svedese, risucchiate da quest’inciviltà ingiustificabile ma strumentalizzabile per fini ideologici.

Nell’ultima città citata le vittime ufficiali sono 15, e pure loro raccontano di persecuzioni operate dopo essere riusciti a ricompattare clamorosamente del truculento maschilismo.

Due bruti in quest’ultima circostanza aspettavano ancora che si definisse la condizione di cittadinanza, e, sprovvisti della parola per adattarsi nel nuovo paese di appartenenza, hanno saputo della denuncia nei propri riguardi da un paziente traduttore.

Il tempo passa e diventa più difficile scovare gli altri molestatori, che, stando alle testimonianze dirette delle malcapitate, hanno puntato dritte su codeste aggirandole, rivolgendosi con termini offensivi e in preda agli ormoni; senza contare l’intento di rapinarle alla fine, lasciandole, sole e denudate, al freddo e al gelo nordici.

"Storie di donne" per dire no alla violenza femminile

storie di donne mostra fotogra e pittoricaA partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso l’universo femminile ha lottato per uscire da quel ruolo subordinato rispetto alle figure maschili riuscendo a decidere liberamente della propria vita. Col tempo le donne hanno saputo conquistarsi gli stessi diritti degli uomini, diritti civili e sociali, tra questi il diritto al lavoro che ha loro permesso di mostrare le proprie risorse e capacità, affermandosi tanto nella politica, quanto in ambito imprenditoriale, ricoprendo ruoli che prima erano impensabili.

Sempre più le donne si stanno affermando nel campo della medicina e della scienza, ma anche in politica ricoprendo ruoli di rilievo. In questi ultimi anni la donna si è costruita un ruolo sempre più preciso e significativo con funzioni dirigenziali ad indicare come talento e capacità possano superare qualsiasi barriera ideologica e sociale.

Ma in tutto questo la donna non deve mai dimenticare la propria femminilità cui non deve rinunciare.

Vecchi drammi e nuovi femminicidi

gall 1375857534-stop-femminicidio-20130807 083843Un  otto marzo nel segno del sangue. 

Sembra un orribile scherzo del destino eppure, la Giornata Internazionale dedicata alla Donna è stata segnata dal sangue di efferati omicidi a discapito di signore indifese.

La prima Silvana Spaziani di 46 anni è stata uccisa in provincia di Frosinone al termine di una lite con il marito. 

Il 44enne ha scaraventato la donna nella tromba delle scale, cercando poi di nascondere il fatto attraverso simulando un incidente domestico.

Il secondo femminicidio è avvenuto a Vigevano.

Un pensionato di 71 anni ha ucciso a coltellate la compagna di una vita, con la quale ha avuto due figlie di 16 e 19 anni, e si è consegnato ai carabinieri, dicendo “L'ho uccisa perché ero geloso”.

E infine, la terza vittima nella camera di un albergo di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, è  una ragazza uccisa dal marito che poi ha tentato il suicidio tagliandosi le vene.

Insomma, in meno di 48 ore ben 3 femminicidi e nella giornata della ricorrenza alla memoria delle centinaia di operaie morte nel rogo di una fabbrica di camicie Cotton avvenuto nel 1908 a New York.

femminicidio3-561x250È questo difatti che bisogna ricordare quando si pensa all'8 marzo.

Alle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, come anche alle discriminazioni e le violenze di cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.

Il fenomeno del femminicidio ha segnato nel 2013 un incremento rispetto agli anni precedenti con 177 donne uccise.

Questo è emerso da un'indagine per l'anno 2013, da un gruppo di volontarie mediante l'esame della stampa nazionale e locale.

La media annuale per i 9 anni in cui sono state condotte le indagini, segna 116 casi per anno.

Nel 2013, in base all'analisi, restano confermati che, i femminicidi riguardano per lo più donne italiane (70%), sono commessi da uomini italiani (70%), interessano tutte le fasce di età pur se si riporta quest'anno un’incidenza maggiore nella fascia di età tra i 36 e i 45 anni, mentre nell’anno 2012 si registrava nella fascia 46-60 anni.

“Trovano origine” spiega la Casa delle Donne “Nella relazione di genere, posto che nel 58% dei casi l'autore è stato il partner attuale o ex della donna”.

Nel primo bimestre del 2014, gli omicidi totali sono già stati 68 (a fronte di 85 uccisioni avvenute nel gennaio-febbraio 2013).

Purtroppo le stime dicono che, in Italia ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno, marito o convivente.

Che cosa prevede oggi il nuovo Decreto Legge contro la violenza sulle donne?

Prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire severamente i colpevoli.

In sintesi: pene più severe – arresto obbligatorio in flagranza – allontanamento del coniuge violento da casa – querela irrevocabile - Corsia giudiziaria preferenziale - Patrocinio gratuito - Permesso di soggiorno alle vittime straniere - Vittime informate sull'iter giudiziario.

imagesÈ ancora troppo poco per quello che accade ogni giorno, soprattutto all'interno delle mura domestiche.

Le donne devono reagire subito, ai primi segnali senza lasciar passare alcun comportamento ambiguo perché dopo, potrebbe essere troppo tardi.

Impariamo a ribellarci dicendo BASTA!

Esiste un numero che in questi casi può dare sostegno e un grande aiuto: è il 1522, attivo 24 ore su 24.

 

Genova prende il via 8° Caruggincursa

970366 633109220054282 1313508058 nAll’interno la famosa Caruggintacchi come segnale contro ogni forma di violenza sulle donne.

Il 28 settembre prende il via la ben nota manifestazione genovese, una corsa podistica nel cuore del centro storico di Genova e del suo Porto Antico.

Questo il programma:

  • Pubblicato in Liguria

Basta femminicidi! Le donne gridano “giustizia”

3Cinquantaquattro donne morte per mano di uomo dall'inizio dell'anno a oggi. È il triste primato dell'Italia. Lo denuncia, parlando di "femminicidio", "Se non ora quando" (Snoq) la rete delle donne, in un appello che in poche ore ha raccolto sul Web più di mille adesioni.

La prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio (da parte di persone conosciute). Negli anni novanta il dato non era noto, e quando alcune criminologhe femministe verificarono questa triste realtà, decisero di “nominarla”. Il termine “femicide” (in italiano “femmicidio” o “femicidio”) nacque per indicare gli omicidi della donna “in quanto donna”, ovvero gli omicidi basati sul genere, in altre parole la maggior parte degli omicidi di donne e bambine.

Non stiamo parlando soltanto degli omicidi di donne commessi da parte di partner o ex partner, stiamo parlando anche delle ragazze uccise dai padri perché rifiutano il matrimonio che è loro imposto o il controllo ossessivo sulle loro vite, sulle loro scelte sessuali, e stiamo parlando anche delle donne uccise dall’AIDS, contratto dai partner sieropositivi che per anni hanno intrattenuto con loro rapporti non protetti tacendo la propria sieropositività, delle prostitute contagiate di AIDS o ammazzate dai clienti, delle giovani uccise perché lesbiche.

Chi ha deciso la loro condanna a morte? Certo il singolo uomo che si è incaricato di punirle o controllarle e possederle nel solo modo che gli era possibile, uccidendole, ma anche la società non è esente da colpe.

"Il femminicidio, non è solo un fatto criminologico ma ha una valenza simbolica del rapporto (arretrato) uomo-donna in Italia. Ecco perché riguarda la politica", sottolinea Cristina Comencini di Snoq. Ed è per questo che Snoq, chiede anche "agli uomini di aprire gli occhi, di camminare e mobilitarsi con le donne per porre fine a quest’orrore".

Tante, troppe morti per mano di un uomo. L'ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l'età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosie. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità.

L’amore che uccide, l’amore malato, l’amore che distrugge invece di costruire. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani il vero senso di questa grande e importante parola, affinché non si travisi che cosa sia amare. Sì, perché non vuol dire possedere, padroneggiare e usare, maltrattare tanto da spingere a uccidere quando si è respinti o lasciati.

Le donne sono stanche e gridano a gran voce: “Giustizia!”.

Speriamo che queste voci siano finalmente ascoltate da qualcuno, prima di leggere altri nomi e altre drammatiche storie.

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