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updated 7:41 PM CET, Nov 13, 2019
XII Municipio

XII Municipio (6)

Il destino dell’Istituto scolastico “Federico Caffè”

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Una delegazione dei firmatari della petizione "Il Federico Caffè non è in vendita" ha incontrato, il giorno 21 agosto 2019, la vicesindaca Teresa Maria Zotta. All'incontro ha partecipato anche il dottor Stefano Carta del Dipartimento Risorse strumentali. L'immobile di Viale di Villa Pamphili n 86, sede legale dell'I.I.S. Federico Caffè, mantiene il vincolo di destinazione scolastica e a tutt'oggi non esiste un atto contrario del Consiglio Metropolitano. Questa affermazione ribadita più volte, nel corso dell'incontro, dalla vicesindaca Zotta e dal dottor Carta è sicuramente un elemento di chiarezza e consente lo svolgimento del prossimo anno scolastico 2019-2020 in modo sereno dando la necessaria certezza e tranquillità a tutta la comunità scolastica del Federico Caffè, che erano alla base della petizione. I firmatari riconoscono la fermezza con la quale la vicesindaca Zotta ha fugato ogni dubbio sulla vicenda della destinazione d’uso scolastica dell’edificio di Viale di Villa Pamphili n 86. Nello stesso tempo la vicesindaca ha ricordato che da parte del Bambin Gesù esiste una manifestazione d'interesse ad acquistare questo immobile. Su questo punto l'Amministrazione ha formulato alcune ipotesi che sono ancora oggetto di studio e di approfondimento da parte dell'Amministrazione stessa. In ogni caso gli attuali studenti, quasi 1.300, e i futuri avranno le loro aule nelle sedi già esistenti. Ciò vuol dire che non ci sarà nessun trasferimento di parte del Federico Caffè in altre zone del Municipio 12. L'impegno ribadito è un punto qualificante della petizione, in accordo con la mozione già deliberata, all'unanimità, in sede di Consiglio Municipale 12 il 30 maggio 2019. In conclusione i firmatari hanno convenuto di mantenere i contatti per qualsiasi sviluppo della situazione.

I residenti di Massimina chiedono al Comune e al XII Municipio di ripristinare la viabilità della zona

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Sono quasi 2 anni che via Gioele Solari, nel quartiere Massimina a Roma, è chiusa per una frana, a seguito delle piogge abbondanti dell’inverno 2015.

A gennaio 2015, infatti, all’angolo con via Schiavone, una parte della sovrastante collina è franata, trascinandosi alcuni blocchi di cemento che erano stati posti proprio per contenerla, e di fatto la strada è bloccata da allora.

Nessun intervento è stato posto ancora in essere, e una interrogazione presentata dai consiglieri Giovanni Picone e Marco Giudici al Presidente del XII Municipio e all’assessore competente, a fine settembre 2016, ha ricevuto la seguente risposta: è stato fatto uno studio geologico e di monitoraggio dal Dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e manutenzione urbana) del Comune di Roma, ma bisogna aspettare l’approvazione del bilancio di previsione e il relativo stanziamento delle somme necessarie.

Intanto anche la parallela via Tomasino D’Amico, nella parte più lontana a via del Casale Lumbroso, per un contenzioso fra un residente e il locale Consorzio stradale, risulta chiusa, non permettendo di utilizzare la via per uscire dalla Massimina, e costringendo i residenti a un complicato giro, reso ancora più difficoltoso dalla chiusura di via Gioele Solari.

E’ facile comprendere che, data la viabilità della zona, fatta di vie che si perdono nel nulla, se si verificasse una ulteriore frana nella parallela via Pericoli, centinaia di persone sarebbero impossibilitate ad uscire di casa.

Tale situazione appare inaccettabile e i residenti della zona chiedono al Municipio e al Comune di fare presto e di ripristinare un loro diritto fondamentale: quello alla mobilità.

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Sgomberata famiglia rom che occupò alloggio

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È di queste ore la notizia che l’alloggio occupato abusivamente da una famiglia rom in via Donna Olimpia 30, è stato sgomberato e posto sotto sequestro dalla Polizia Giudiziaria.

La denuncia era stata effettuata, a fine settembre, da Roberto D’Ambrogio, Presidente dell’Associazione Roma nel Cuore, al quale, dopo il decesso dell’inquilina assegnataria, si erano rivolti gran parte dei residenti, indignati dal fatto che nell’alloggio si fosse insediata, abusivamente, una famiglia di etnia rom.

"È un piacere verificare che a seguito della nostra denuncia, le autorità competenti, si siano subito attivate per il ripristino della legalità, in un periodo in cui il problema abitativo è divenuto un tema di primaria importanza nella vita di molti romani che, tra la crisi economica in essere e i continui aumenti delle tasse e dei servizi locali, non riescono più a sostenere affitti a prezzi di mercato, rivolgendosi così ai servizi sociali, nella speranza di vedersi assegnato un alloggio popolare" - dichiara in una nota Roberto D’Ambrogio - e aggiunge - "ora siamo in attesa che si stabilisca nell’alloggio la famiglia italiana assegnataria, che, a causa dell’occupazione abusiva, ha corso il rischio di veder prevaricato un diritto acquisito e imprescindibile" - e conclude il presidente - "anche in Campidoglio dovrebbero iniziare a porsi il problema abitativo per i romani più disagiati, con una sana politica sociale, le richieste per gli alloggi popolari crescono ma l’offerta rimane inadeguata rispetto alla domanda, a causa dei troppi appartamenti sfitti e inutilizzati e al cospicuo e crescente numero di occupanti abusivi.

Ponte di Villa Pamphili: accampamenti di senza tetto

 
A Roma, da tempo non si hanno più notizie di accampamenti abusivi al Parco del Pineto, e in effetti, percorrendo il sentiero che parte dal casale del Giannotto e costeggia tutta la collina, passa per Valle Aurelia e ritorna all’Auditorium di baracche non se ne vedono più, anche se la sporcizia è ovunque e ogni fine settimana la pineta diventa una discarica di bottiglie e ogni sorta d’immondizia.

Ora, comunque, nemmeno più villa Pamphili è immune dal degrado e dagli accampamenti di fortuna, che sempre più frequenti vengono insediati nelle ville e nei parchi della Capitale.

Roma: Istituto "G. Franceschi" al freddo

"Ecco l’ennesimo disservizio alla Giorgio Franceschi, la scuola elementare e dell'infanzia in via Donna Olimpia, nel cuore del XII municipio, ė rimasta senza riscaldamenti, così dalla carenza di personale, alla struttura fatiscente, ecco affiorare un nuovo disservizio dovuto alla mancanza di attenzione e competenze degli addetti ai lavori. - così dichiara in una nota Roberto D' Ambrogio- (Presidente dell’Associazione Roma nel Cuore), da sempre attento alle problematiche sociali nel Comune di Roma, e continua - "Sono innumerevoli le proteste e le segnalazioni inoltrate dai dipendenti infreddoliti e dai genitori, preoccupati per la salute dei propri figli dopo aver saputo della mancata accensione dei riscaldamenti".

No alla discarica: a Roma tensioni tra manifestanti e polizia

20130802 200646A Roma, il  2 agosto un'assemblea pacifica di cittadini contrari alla discarica è partita alle ore 18:00 da località Falcognana occupando la via Ardeatina e bloccando il traffico per ore.

I manifestanti hanno superato due posti di blocco della polizia in tenuta antisommossa, deviando per i campi adiacenti alla via Ardeatina.

20130802 203840Un terzo posto di blocco all'altezza del Molino ha bloccato i manifestanti per strada che nuovamemte hanno tentano di evitarlo, questa volta però sono stati bloccati anche nel campo.

20130802 203836I poliziotti armati di manganelli hanno detto di aver ricevuto precisi ordini per non far arrivare i manifestanti al raccordo anulare.

Dopo circa un’ora i manifestanti scortati  dalla polizia ripiegano verso Falcognana.

L'evento è terminato alle ore 22:00 circa.

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