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Dichiarata l’inagibilità dell’ex stalla di Villa Veschi all’Aurelio

villa veschi largeNuovi sviluppi nelle vicende dell’associazione animalista Alex, che aveva sede in un’area adiacente a Villa Veschi a Roma, prima dello sgombero disposto nel maggio scorso, e le liti con la famiglia che occupava la struttura, e che è stata costretta ad abbandonarla dopo aver perso, nei vari gradi di giudizio, la causa per usucapione che aveva intentato nei confronti del Comune.

Da quello che si può vedere dal cancello, che è chiuso, dato che l’area è stata affidata alla Protezione Civile, si constata che il degrado avanza, che il furgoncino dell’associazione è ancora lì dentro, insieme ad altro materiale che non è stato possibile recuperare, e che senza la sede l’attività è impossibile.

L’ulteriore novità negativa è la dichiarazione d'inagibilità che è stata disposta, nel marzo scorso, dagli uffici tecnici del Comune, nei confronti dell’edificio che un tempo era una stalla, con due piccoli alloggi sopra, da cui consegue che nessuno dei contendenti potrà occupare la struttura, che verrà utilizzata per non precisati scopi istituzionali.

In effetti, si trattava di un’area di limitate dimensioni che, a quel che si riesce a vedere, difficilmente potrebbe essere utilizzata per scopi diversi da quelli per cui finora è stata utilizzata, se non con interventi costosi e radicali, probabilmente antieconomici.

La zona si prestava all’utilizzo come sede di associazione animalista, dato anche che era separata dalla Villa da un ampio terreno, sempre di proprietà del Comune, e non costituiva motivo di disturbo per la famiglia Paoletti, probabilmente la proprietà poteva percepirne una forma di canone.

Si tratta, probabilmente, di uno dei 42.000 immobili di proprietà del Comune, alcuni dei quali versano in situazione di abbandono, nell’incuria, nel sottoutilizzo, o locati a canoni ridicoli, o semplicemente lasciati crollare, come il Casale vicino al Casale Giannotto del Pineto.

Una delle linee di intervento della prossima amministrazione, sicuramente comunale, ma anche con l’ausilio dei municipi, dovrebbe essere quella di conseguire un’adeguata redditività dagli immobili di proprietà, mettendo la parola fine sia alla logica della svendita, sia a quella dell’abbandono.

Alessandro Ranieri

Ultima modifica ilVenerdì, 31 Ottobre 2014 15:26

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