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Il XIII Municipio ricorda i suoi caduti della Resistenza.

Foto2538Il 25 aprile a via della Cava Aurelia l’ANPI Aurelio Cavalleggeri ha ricordato le figure di cinque caduti della Resistenza del quartiere Cavalleggeri, ponendo una corona di fiori sotto la lapide che ricorda Mario Carucci.

Erano presenti, tra gli altri, il Presidente del Municipio, Valentino Mancinelli, il Vice Presidente Stefano Zuppello, la Presidente del Consiglio Municipale Cinzia Giardini, i consiglieri Municipali Paola Fuselli e Matteo Manenti, oltre al segretario del circolo PD Aurelio Cavalleggeri Francesco Mele e i vertici dell’ANPI municipale, Sandro Guarino, Carlo Buscalferri e Mario Olmeda, numerosi cittadini e simpatizzanti.

Per la prima volta dopo tanti anni, quindi, abbiamo assistito alla presenza delle Istituzioni Municipali a questa importante commemorazione, dato che nella passata consigliatura nessun rappresentante è mai stato presente, tradendo in qualche modo lo spirito della Resistenza e della Lotta di Liberazione, che dovrebbe unire tutte le parti politiche, perché si può essere in disaccordo sul Jobs Act o su una manovra finanziaria, ma non sugli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia che hanno animato la Resistenza. 

Del resto, ricordiamo che in XIV Municipio, il Presidente Valerio Barletta e la maggioranza di centrosinistra hanno commemorato le figure dei Fratelli Mattei, figli di un esponente del MSI, barbaramente uccisi negli anni ’70, dando dimostrazione del fatto che è possibile essere uniti sulle questioni fondamentali.

Sono state ricordate le figure di Mario Carucci, che aveva solo 20 anni quando fu arrestato, portato in via Tasso, torturato e poi fucilato a Forte Bravetta, unica sua colpa credere nella libertà, nella pace e nella giustizia.

Galliano Tabarini, cui è stata dedicata la Sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri, invece morì a Mauthausen.

Dopo essere stato arrestato per attività sovversiva fu deportato, morì dopo indicibili sofferenze nel campo dove venivano effettuati pseudo esperimenti medici.

Davanti a quella che era la sua abitazione era già stata posta una pietra di inciampo.

Di Teofrasto Turchetti non si conosce né l’esatta data della morte, né il luogo, dato che fu deportato dapprima a Dachau, poi a Sachsenhaus, successivamente a Buchenwald.

Venne arrestato come militare il 2 settembre 1943, poco prima dell’armistizio, quando i tedeschi avevano oramai occupato il Paese, e poco prima della battaglia di Porta San Paolo.

Vittorio Buttaroni militava nel partito d’azione, e fu arrestato nel 1944, per la sua attività nell’ambito della Resistenza romana.

Finì nell’elenco delle vittime delle Fosse Ardeatine dopo l’attentato di Via Rasella, e morì, insieme ad altre 334 persone, il 24 marzo del 1944.

Romualdo Chiesa militava nel Movimento dei cattolici comunisti, fu arrestato anche lui giovanissimo e inserito poi nell’elenco delle persone da uccidere alle Fosse Ardeatine, nemmeno dopo le atroci torture subite a Via Tasso si lasciò sfuggire alcuna parola, e morì anche lui come un martire il 23 marzo 1944.

Porta San Paolo poi è stato il punto di arrivo del corteo nell’ambito della manifestazione indetta dall’ANPI romano, partito dal Colosseo.

Ultima modifica ilVenerdì, 31 Ottobre 2014 15:37

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