Alberto Dionisi…

Alberto Dionisi…

In amore il pensiero va sparato, e, se sì, mirando al centro?

In amore innanzitutto non si spara e né si mira. Se è vero amore viene tutto naturale e il pensiero è come acqua di sorgente.

Cosa succede alla tua coscienza in presenza del minimo dubbio?

Si pensa e si combatte, perché il dubbio va risolto se non si vuole vivere male. Certo il pensiero del dubbio non deve importi un’indecisione perenne.

Vale viaggiare nel mondo solo per perdersi dentro di sé?

Perdersi vuol dire liberarsi. Quindi viaggiare per perdersi può essere utile e necessario. Ma puoi perderti e liberarti anche senza muoverti dalla tua scrivania. Del resto la creatività non ha bisogno di condizioni particolari, perché è originata dall’anima.

I media non stancano mai (a proposito, dall’Ansa all’Ansia è un attimo?), e magari perché ci piace avere il potere su…?

Credo, è un mio pensiero, che l’ansia del vero giornalista sia connaturata al desiderio di dare notizie. Non credo sia l’esercizio di un potere ma di una necessità presente in tutti i mestieri che abbiano come premessa la vocazione.

I segreti della politica italiana, chiederti di svelarli (fermo restando che tu ne sia a corrente) è proprio da stupidi?

Non sono depositario di nessun segreto e tantomeno di segreti politici. Ma chi sa parli. Sempre.

Mi descrivi il volto della Cultura?

Non esiste un volto, ma tanti volti. Un popolo è cultura, mai un uomo. Un popolo con la sua storia, le tradizioni, le conquiste e le sconfitte.

I sognatori non se la passano affatto bene, vero…?

Un sognatore non sogna per “passarsela” bene. E un sogno in molti casi è l’inizio di un viaggio per realizzare l’Ipotesi. Senza sogno, non c’è un inizio.

Una poesia può essere bella argomentando su tutto?

Certo. Non ci sono limiti sui temi e la bellezza non dipende dall’oggetto ma dalle parole che si utilizzano per tradurre un’emozione.

Che significa essere sportivi?

Significa riconoscere le proprie debolezze che hanno consentito all’avversario, comunque in possesso di qualità, di batterti e vincere. Ma vuol dire anche riconoscere il suo ruolo qualora fossimo noi a trionfare. Senza avversario non c’è cimento, non c’è lotta, non c’è divertimento. E più fatichi più è giusto dare lustro al suo valore.

Mai preso spunto da altri poeti?

Neruda e Prevert sono i miei poeti di riferimento .

Può un poeta rimanere tale una volta che diventa famoso?

Un poeta è per sempre. Anche se non sarà mai famoso.

Leggendo “Amori nello specchio”

Alberto ama definire la sua dolce metà per principio, anche se ignaro (ma la cosa è reciproca) prova a calamitare l’attimo con lo sguardo e la voglia di credere nel potere del cuore.

L’elemento vacante rappresenta un percorso bloccato, da tracciare per intero amando una lei, dovendo rischiare proprio in tal senso, non riuscendo a pazientare, specie attualmente.

Il cuore battendo riempie l’immaginario, irrigidisce un proiettile vagante, che colpisce un’anima nervosa, che patisce l’ordinarietà degli eventi.

Il passaggio da un livello di comprensione all’altro si verticalizza bene o male, dipendendo dalla scelta della persona amata, senza importarsene del destino.

Il poeta vede restringersi un campo d’azione da subito, inspiegabilmente, disponendo in esclusiva di questioni che non vanno risolte se il sentimento viene ricambiato.

Chi lo ama lo conduce per una vita ottenebrante al naturale… del resto la memoria librandosi svanisce in un desiderio da esprimere assolutamente.

“Gli amori attendono l’alba per un incontro”.

Egli viene preso da un sonno isolante, con gli astri a compensare una carenza, pari alla natura che sollecita la fertilità ai territori aridi.

Quel che dice la persona amata lo possiede spiritualmente, rimanda a un volatile, il più solitario, che può rimanere attratto nient’altro che dal suo rifugio.

Una rinuncia sa di definitiva scomparsa, la presenza di Dionisi allora finirebbe a inasprire l’etereo?

La comunicazione si parzializza per memorie appannate, abbandonando i suoi soggetti con della desertificazione a far proseliti, uniformando resti d’esseri viventi.

Il sentimento vibra in una forma divina e inflessibile, sembra proprio impossibile vigilarci sopra essendo irrazionale… cosicché il candore profana il trasporto emotivo.

Compiere un gesto deve significare il recupero delle cose perse, il raschiamento nel profondo.

Si esiste quindi a forza di reagire, al fine di contemplare una corrente effusiva che accarezzi il viso di sempre.

La dolce metà del poeta assisterà al decesso di quest’ultimo all’inizio di un nuovo giorno, ma senza volerlo.

Esili strati di una superficie per la quale si è letteralmente inconsapevoli brillano, con le precipitazioni provenienti dall’alto a pulire le umane sconcezze.

Chi legge questa raccolta può spontaneamente  accusare pensieri lontani, illuminanti per come aleggiano, benché un contatto fatale lo si misuri sapendo di occupare un luogo di carne e fiato, di non esistere.

“Il tuo respiro colpirà le mie labbra”.

I tempi si prolungano costituendo ricordi amorevoli, mentre l’altrove aspetta le sue pedine, di una luce nuova.

Dovrebbe insomma vigere l’oggettività per atto supremo e rincuorante, se non fosse che l’attenzione terrena si sposta, perforante una trasparenza macchiata di acqua piovana.

Nella lettura con l’immenso ravvivi il disegno di un attimo indissolubile, la meraviglia, per dolori spaesati, da richiamare a crudo per attenuarli.

Il rifiuto del vuoto assoluto comporta l’ascolto del cuore, con la luce che tarda a sopraggiungere.

La scoperta di un amore s’esaurisce subito dacché il poeta ne racchiude il soggetto, ch’equivale a una distesa d’acqua sopprimibile in prossimità dell’oltre, che l’etereo avidamente assorbe.

Dionisi proviene da un pianeta diseguale alla Terra, qui l’autenticità è nemica della memoria, tracciando percorsi senza lasciare il segno.

L’oscurarsi dell’anima dipende da un attimo esclusivamente irreale, ne consegue una destinazione tattile, sopraffina dato il volto dei sentimenti.

Una bestia s’incattivisce per questioni celate e trionfi di consapevolezza, sta di fatto che la sicurezza investe il cuore a seguito d’immagini ravvivate e che l’udito ritaglia delicatamente.

L’invito a non agire d’istinto colma così tutti gli avanzamenti, e sotto qualsiasi punto di vista il sentimento si riapre.

“Come quel mare lontano che sparisce all’orizzonte diventando cielo…”; “Vengo dal mondo diverso, dove le origini non si ricordano e le strade si dimenticano.”; “Ma non essere nuvola, sii direttamente pioggia.”; “Siamo ricchi perché abbiamo una possibilità… Non gettiamola nei nostri pensieri al contrario…”.

Un patrimonio qui va motivato col diritto di maturare qualcosa che altrimenti negativizza la mente pur sempre attiva, come una raccolta di rifiuti.

Distanti dalla verità globalizzante, il divertimento sta nel provare ad avvicinare dei punti di riferimento.

Al margine del tacere svettano sottospecie di strutture religiose che influenzano serenamente, inattaccabili, susseguenti alla popolarità accresciuta per decisioni lapidarie.

La stima di natura prettamente sentimentale rifocilla l’ego, discutibile quando si ha di che mantenere un bene impossibile da condannare giacché immateriale, con gesti di solo pudore.

Ecco allora che la solitudine percuote un’umanità priva di soluzioni, che quindi si muove non lasciando tracce di sé.

L’aroma di una bevanda calda per poco non travolge i pensieri, dunque la si consuma aggressivamente, come a voler trovare della vecchia e isolata inconsistenza di fondo.

I quesiti in sospeso di volta in volta infiammano, appartenendo probabilmente alla finalizzazione della coscienza evidenziano una vita raffigurabile seguendo i muscoli facciali.

“E angoli di silenzio, monasteri solitari contro l’inquietudine, dopo il clamore prima delle scelte definitive: così immagino il mio oltre. Il mio dopo.”; “Sei una derivazione folle di un amore ignaro ma puro, talmente puro da non poterlo giudicare. È un amore diverso quasi terso, invisibile, che si tocca con l’anima…”; “Alla ricerca di un nulla antico e solitario…”.

(PanDiLettere, 2020; Pagg. 82; Prezzo 12euro)

*Alberto Dionisi nasce a Roma.

Giornalista ma anche funzionario della Presidenza del Consiglio, ha redatto articoli per svariate testate e ha

partecipato a programmi radiofonici e televisivi RAI.

Ha collaborato con l’ANSA e scritto due libri che avevano come tema il calcio.

È stato docente presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, per il Corso di Laurea di Geografia

Umana.

Ha inoltre insegnato per anni ai “Giovani Adulti” del braccio 11 del carcere di Rebibbia; il progetto aveva come tema “Le regole del gioco del calcio, le regole della vita”. Nel 2019 ha vinto il Premio Internazionale Pushkin per la sezione “Poeta sconosciuto

Vincenzo Calò

Vincenzo Calò

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