USB Il film. Usura e anatocismo

USB Il film. Usura e anatocismo

L’usura nasce dall’esigenza di avere soldi in breve tempo con la speranza di poter estinguere il debito in altrettanto breve tempo.

Un’illusione per il più delle volte, poiché l’usuraio, ossia colui che emette il prestito, oltre a essere un malfattore, mette dei tassi d’interesse talmente alti, usura appunto, da non poter quasi mai riuscire a onorare il debito.

Nei secoli si è molto discusso sull’usura, i primi riferimenti alla pratica dell’usura si rinvengono nei testi dell’India antica (dal 2000 a.C. in poi), nei quali ripetutamente si definisce usuraio chiunque presta denaro contro un interesse, evidenziando un radicato disprezzo per una tale prassi.

Anche nella cultura classica della Grecia Antica, sommi filosofi, quali Platone e Aristotele, condannarono esplicitamente nei propri scritti l’usura, largamente diffusa nella polis greca (“nummus nummum parere non potest” ovvero “il denaro non può generare denaro”).

La religione ebraica rendeva lecita l’usura, ma solo con lo straniero: “Non presterai a usura denaro, grano o qualsiasi cosa al tuo fratello. Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello” stava chiaramente scritto nel Deuteronomio (23, 20-21).

Nella Lex Genucia de feneratione, proposta nel 342 a.C. dal tribuno Lucio Genucio, si prevedeva espressamente che il prestito a interesse fosse proibito.

Si segnalano, poi, molti altri interventi normativi nel corso dei secoli che mirarono, se non all’eliminazione della pratica dell’usura, perlomeno alla mitigazione dei suoi nocivi effetti, ad esempio, il Codice Giustinianeo (529-534 d.C.), nonostante il giudizio negativo nei confronti di tale fenomeno.

Nel Medioevo prima il Concilio di Lione II del 1274 e poi il Concilio di Vienne del 1311 esplicitamente condannarono la riscossione d’interessi a fronte della concessione di un mutuo, richiamandosi in ciò all’insegnamento di uno dei Padri del pensiero filosofico cristiano, Tommaso d’Aquino (1225-1274).

A frenare gli abusi dell’usura nel 15° secolo i Francescani fondarono i Monti di Pietà o Banchi dei Pegni, istituzioni finanziarie senza scopo di lucro nate per erogare, in cambio di un pegno, prestiti di limitata entità a condizioni favorevoli rispetto a quelle di mercato.

Nel sec. XVI Calvino (1509-1564), costatando la capacità produttiva del denaro, per primo contestò la tradizionale condanna dell’usura, “Il peccato non si ha nell’usura, ma nella sua esagerazione”.

Da lì in poi l’economia nell’età moderna cominciò a considerare il problema dell’usura sotto un aspetto diverso, tanto che la Costituente francese introdusse per prima ufficialmente la distinzione tra usura e interesse, giudicando lecito quest’ultimo e regolandolo con una precisa normativa, accettata poi anche dagli altri Stati.

Nel presente un altro termine è stato messo accanto alla parola usura, ossia anatocismo.

Vediamo cosa è l’anatocismo.

Con il termine anatocismo (dal greco anà – di nuovo e tokòs – interesse) s’intende la capitalizzazione composta degli interessi su un capitale, ovvero, detto più semplicemente, il calcolo degli interessi sugli interessi.

In pratica, l’anatocismo riguarda la prassi bancaria di far pagare, mediante un meccanismo matematico-finanziario, gli interessi sugli interessi, senza che il cliente si accorga di questo, arrivando a generare interessi che possono con l’andar del tempo diventare anche usurari.

L’argomento è complesso, e ha generato negli anni situazioni drammatiche, con molti casi di suicidi e fallimenti provocati da questa illegale forma di usura.

La cinematografia mondiale non ha mai sviluppato questo problema, parlando solamente di usura generata dalla malavita, con usurai che sfruttano i loro clienti per potersi appropriare dei loro beni.

Ora c’è un‘iniziativa cinematografica, prima nel suo genere, della produzione indipendente Filmnet, che vuole porre l’accento su quest’argomento.

Attraverso il crowdfunding (https://www.produzionidalbasso.com/project/usb-il-film/), sta cercando fondi per realizzare un film che racconti alcune vicende reali, di persone reali che hanno subito l’anatocismo, con conseguenze spesso drammatiche, ma anche con prese di coscienza e con battaglie alla Don Chisciotte che hanno portato alla luce il problema, e vinto contro i giganti bancari.

La difficoltà risiede nel reperimento dei fondi per la realizzazione, poiché l’argomento impedisce, ovviamente, un coinvolgimento delle banche per avere dei finanziamenti, ma certamente tante persone si sentiranno coinvolte e magari interessate a poter permettere che il lungometraggio possa vedere la sua realizzazione.

Vi chiediamo di voler visitare il sito della raccolta fondi, senza impegno, ma per avere un’idea di quello che si vuole realizzare e se interessati partecipare con un piccolissimo contributo alla sua produzione.

https://www.produzionidalbasso.com/project/usb-il-film/

Vi chiediamo comunque di condividere a tutti i vostri conoscenti il link.

Grazie.

Emiliano Frattaroli

Emiliano Frattaroli

Giornalista, regista, sceneggiatore. Autore programmi Rai, documentarista. Ex sportivo professionista, subacqueo e pilota aeromobili. Al momento direttore editoriale Roma Capitale Magazine e Direttore Responsabile Grazie per sempre rivista animalista. Conoscitore e scrittore di archeologia, storia e astrofisica.

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