“Alla ricerca dell’umanità” scritto da un medico di famiglia che racconta la guerra contro il Covid.

“Alla ricerca dell’umanità” scritto da un medico di famiglia che racconta la guerra contro il Covid.

Firmacopie di Eleonora Grimaldi che sarà presente l’11 dicembre alle ore 12,00 per “Più libri più liberi”

“Alla ricerca dell’umanità” è il racconto del viaggio di un medico di famiglia (l’autrice del libro) “arruolata” nelle USCAR, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale della regione Lazio, condiviso con tanti operatori sanitari alle prese con la guerra contro il COVID.


È un tema che ad oggi, insieme alla crisi energetica, ambientale, economica e sociale in un contesto storico particolare per il conflitto europeo in Ucraina, attanaglia le vite di tutti noi perché purtroppo la pandemia è ancora in atto e la crisi sanitaria che ha generato è tutt’ora presente e di difficile gestione da parte degli stakeholders del mondo Sanitario territoriale.

Eleonora Grimaldi


È doveroso dire che Gli effetti della pandemia sono stati dirompenti e si sono fatti sentire in tutta Italia, il nostro Paese è stato una delle prime zone rosse, ma a subirne gli effetti sono state soprattutto le regioni del Sud e del Nord Ovest. Le regioni del sud Italia per sistemi sanitari regionali già sofferenti prima della pandemia, mentre le regioni del nord Italia, in primis la Lombardia che insieme al Veneto è stata la prima zona rossa italiana, ha visto implodere il proprio sistema sanitario regionale ospedalocentrico.


Ma la pandemia ha scosso profondamente tutti gli ospedali italiani anche per quanto riguarda le patologie non Covid. All’interno degli ospedali sono stati creati percorsi per gestire pazienti positivi differenti dai reparti di pazienti negativi.
Dagli ultimi dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità emerge una riduzione del tasso di occupazione negli ospedali italiani sia nelle terapie intensive sia nei reparti ordinari perché la maggior parte dei COVID positivi sono gestiti a domicilio grazie alle terapie antivirali che oggi i medici di famiglia dispongono e possiamo prescrivere liberamente e autonomamente.

Questa è stata una bellissima conquista del mondo scientifico, a dispetto del periodo del lockdown e fino a un anno dal COVID quando gli operatori sanitari soffrivamo persino la carenza dei DPI, ovvero mascherine e tute idrorepellenti, ed avendo pochi strumenti per gestire il virus, hanno iniziato da volontari a fare screening con i test sierologici su sangue capillare, che allora era l’unico strumento diagnostico disponibile per scovare il virus nelle persone più fragili delle RSA.


La conquista della profilassi vaccinale, tanto messa in discussione, che ha risvegliato l’ondata dei negazionisti e dei no vax, ci ha protetti e continua a proteggerci dalla malattia grave evitando di esporci al rischio iniziale di insufficienza respiratoria acuta o di embolia polmonare che la forma primitiva del covid, la wild type, ha provocato spiazzando il nostro sistema immunitario e mettendo a dura prova la scienza, che con salti da gigante è riuscita in un anno a formulare un vaccino per proteggere dalla malattia della SARS-Cov-2.


La citazione di un pensiero di Luca Serianni, illustre linguista romano, afferma: “Scriviamo per ragioni varie, una delle quali è per parlare con noi stessi”, questo racconto è stato scritto scritto per riconquistare la fiducia dei pazienti che si affidano ai medici per essere curati, è proprio in questo periodo più tragico per l’umanità che è importante non solo curare, ma prenderci cura delle persone, superando il distanziamento sociale che ha logorato le persone e ha sfibrato il tessuto sociale, ma che è stato necessario per la tutela della Salute pubblica.


La pandemia ha insegnato che dare risorse alla Sanità è sempre un investimento, mai una perdita economica perché si investe sulla salute delle persone: più i cittadini sono in salute, più aumenta l’indice di benessere economico e sociale in un Paese, tra l’altro l’Italia, dove c’è un sistema sanitario pubblico, dunque equo e universalistico.


L’autrice mette nero su bianco e con fotografie in bianco e nero l’immenso lavoro dei medici in questa nuova guerra affinché restasse nella memoria di tutti il grande impegno che c’è stato in questi anni, che tuttora c’è, anni che hanno messo a dura prova le persone, e dunque “alla ricerca dell’umanità” vuole essere un richiamo all’umanità, ovvero a tutti per uscire dalla disumanità ossia dalla diversa umanità che ha caratterizzato questi anni di pandemia per vivere con maggiore consapevolezza e senza odio e ignoranza.

Stefano Di Santo

Stefano Di Santo

Avvocato del Foro di Roma. Membro Commissione Diritto Bancario Ordine Avvocati Roma Referente terrioriale ACCI - Associazione Consumatori Cittadini Italiani - Collaboratore testata giornalistica Roma Capitale Magazine

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