Verso Roma – Shakhtar: chi sono gli uomini di Luís Castro?

Verso Roma – Shakhtar: chi sono gli uomini di Luís Castro?

(Shakhtar Donetsk, fonte immagine: sport.sky.it)

Giovedì 11 Marzo, allo Stadio Olimpico, la Roma di Paulo Fonseca affronterà lo Shakhtar Donetsk di Luís Castro. Dopo aver conquistato il turno contro il Braga, il tecnico lusitano ritrova in Europa League un’altra vecchia e ancor più importante conoscenza del suo passato. L’allenatore giallorosso ha infatti allenato gli ucraini dal 2016 al 2019, conquistando 7 trofei nazionali tra campionati, coppe nazionali e Supercoppa. Nella stagione 2017-2018 arriva, agli ottavi di finale di Champions League, anche il doppio confronto con la Roma. L’esito è favorevole ai capitolini che con il gol decisivo di Džeko continuano la loro cavalcata europea, terminata poi nella semifinale contro il Liverpool.

Qual è la storia dello Shakhtar e quali sono i dati, i numeri e le statistiche di questo club? Scopriamolo insieme!

Lo Shakhtar Donetsk è una società nata nel 1936, nel suo palmarès figurano 13 campionati ucraini, 13 coppe nazionali, 8 Supercoppe d’Ucraina, 4 coppe sovietiche, 1 Supercoppa sovietica e 1 Europa League. Gli arancioneri, attualmente allenati da Luís Castro, sono e sono quasi sempre stati tra le squadre più importanti del panorama calcistico ucraino. A livello europeo il miglior risultato è stato certamente ottenuto nella stagione 2008/09, con la vittoria dell’Europa League in finale per 2-1 ai danni del Werder Brema. Nonostante questo sia l’unico trofeo europeo presente nella sua bacheca, lo Shakhtar negli ultimi anni si è sempre rivelato un avversario più che ostico per chiunque.

Attualmente gli ucraini occupano la 2^ posizione nel loro campionato, la distanza che li separa dal primo posto non è poi così minima (4 punti). 10 vittorie, 6 pareggi e 1 sola sconfitta in stagione. I numeri ci parlano di un attacco piuttosto prolifico e di una difesa solida e compatta, con 36 gol fatti e 12 subiti su 17 gare disputate.

Il percorso europeo degli uomini di Luís Castro

Lo Shakhtar Donetsk inizia la sua avventura europea, nella stagione attuale, in Champions League. Data per spacciata nel girone B con Real Madrid, Inter e Borussia Moenchengladbach, la squadra ucraina chiude al 3° posto insidiando fino all’ultimo Real e Borussia per un posto agli ottavi di finale. La squadra di Castro si dimostra imprevedibile. Vince il doppio confronto con il Real Madrid, pareggia 0-0 per due volte contro l’Inter ed esce sconfitta malamente dalla doppia sfida contro il Borussia con 0 gol fatti e 10 subiti. Scende ai sedicesimi di Europa League solo per gli scontri diretti, chiudendo il girone con 8 punti alla pari dei tedeschi e a due sole lunghezze dal Real Madrid.

Ai sedicesimi di finale di Europa League si presenta come testa di serie, il sorteggio decreta il Maccabi Tel Aviv in qualità di suo avversario. La pratica per lo Shakhtar si conferma piuttosto semplice, gli ucraini conquistano infatti gli ottavi di finale con un risultato complessivo di 3-0 tra andata e ritorno.

Punti forti e deboli dello Shakhtar, quali sono?

Lo Shakhtar Donetsk, come abbiamo raccontato precedentemente, ha dimostrato più volte in questa stagione di essere una squadra assolutamente imprevedibile. Di base Luís Castro per i suoi uomini predilige un gioco a trazione anteriore, quel tipo di gioco veloce e verticale il quale è stato in grado di mettere in serissima difficoltà il Real Madrid. L’atteggiamento sfrontato degli ucraini non ha di certo funzionato contro il Borussia Moenchengladbach, che negli spazi ha saputo colpire e affondare lo Shakhtar. Così aveva fatto anche l’Inter lo scorso anno in Europa League. Il risultato non è stato però lo stesso in Champions, grazie alla capacità degli arancioneri di disputare una gara più accorta e con un atteggiamento decisamente più difensivo.

In fase di possesso lo Shakhtar ricorre principalmente alla costruzione dal basso, provoca il pressing alto degli avversari per poi saltare la linea con buone abilità tecniche ed effettuare un attacco diretto alla porta. In fase di non possesso gli ucraini attendono all’altezza della linea del centrocampo, lasciando giocare la difesa avversaria senza andarla ad aggredire sulla trequarti. Difendono stretti e compatti, cercando di indirizzare il gioco avversario sulle corsie esterne dove lasciano tanti spazi.

La squadra presenta un buon mix di giovani di talento e giocatori d’esperienza. Tra i primi è doveroso sottolineare i profili, su tutti, di Dodo, Tete e Solomon. Tra i secondi ricordiamo soprattutto Taison, Marlos e Alan Patrick. La rivelazione dell’anno è senza ombra di dubbio Manor Solomon, ala sinistra di appena 21 anni. L’israeliano è momentaneamente il capocannoniere dello Shakhtar insieme ad Alan Patrick, con 5 gol all’attivo su 24 gare disputate.

Probabile formazione Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Trubin; Dodo, Kryvtsov, Vitao, Matvienko; Alan Patrick, Maycon; Solomon, Tete, Taison; Marlos. All. Luis Castro.

Leonardo Cocchi

Leonardo Cocchi

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