Videogiochi, cosa dicono gli ultimi dati delle vendite in Italia

Videogiochi, cosa dicono gli ultimi dati delle vendite in Italia

Il settore del gaming, anno dopo anno, cresce esponenzialmente a livello globale. La storia dei videogiochi ha origini ormai lontane dalle nuove generazioni, che ne vivono solo l’incredibile e continua evoluzione. Il primo videogioco interattivo risale al 1961 e prende il nome di “Spacewar!”. Da quel momento il successo dei videogames prende sempre più il sopravvento. La vera e propria svolta arriva a metà degli anni ’80, quando due colossi come la Nintendo e la Sega gettano le basi di uno scontro memorabile. Tra gli anni novanta e gli anni duemila anche la Sony e la Microsoft si inseriscono nel mercato delle console. Con l’avvento della Playstation, dell’XBOX, del Nintendo DS e delle recenti e progressive evoluzioni di queste e di molte altre innovazioni, i videogiochi diventano un must di un’enorme fetta della popolazione italiana e mondiale. A tal proposito, scopriamo quali sono gli ultimi dati delle vendite dei videogiochi in Italia. 

Secondo quanto riportato da una ricerca condotta dalla Censis, in collaborazione con Iidea, il settore del gaming nel nostro paese è estremamente sviluppato. Si contano più di 17 milioni di videogiocatori, che costruiscono un rapporto sempre più solido con la realtà dei videogiochi. Il rapporto sulle vendite effettuate nel 2020, rispetto all’anno precedente, è notevolmente aumentato. Parliamo di guadagni per oltre 2 miliardi di euro, una cifra monstre che sembra essere destinata a salire e a crescere con il passare del tempo. Nel caso in cui si decidesse di investire sull’industria del gaming, infatti, si produrrebbe una mole incredibile di sbocchi lavorativi e una cifra pari a 360 milioni di euro di investimenti privati. I numeri parlano chiaro e ci raccontano di quanto sia stretta la relazione tra gli italiani e i giochi elettronici.

Questo viene confermato anche dai recenti sondaggi che sono stati effettuati nel nostro paese, a testimonianza di quanto il popolo italiano creda nella forza dell’industria del gaming. Come abbiamo già anticipato precedentemente, lo sviluppo del settore in questione potrebbe portare i giovani ad aprirsi delle porte nel mondo del lavoro. Questo è il pensiero del 60% degli italiani. Una grandissima fetta della popolazione nazionale ritiene i videogiochi una possibilità di svago e di socializzazione, benefici che lievitano il numero delle vendite e che, conseguentemente, lasciano spazio ad una più celere ripresa economica. Secondo una ricerca della rivista “Frontiers in Human Neuroscience”, i videogames incrementerebbero anche le capacità di problem solving, qualità sempre più richieste nei curricula vitae. 

Sempre più sviluppati sono anche gli aspetti relativi all’accessibilità dei videogiochi, che permettono a chi ne usufruisce, grazie all’avvento delle console e degli smartphone, di giocarci ovunque e in qualsiasi momento. C’è sempre meno spazio per i videogiochi arcade, presenti ormai quasi solo ed esclusivamente nel panorama delle slot machine in rete o nelle sale giochi. La maggiore accessibilità odierna, infatti, favorisce l’accelerazione del processo che lega i giochi elettronici agli aspetti sociali e intellettivi. Altri studi, inoltre, hanno scoperto ulteriori benefici tratti dall’utilizzo dei videogiochi. Tra questi ultimi c’è anche quello legato alla vista: guardare i dettagli sul proprio schermo, infatti, favorirebbe la distinzione dei colori, delle sfumature e la percezione dei dettagli più piccoli.

Manuela Rella

Manuela Rella

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