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SPORT FRA LE RIGHE

Ciao a tutti gli amici di Sport fra le Righe.        

Eccomi nuovamente in vostra piacevole compagnia.

Immagino siate tutti abbronzati, riposati mentalmente e distrutti fisicamente, con quello sguardo un po’ spento che denota la vostra estrema felicità nel tornare a lavorare, al traffico, agli impegni, al caos, allo stress.

E’ davvero bello quando finiscono le ferie.

Non odiatemi, stavo solo scherzando.

 

Una delle manifestazioni sportive più seguite, attese e divertenti, ovviamente adatte a chi pratica sport fra le righe è la classica gioiosa sfida di calcio Ammogliati – Scapoli.

E’ una partita importante per paesi o delegazioni dove tutti si conoscono, dove gli “sfottò” si moltiplicano per l’occasione e dove anche il più sedentario del rione improvvisamente si sente un leone.

Quell’anno la partita assumeva una maggiore importanza e prestigio perché per l’occasione in campo ci sarebbero stati giocatori veri di serie A come Roselli, Titti Savoldi, Briaschi e Martina il portiere, che cedemmo ai nostri avversari scapoli per pura pietà.

Oltre a questa crema del calcio un altro contenuto faceva brillare questa sfida, la decisione di far pagare il biglietto a offerta libera e donare il ricavato all’ospedale pediatrico G. Gaslini.

L’idea si concretizzò in un successo di pubblico mai visto e davvero partecipe alla grande sfida.

A dimostrare l’importanza dell’evento furono le divise tutte uguali, contrariamente ai precedenti incontri dove potevi, volendo, crearti una rubrica personale leggendo le varie pubblicità serigrafate sulle magliette di ogni colore.

La divisa degli scapoli prevedeva calzettoni e pantaloncini rossi, maglietta bianca con sponsor “ premiato panificio Botto e figli “ mentre noi ammogliati avevamo optato per calzettoni e pantaloncini bianchi e maglietta nera con sponsor “ Officina autorizzata Citroen di Semino Pinotto “.

Per dovere di cronaca la squadra degli scapoli era tutta composta da semi professionisti e a proteggere la loro porta un grande Martina.

La nostra invece, oltre ai tre gioielli, schierava il sottoscrittto e Gianni, un mio carissimo amico come semiprofessionsti e poi l’oblio comandato da Franco Panicelli, un tempo gran ciclista partecipante addirittura al giro d’Italia e adesso assomigliante più a un tricheco sia come espressone ma soprattutto come peso.

In porta schieravamo Scimmietta, un sopranome conquistato per i suoi salti da un punto all’altro della porta, decisamente spettacolari, peccato che fossero sempre dalla parte opposta alla direzione del pallone.

Tutto era pronto, anche la terna arbitrale della quale preferisco non parlare.

Ed ecco uscire gracchiante la voce dell’altoparlante che annuncia il primo colpo di scena.

La partita avrà inizio con un leggero ritardo dovuto ad un attacco di dissenteria di Martina.

Al suo ritorno in campo dopo 15 minuti abbondanti, vi lascio immaginare quello che pioveva dalle gradinate, insulti, sfottò, tappi di sughero, dove diavolo li avessero presi resta un mistero, e il tocco finale con una serie di rotoli di carta igienica posizionati con molta cura dietro la porta.

Come inizio niente male pensai.

Il fischio dell’arbitro diede il via a quella pittoresca sfida.

Per i primi 15 minuti di partita le forze si equivalsero, ma poi,

a conclusione di un bellissimo assist di Roselli per Briaschi, Martina capitolò sullo splendido tiro del giocatore della Juve.

Lo stadio esplose.

Applausi di approvazione mischiati a fischi, discussioni animate sulla posizione regolare del giocatore, risate a non finire, pacche sulle spalle e statuarie posizioni delle dita delle mani con significati intuibili.

La partita riprese sempre con le due squadre abbastanza equilibrate, ma a circa metà del primo tempo iniziò il vero e proprio spettacolo.

Mauro, degli scapoli, allungò sulla fascia destra eludendo il suo marcatore e inventò un ottimo cross che un suo compagno pochi metri fuori dall’area stoppò elegantemente.

Ma mentre si girava per poter calciare in porta, un locomotore lo investì in pieno facendolo volare al tappeto.

Panicelli aveva fatto il suo primo intervento.

Boato accompagnato da insulti diretti a Franco che notò uno scalmanato agitare i pugni al suo indirizzo.

Il tricheco giocatore si diresse minaccioso verso l’omuncolo che continuava a minacciarlo, io e Roselli cercammo di trattenerlo ma invano, il buldozer era inarrestabile.

A chi mostri i pugni deficiente –

A te palla di lardo –

Panicelli imitò tutte le sfumature del rosso prima di esplodere.

Brutta testa di ….. ma io ti spacco in due deficiente.

Intanto mezza squadra si era aggiuta a noi fermando il locomotore e facendolo ragionare.

L’applauso indirizzato a lui tornando in campo lo tranquillizzò.

La punizione di prima era più che giustificata e Galuppo la tirò con bravura ma la palla colpì in pieno viso il povero Panicelli prendendo uno strano rimbalzo e una traiettoria anomala che mandò il pallone ad infilarsi proprio all’incrocio dei pali.

Il pubblico impazzì, chi per il pareggio e chi per la scenetta davvero comica non ancora finita visto che il bestione inseguiva l’autore della punizione per menarlo.

Con questa tragicomica vicenda si concludeva il primo tempo sul punteggio di 1 a 1.

Il secondo tempo ?   a Ottobre ……………… ciao!

Walter Fabbri

Ultima modifica ilSabato, 24 Novembre 2012 13:36
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